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Gruppo Famiglie

La Parrocchia non ha bisogno solo del Parroco ma di tutta la comunità che in varie forme e in vari modi deve renderla viva e feconda, luogo di preghiera ma anche e soprattutto di accoglienza. I gruppi famiglie hanno anche questo ruolo. In particolare il gruppo famiglie “senior” oltre a confrontarsi su temi legati all’educazione dei figli ormai adolescenti, ha il compito di animare la comunità e collaborare al fine di promuovere varie iniziative all’interno della stessa. Conservare la casa di Sasso, raccogliere fondi per mantenere efficienti le strutture, organizzare le feste per gli anniversari di matrimonio sono solo alcuni esempi.

Per questo è necessario che sempre più famiglie vengano coinvolte in tutto questo e si uniscano ai gruppi già esistenti o ne formino altri. E’ un’esperienza molto bella rendersi conto che da singole unità familiari siamo diventati un grande gruppo di amici, capace di instaurare legami veri e profondi, uniti da uno scopo: crescere nella fede e nel servizio verso gli altri.

Ci incontriamo una volta al mese da settembre a giugno e a conclusione di questo percorso ci ritroviamo in estate per condividere una settimana di svago, di preghiera e di approfondimento nel meraviglioso scenario delle dolomiti. Anche quest’anno si sono uniti nuovi amici e ci auguriamo che l’esperienza sia stata così positiva da sentire il bisogno di continuare il cammino intrapreso.

Personalmente non potrei più fare a meno delle domeniche trascorse insieme, delle passeggiate, delle risate e delle serate trascorse a chiacchierare e a condividere gioie e dolori di ciascuno di noi.

E’ un’esperienza unica….

Cinzia



Auguri da Serge PDF Stampa E-mail
Scritto da Serge Arthur   
Giovedì 05 Gennaio 2012 19:47
Carissimi,
vi mando i miei auguri migliori per quest'anno. non volevo scrivere le solite cose, e spero che questo vi possa aiutare a vivere la vostra vocazione e il vostro cammino. é davvero il mio augurio più sincero per questo anno nuovo che iniziera con tutte le sue difficoltà. il testo che ho scritto è un po' lungo e chiedo scusa, ma raccomando anche di leggerlo tutto, è un augurio a riscoprire l'essenziale in questi tempi di crisi. le parole non sono mie, ma di un autore che è stato più ispirato di me...

Guardando alla santa famiglia, perché la felicità non è un traguardo, ma un modo di camminare, un modo di vivere, vi auguro di RIMANERE FIDANZATI, VIVERE DA CONIUGI, AGIRE COME AMANTI, PER ESSERE SPOSI.

RIMANETE FIDANZATI: il fidanzamento è il periodo del rincorrersi. Non lasciate spegnere la frizzante poesia dello "spetalare" le margherite dei giorni, chiedendosi "m'ama, non m'ama". Sposarsi non è tanto "trovare" la persona giusta, ma "essere" la persona giusta. Non chiudete mai l'orizzonte dei grandi sogni insieme. Se ci si accontenta, se non si curano le piccole cose, si passa subito dalle parolone alle paroline, alle parolacce. Non sono le montagne a stancare gli uomini che le scalano, ma i sassolini nelle loro scarpe.

VIVETE DA CONIUGI: la parola "coniugi" significa "legati sotto lo stesso giogo". Quando l'uomo scopre che, tirato con il giogo l'aratro va in profondità, ottiene un raccolto molto più ricco. L'augurio è quindi: imparate a litigare bene! Non lasciate mai finire un giorno se non avete fatto pace. Non tutti gli errori sono sconfitte e non tutte le vittorie servono a rendersi migliori. Il rischio è quello di una favola "ribaltata", che inizia con "vissero felici e contenti" e finisce con "c'era una volta". Spesso si tende a rendere difficile il facile attraverso l'inutile. Non spaventatevi mai dei momenti freddi, ma abbiate sempre paura dei momenti tiepidi. Amare significa imparare a dirsi: "amami quando meno me lo merito perché sarà quando ne avrò più bisogno"

