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Scritto da Corrado   
Domenica 07 Dicembre 2014 14:17

Vi allego gli appunti che ho rielaborato, dell'incontro cui ho partecipato ieri su famiglia e società, tenuto dal Centro di bio-etica Luigi Migone, relatore  Mauro Magatti Docente di Scienze politiche e sociali a Milano.

E' molto interessante, sia per lo spunto storico, sia per le implicazioni che la cultura e la  tecnica esercitano sulla famiglia oggi, disgregandola.

Spero di aver fatto cosa gradita
Buona lettura

 

 

FAMIGLIA E SOCIETA’.


Appunti della Relazione del Sociologo Mauro Magatti, Docente di Scienze politiche e sociali. (Centro di bio-etica “Luigi Migone” - 6/12/2014)

La famiglia come sistema di rapporti che regolano la vita di relazione in quella casa e prima cellula di organizzazione della società.

Famiglia come istituzione dove sono state elaborate  nella storia le regole che governano due rapporti fondamentali: quelli sessuali/affettivi e i  rapporti tra le generazioni.

La famiglia è elemento costitutivo della storia occidentale, cellula fondamentale della vita sociale in Occidente e in questo l'occidente rischia di essere smemorato.

Ad esempio nella cultura africana la mancanza di un rapporto e di una responsabilità tra le generazioni da parte paterna sta mettendo grossi ostacoli allo sviluppo economico. Per contro il filo rosso storico delle leggi che hanno regolato il matrimonio, (trasmissione della vita come dono della madre) e il patrimonio (trasmissione dei beni come dono del padre), hanno posto le fondamenta dello sviluppo economico in Occidente.

Oggi il processo culturale in Occidente va verso una progressiva individualizzazione.

Emerge un IO individuale ed in grado di auto determinarsi. Istruzione, mezzi di comunicazione, leggi, economia, spingono l’IO a liberarsi, a svincolarsi.

Ci concepiamo e ci realizziamo come individui: dare rilevanza al destino di ciascuno in quanto tale è importante però bisogna porre attenzione quando l'IO è depositario del giudizio morale, porre attenzione all'individualizzazione come valore assoluto,
proposta che anche la spinta neo-liberista porta avanti.

Sia la cultura di sinistra chi è di destra portano verso una cultura individualista.

Inoltre esiste anche una trasformazione tecnica, di un sistema tecnico che cambia in modo significativo ciò che noi possiamo fare o non fare e cambia quindi il valore ultimo delle cose.

Ad esempio la pillola è stata come una bomba che ha defrafrato il rapporto tra affetto e procreazione, ha slegato il rapporto affettivo dal rapporto unitivo.

Altro fattore è la procreazione assistita e un altro il prolungamento della vita come frutti di una Tecnica che sta aggredendo i rapporti famigliari.

L'intervento della Tecnica come processo attivo sulla stabilità dei rapporti affettivi e genitoriali della famiglia , è potente.

Anche i modi di vita ci condizionano. Oggi le condizioni di vita sono tali che è molto più probabile non stare insieme che stare insieme: la vita è organizzata per gestire il singolo individuo; non c'è più il tempo della famiglia per stare insieme tra padre madre e figli.

I rapporti tendono a sciogliersi perché i tempi sono organizzati in rapporto alle esigenze dei singoli ma non della famiglia. Ecco allora ad esempio che l'interruzione della settimana con il riposo domenicale diventa una esigenza di sopravvivenza della famiglia, di libertà.

E’ giunto il tempo in cui l' Occidente si potrà sbarazzare della famiglia perché potrà gestire i rapporti in modo individualistico? E’' possibile immaginare una società in cui si farà a meno della famiglia? Il costo che avremmo per  abbandonare questo modello di società basato sulla famiglia è enorme.

Intanto diciamo che la famiglia è fondamentale perché è imperfetta, perché al suo interno i rapporti sono imperfetti, perché è il luogo della “non-scelta”. Noi scegliamo una moglie o un marito ma la/lo scegliamo nel cambiamento, nel divenire; e ancor più non scegliamo i figli, non si scelgono i fratelli non si scelgono i genitori.  Questo è un bene sociale enorme: si amano e si accolgono i genitori e i figli come sono. Questo ci apre alla socialità dell'altro, all’accoglienza dell'altro. Se abbandoniamo questa palestra “non scelta” abbiamo una perdita enorme di socialità, perderemmo il modo di allenarci all'altro.

Tuttavia famiglia deve cambiare se vuole sopravvivere. Ma quale famiglia vogliamo? come difenderla?

Propongo tre ambiti di cambiamento.

Il primo riguarda il modo di vita. La famiglia si nutre di rapporti con altre famiglie. non deve essere troppo nuclearizzata. la famiglia respira insieme ad altre famiglie altrimenti manca l'ossigeno. Vanno ricreate le condizioni di interazione e di scambio con le altre famiglie.

Il secondo riguarda l'aspetto di elaborazione delle capacità del maschile e del femminile nel rispetto reciproco. Occorre un rapporto maschile/femminile più ricco (vedi violenze di genere intra-famigliare).

Il terzo aspetto riguarda il rapporto generazionale tra genitori e figli: occorre una maggiore responsabilità del ruolo generazionale ed una costruzione di un’area di autonomia/rispetto dei figli.

La tecnica oggi sembra dire all'uomo di non avere limiti per cui sembra che il bene sia tutto ciò che riusciamo a fare.

Ma davvero tutto ciò che riusciamo a fare è bene e tutto ciò che non riusciamo a fare è non-bene?

La tecnica tratta tutto come “neutro” o indifferente e genera una “cultura del neutro” o dell’indifferente.

La società neutra, della equivalenza, è una società piatta; una società della parcellizzazione dell'individuo che assumendo un valore assoluto slegato dalla relazione, in realtà si sottopone al dominio da parte di un sistema economico e tecnocratico: non è libertà.

Per contro la società orizzontale è un progetto sociale di relazione in cui tutto non è piatto e uniforme, ma esistono prati, colline, laghi, città e campagne, in cui la relazione costruisce l'individuo e la sua libertà.

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Dicembre 2014 14:18
 
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