Home Gruppo Liturgico La Domenica
La Domenica PDF Stampa E-mail
Scritto da Franco M.   
Mercoledì 27 Ottobre 2010 16:48



In occasione dell'incontro del gruppo liturgico, mi permetto d'inviare, riflessioni sul tema " IL GIORNO DEL SIGNORE"
argomento affrontato  agli esercizi spirituali del gruppo dei Diaconi e Ministri Istituiti, tenuti da Padre Larcher.
Il Giorno del Signore va vissuto come una risorsa educativa e pedagogica. Non può esistere un cristiano senza la Domenica.
La Domenica è un dono del Cristianesimo all'umanità, anche per l'Islam  esiste la domenica anche se in forma di giorno civile.
La Chiesa non può esistere senza la Domenica, ne va della sua identità, noi non possiamo vivere senza la Domenica, vedi i
martiri.
Il Giorno del Signore e il Signore dei Giorni.
Essere ministro nella Chiesa e essenziale e grazia ma e anche impegno.
Ora la Domenica si è banalizzata, viene chiamata week end, dimenticando che la Domenica e la nostra Pasqua settimanale.
Assistiamo ad un progressivo decadimento della Domenica, purtroppo cresce il numero dei cristiani senza domenica.
Questa disaffezione alla Domenica e forse anche colpa nostra, forse da errori pastorali,  le nostre celebrazioni domenicale
non sono più attrattive,  durante le celebrazioni ci invade un senso di vuoto, dobbiamo sforzarci a fare riscoprire il senso della Domenica,
cercare di dare una anima alla Domenica e alla Domenica un'anima.
Il primo giorno della settimana ci siamo riuniti per spezzare il pane dopo il Sabato.
Corinzi cap. 16
Ogni primo giorno della settimana,  ciascuno di voi metterà da parte quello che è riuscito a risparmiare per dare a Gerusalem per i poveri,
questo significa che la Domenica e il giorno della Carità.
Come possiamo riqualificare la Domenica?
- preparare  per tempo la Liturgia domenicale, accostando in tempo utile le letture e le preghiere, pregarci su, sin dal mercoledì precedente
la domenica,
- svegliare l'uditorio disincantato, usando parole autentiche e sincere,
- avere cura dell'accoglienza dei fedeli tutti, togliere la freddezza dei rapporti tutti, dell'ambiente, ridare tono di umanità ( non solo per
soddisfare il precetto festivo)  sia prima che dopo le celebrazioni,
- imprimere  alle celebrazioni, un ritorno di pacatezza, con sobrietà, senza affanno il tutto senza inutili lungaggine,
- ritornare alla pratica del silenzio, alla calma,  dopo l'omelia e la comunione  fare silenzio senza organo, senza commenti ne canti,
- però dare alle nostre celebrazioni un tocco di bellezza, come chiesa pulita, decorosa, ben addobbata, ma tutto senza sfarzo nella
sobrietà,
- sarebbe opportuno riscoprire " L'Arte di celebrare "
- curare la qualità dei canti, non sbraitati, favorire una partecipazione chiara dei fedeli, che risponderanno in modo vibrante ed articolata,
e corale alle preghiere del celebrante,
- fare nostro l'art. 57della lettera del Vescovo: preparazione sempre più competente e accurata delle celebrazioni liturgiche....
- formazione capillare per gli animatori delle liturgie.
Ho cercato di ricomporre i vari appunti presi,  scusate eventuale poche chiarezze.
A presto, vi ringrazio
Franco
 
Banner
Copyright © 2018 www.parrocchiamariaimmacolata.org. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.