AGITE COME AMANTI. Dicevano gli antichi: "il vento spegne una candela, ma rinvigorisce un incendio". Fedeltà non è solo non tradire, ma è impegno a rinnovarsi. L'infedeltà non è mai un tonfo, ma un cammino involutivo. Questa prospettiva fa guardare alle fedi come ad anelli di una catena che legano, ma restando staccati. Secondo me andrebbero portati ai piedi. Perché? Basta pensare a come nasce un passo: un piede si pianta per terra perché l'altro si lanci libero. Se i due piedi pensassero di fare sempre tutto insieme, o starebbero bloccati immobili o procederebbero a salti stancandosi. Se ciascun piede pensasse di fare per conto proprio, si cadrebbe. Per andare avanti bisogna curare e custodire la libertà: sta qui il segreto dell'equilibrio.

COSÌ POTRETE ESSERE "SPOSI". Qualcuno fa derivare la parola sposi da sponsor. Siate "pubblicità " dell'amore in ogni istante, quando la vita è gustosa o piccante, o quando il boccone è amaro o difficile da digerire. Siate lo "sponsor" di quell'Amore con la A maiuscola che vi siete giurati davanti all'altare. Questo amore ha un volto: è il volto di Dio, a immagine e somiglianza del quale siamo stati creati. il Dio Amore vi accompagna ogni giorno, come premura che protegge dalle tempeste, come tenerezza che difende dall'aridità, come sorridente compagno di giochi, come fonte a cui ogni giorno dissetarsi, da sempre nuova sete. Vivete questo amore da qui fino all'infinito, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte. Sarà quello il ballo della vostra vita. Come in ogni ballo vi troverete a fare un passo avanti e due indietro, poi tre avanti e uno indietro. Ma è questione di ritmo. A volte la musica della via sarà energica da farvi saltare, altre volte vi porterà a un valzer lento dolce e tenero, altre volte ancora vi farà sedere in disparte perché non vi piace. Come in ogni danza, poi, ci sarà sempre qualcuno che vi pesta un piede o vi dà una gomitata. Anche questo è questione di ritmo. Passi avanti e indietro, perdite di ritmo, piedi pestati, tutto ciò può esserci, ma nulla di ciò può intaccare la magia della musica dell'amore.

 

 

 


Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Gennaio 2012 19:53
 
In cammino verso Gesù Cristo PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Francesco   
Lunedì 02 Gennaio 2012 12:00


Santa Famiglia di Nazareth »


PAOLO VI : L’ESEMPIO DI NAZARETH (Nazareth 5 GENNAIO 1964)

FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

Dai «Discorsi» di Paolo VI, papa
(Discorso tenuto a Nazareth, 5 gennaio 1964)

L’esempio di Nazareth
La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, ad imitare.
Qui impariamo il metodo che ci permetterà di conoscere chi è il Cristo. Qui scopriamo il bisogno di osservare il quadro del suo soggiorno in mezzo a noi: cioè i luoghi, i tempi, i costumi, il linguaggio, i sacri riti, tutto insomma ciò di cui Gesù si servì per manifestarsi al mondo.
Qui tutto ha una voce, tutto ha un significato. Qui, a questa scuola, certo comprendiamo perché dobbiamo tenere una disciplina spirituale, se vogliamo seguire la dottrina del Vangelo e diventare discepoli del Cristo. Oh! come volentieri vorremmo ritornare fanciulli e metterci a questa umile e sublime scuola di Nazareth! Quanto ardentemente desidereremmo di ricominciare, vicino a Maria, ad apprendere la vera scienza della vita e la superiore sapienza delle verità divine! Ma noi non siamo che di passaggio e ci è necessario deporre il desiderio di continuare a conoscere, in questa casa, la mai compiuta formazione all’intelligenza del Vangelo. Tuttavia non lasceremo questo luogo senza aver raccolto, quasi furtivamente, alcuni brevi ammonimenti dalla casa di Nazareth.
In primo luogo essa ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile ed indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi da tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo. Oh! silenzio di Nazareth, insegnaci ad essere fermi nei buoni pensieri, intenti alla vita interiore, pronti a ben sentire le segrete ispirazioni di Dio e le esortazioni dei veri maestri. Insegnaci quanto importanti e necessari siano il lavoro di preparazione, lo studio, la meditazione, l’interiorità della vita, la preghiera, che Dio solo vede nel segreto.
Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile; ci faccia vedere com’è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale. Infine impariamo la lezione del lavoro. Oh! dimora di Nazareth, casa del Figlio del falegname! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo ma redentrice della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare sotto questo tetto che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine; qui infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mondo e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello, il profeta di tutte le giuste cause che li riguardano, cioè Cristo nostro Signore.

