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verbale CPNP 26.02.2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da il segretario   
Mercoledì 28 Febbraio 2018 16:12

NUOVA PARROCCHIA MARIA IMMACOLATA

VIA CASA BIANCA 35

 

VERBALE RIUNIONE

CONSIGLIO PASTORALE NUOVA PARROCCHIA

 

RIUNIONE 2/2018 del 26 febbraio 2018

 

La riunione del CPNP che è stata allargata anche ad altri operatori pastorali, per cui erano presenti circa 40 persone, si è svolta nell'emiciclo della Parrocchia ed ha avuto inizio alle ore 21,10.

Vinicio ha introdotto il relatore don Lorenzo Montenz il cui intervento riguardava le novità e i punti salienti dell'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

Don Lorenzo ha esordito con 3 impressioni personali sul documento papale:

a) ha il pregio di orientare l'impegno ecclesiale sul qui e adesso : non si perde in mitizzazioni di come dovrebbe essere il mondo e di come dovrebbe essere la Chiesa in un contesto ideale: le energie vanno indirizzate sul concreto attuale;

b) al contrario di altri documenti non parte citando altre fonti ma ha una originalità e freschezza proprie del linguaggio teologico di papa Francesco come si riscontra anche nella successiva Amoris Laetitiae;

c) è un testo non normativo : propone uno stile, un percorso non delle regole.

La prima novità del documento è quindi il metodo : non si parte da un principio (da ciò che si sa) e poi si vede come applicarlo ma si parte dalla realtà, da ciò che si vede.

Questo tipo di approccio si chiama Teologia Contestuale e si basa su tre azioni : 1) Osservare ; 2) Giudicare; 3) Agire. E' stato applicato specialmente in America Latina (e in particolare nella Teologia della Liberazione) mentre noi in Europa siamo più abituati alla Scolastica : partire dai principi e poi applicarli alla realtà.

Don Lorenzo ritiene che sia più vicino al messaggio evangelico il cercare di comprendere il mondo senza giudicarlo. Il verbo “giudicare” di cui al punto 2 della Teologia Contestuale va meglio tradotto infatti con “discernere” cioè comprendere le ragioni : è la stessa teologia propria del Vangelo di Giovanni : lo sguardo non giudicante di Gesù (es. Samaritana, adultera...)

All'obiezione di Corrado sul fatto che per anni la Chiesa Italiana si sia ancorata al concetto di principi non negoziabili, don Lorenzo risponde ricordando come i rapporti tra Dio e il popolo siano sempre rinegoziati dal Signore (es. Giona e la conversione di Ninive) quindi in realtà si può e si deve poter discutere su tutto, pur mantenendo le proprie ragioni.

Quali sono i mezzi che ci sono forniti per riscoprire “la bellezza dell'amore salvifico di Dio manifestato in Cristo Gesù morto e risorto”? ( n.36 E.G.)

1) Rinnovare l'incontro con Gesù. (n.3 E.G.). Occorre riscoprire a livello personale l'incontro con Gesù. Non si tratta di partecipare alle celebrazioni o di fare pratiche pie o molteplici attività parrocchiali, ciò che ci identifica come cristiani è l'esperienza di Gesù. Occorre scoprire o riscoprire con un'esperienza “mistica” interiore l'intuizione del cuore che ci ha fatto decidere un giorno con entusiasmo di seguire Gesù.

2) La Parola . La Chiesa si identifica sulla Parola. Papa Francesco parte sempre dalla Parola, la nostra identità di fedeli va coltivata nella Parola. In Italia abbiamo avuto e abbiamo grandi maestri forse poco seguiti : il cardinale Martini; Enzo Bianchi; il cardinal Ravasi. Non occorre preoccuparsi troppo di cosa si capisce e non si capisce, occorre iniziare a leggere personalmente la Parola che è viva ed operante.

La Parola invita con insistenza alla gioia e aiuta a riscoprire l'amore salvifico di Dio.(n.4-5 E.G.)