 


 
Sacrifici, segnali d'amore PDF Stampa E-mail
Scritto da Franco e Maurizia   
Domenica 18 Dicembre 2011 16:19

 

Link ad un articolo di Enzo Bianchi segnalato da Franco e Maurizia:

Sacrifici, segnali d'amore

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Dicembre 2011 16:22
 
La famiglia: il lavoro e la festa PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacomo   
Venerdì 02 Dicembre 2011 18:29

Qui di seguito potete scaricare le Catechesi preparatorie per il VII Incontro mondiale delle Famiglie
(Milano, 30 maggio – 3 giugno 2012).

altre informazioni al sito http://www.family2012.com/

 


Ultimo aggiornamento Sabato 25 Febbraio 2012 14:47
 
Gruppo Famiglie Junior - INCONTRO 27 Novembre: "IL DIVERTIMENTO E IL GIOCO" PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Drudi   
Lunedì 28 Novembre 2011 11:32

Pubblichiamo nell'allegato il resoconto dell'incontro del 27 Novembre dal titolo "Il divertimento e il gioco".

All'interno dell'allegato è contenuta la sintesi della condivisione del gruppo adulti (a cura di Vincenzo Cosi).

Per i bambini invece le attività si sono svolte secondo questo schema:

I pirati Sanluchini (a cura di Antonella Cordani)

 All’insegna del titolo del tema sviluppato dagli adulti del gruppo “il divertimento ed il gioco”,  i bambini si sono cimentati nel gioco del trasformismo: una banda di piccoli pirati buoni hanno invaso San Luca e sono andati alla ricerca di un tesoro. Per calarsi nella parte, hanno confezionato cappelli da pirata con il simbolo di una stella cometa, hanno fabbricato uncini, maneggiato spade fatte di palloncini e disegnato e colorato la mappa del tesoro.Le tappe x arrivare al tesoro erano degli episodi legati al periodo dell’avvento e del Santo Natale: l’annuncio dell’angelo, la stella cometa e la Sacra Famiglia.La meta del viaggio dei nostri piccoli pirati è stata l’apertura del forziere con la scoperta del tesoro personale di ogni bambino: la propria famiglia, la mamma, il papà, i fratellini e le sorelline con i quali giocare tutti insieme felici.

 La mppa del tesoro dei pirati sanluchini

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Dicembre 2011 14:46
 
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Calendario degli incontri

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Gruppo Famiglie "Senior"


- domenica 21 settembre: a Sasso

- sabato 18 ottobre: "Fedele è Colui che vi chiama"

- sabato 15 novembre: cena insieme in Oratorio

- domenica 16 novembre: Convegno Diocesano Famiglie

- sabato 20 dicembre: Veglia di preghiera in preparazione del Natale

- sabato 24 gennaio: Riflessione-preghiera

- sabato 21 febbraio: Riflessione e condivisione servizio

- sabato 28 marzo: Veglia di preghiera in preparazione della Pasqua

- sabato 11-12 aprile: ritiro 2gg presso i Saveriani di Ancona

 

 

 

PROGRAMMA ATTIVITA’ GRUPPO FAMIGLIE “JUNIOR”  2013-2014