La raccomandazione sulla preparazione delle omelie (n.137 E.G.) che Papa Francesco rivolge ai Sacerdoti, in realtà è rivolta ad ogni fedele: occorre la lettura della Parola e un po' di preparazione almeno per sapere rendere ragione nella nostra quotidianità delle nostre scelte e distinguere le tante sciocchezze che girano per ignoranza o malafede intorno alla nostra fede.

Da questi due basi si parte per definire gli altri aspetti del documento che più rapidamente, per questioni di tempo, don Lorenzo riassume in :

1) Essenzialità

2) Stile

3) Scelta privilegiata per i poveri

L'essenzialità o sobrietà non è fine a se stessa ma è finalizzata a favorire l'incontro col Signore e l'accoglienza dei fratelli liberandoci da tanti idoli che ci siamo creati ( n.55 E.G.)

Lo stile è quello dell'apertura (chiese con le porte aperte n 47 E.G.) ma ancora di più quello dell'uscire (n 46 E.G.).

La Chiesa è madre aperta a tutti per cui i nostri interlocutori sono sia praticanti che chi è indifferente o addirittura contrario.Tutti devono poter accedere alla Chiesa e neppure le porte dei sacramenti si dovrebbero chiudere per una ragione qualsiasi.

Tuttavia una porta privilegiata è quella per i poveri.

Con questo termine non si intende solo la povertà materiale ma anche la solitudine,la malattia, la vecchiaia, l'abbandono, l'emarginazione

Sull'esempio di Gesù bisogna andare da chi è ai margini, alle periferie, verso chi è escluso.

L'ultima mezzora dell'incontro è stata aperta alle domande e alle sollecitazioni dei presenti.

Corrado nel presentare Isaac che ha fatto il proprio ingresso nel Consiglio Pastorale, ha fornito l'assist per un intervento sul tema dell'immigrazione e don Lorenzo, sulla base anche della propria esperienza presso la comunità di Betania, ha rilevato come questo sia indubbiamente un problema ma non per questo possiamo delegarlo ad altri, ci interpella e la chiave può essere solo quella, nello stile della E.G., di guardare le persone, partire dal singolo che incontro e che mi interpella e non partire dai massimi sistemi “come risolvere il problema della migrazione” perchè non se ne esce. L'approccio corretto anche in questo caso è partire dalla realtà che deve prevalere sui principi.

Vinicio domanda se un approccio così nuovo e radicale come quello di Papa Francesco con una netta distanza tra la direzione proposta e la realtà che viviamo, non corra il rischio di spaventare e allontanare le persone ponendo un serio problema pedagogico comunitario.

Don Lorenzo rileva in primo luogo come l'intento e l'opera di Papa Francesco siano improntati ad uno stile evangelico : non si impongono i cambiamenti con le regole, non ha modificato il diritto canonico ad esempio, ha tollerato oppositori interni alla Chiesa senza rimuoverli in quanto lo scopo è quello di dialogare con tutti e cambiare il cuore non le norme.

In secondo luogo ha fatto notare come sia la nostra realtà europea e occidentale a non essere all'altezza del modello, le chiese degli altri continenti che hanno vissuto esperienze diverse dalle nostre e spesso più dure, sono più vicine a queste proposte e saranno loro, che finora abbiamo considerato più indietro, a farci da esempio.

In ogni caso la tensione verso questo nuovo modello sarà un segno che indietro non si torna.

I successivi interventi di Rocco, don Francesco e Corrado, forniscono l'occasione a don Lorenzo per ricordare come questa esortazione nasca in seguito ad un cammino sinodale ed esprima quindi una sensibilità universale e non del solo Papa Francesco. Inoltre chiarisce che questo documento ha una duplice chiave di lettura in quanto tutte le sollecitazioni sono rivolte sia alla Chiesa istituzione che al singolo individuo. Infine ricorda che l'approccio corretto per cambiare le strutture non è partire dal generale ma dal capillare iniziando da se stessi : costruendo relazioni coi vicini, avendo un'etica personale di approccio al povero, leggendo la Parola e non solo parlandone.

L'incontro si conclude quindi alle ore 23,00 con la preghiera.

 

 

 

 
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