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Lettera di Paolo Finardi dell'11 dicembre 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Venerdì 25 Dicembre 2020 11:34

Senador Canedo, 11/12/2020

 

Natale 2020

Parlare di Natale nella periferia in cui viviamo non sempre è facile. E lo è ancor meno in questo periodo di isolamento sociale. Isolamento che è addolcito dai bei ricordi, preziosi, delle riunioni mensili con le famiglie che seguiamo con la Caritas Children grazie a voi. Seguiamo circa 130 famiglie: sono famiglie che stanno passando un momento, a volte anni e anni, di difficoltà. Noi vogliamo essere, grazie al vostro aiuto, un abbraccio affettuoso ed efficace per superare insieme questo momento. C'è sempre qualche bambino aspettando di trovare un padrino a distanza... vi chiedo, se condividete l'importanza del progetto, d'essere voi stessi divulgatori, fare questa  proposta ai vostri amici e parenti. A differenza di altre associazioni più blasonate, la Caritas Children non “spreca” soldi dei benefattori in carissime campagne di raccolta fondi. Loro si affidano alla provvidenza e a voi: la speranza è che voi stessi possiate fare questa pubblicità, questa divulgazione della possibilità di aiutare bambini dove sono nati, restando vicini alle loro famiglie. E' un modo molto più delicato e personale (e senza costi che sarebbero sottratti ai beneficiari) di diffondere il progetto ed invitare alla solidarietà internazionale.

Vi stavo raccontando della riunione di dicembre che era sempre, immancabilmente, sul significato del Natale. Ricordo che, introducendo il momento di preghiera ecumenico, alla apparentemente banale domanda “quando è nato Gesù?” la risposta spesso era il silenzio. Qualche mamma azzardava, timidamente, la risposta incerta: “100 anni fa, no, aspetta, forse 150” … un' altra mamma accettava la sfida e, ostentando sicurezza e dimostrando conoscimento storico, rispondeva: “500 anni fa, quando è stato scoperto il Brasile!”. Una situazione simpatica che ci mette davanti ad un mondo diverso dal nostro, quello delle famiglie più semplici, a volte analfabete. Per molti, effettivamente, non c'è una visione storica della fede. Ma questo, in fin dei conti, anche se impoverisce diversi aspetti, non è così importante. Voglio credere che sia così. Si, perchè Gesù è nato, si è fatto uomo, si è mescolato alla compagnia degli uomini, ha vissuto le nostre speranze, le nostre passioni, i nostri dolori, le nostre lacrime e le nostre frustrazioni. Ha fatto suo tutto quello che è nostro. E tutta questa appropriazione d'amore, si ripete, generazione dopo generazione, secolo dopo secolo. Quindi, in un qualche modo, l'avventura di Gesù sulla terra è estremamente attuale, non è qualcosa di vecchio, di affondato nel passato. Questo è stupendo! E le mamme che non sapevano rispondere a quella domanda, in fin dei conti così poco necessaria, ce lo insegnano. Mi piace quest'anno pensare al Natale sottolineando il suo carattere di “incontro attuale”. Il Natale è l'incontro di Dio con l'Uomo, e dell' Uomo con Dio. Dio non viene solo a visitarci. Non passa, quasi distratto, tra di noi, come per compiere un dovere. Dio è venuto per stare con noi (Emanuele), per immergersi nella nostra vita, nella nostra umanità. Ed è venuto per starci, di forma definitiva, vincendo il tempo. Credo che questa consapevolezza, nella nostra vita, nel nostro quotidiano, sia uno spiraglio di luce che illumina tutto. Ed è proprio questo il significato del Natale: Gesù luce che illumina le nostre tenebre, che sconvolge le nostre paure, che mette sotto sopra le nostre priorità, che asciuga le nostre lacrime e ci usa per asciugare le lacrime dei nostri fratelli. Gesù che, soprattutto e più di tutto,  non si stanca di dirci: “Ti amo, sono con te, giorno dopo giorno”.

 

Qualche informazione sui progetti nella nostra periferia (per i piú curiosi):

Dopo questa piccola riflessione, vi racconto qualcosa sulle famiglie che seguiamo, grazie a voi, e sui progetti che offriamo.

Alessandro Calidoni, il ragazzo di Parma che ci ha aiutato tanto negli ultimi 4 anni, si è laureato e sta cercando un lavoro. Ovviamente si è un po' distanziato ma sempre, con grande disponibilità, fa di tutto per essere ancora presente e ci aiuta per come può.

Il progetto di Sostegno a Distanza (realizzato con la Caritas Children di Parma – www.caritaschildren.it) ha vissuto un anno diverso da tutti gli altri, lo potete immaginare. In marzo, per decreto, abbiamo dovuto sospendere tutti i progetti su cui puntiamo tanto: danza classica, scuola di calcio, corso di chitarra e di informatica, terapia psicologia, accompagnamento di assistenza sociale, progetti di doposcuola e grest estivo. Abbiamo continuato, ma senza fare più le riunioni di famiglia, la consegna delle ceste di alimenti. Abbiamo fatto le tante riunioni di coordinamento interno a distanza, con gli applicativi che anche li consocete.  In fin dei conti siamo stati presi anche noi alla sprovvista. Dopo i primi due mesi, capendo che la situazione di isolamento sociale sarebbe durata ancora molto tempo, abbiamo cercato di riorganizzare le attività. Abbiamo così ripensato la terapia psicologica che ha ripreso ma via cellulare, soprattutto con le mamme, gli adulti: stiamo avendo risultati inaspettatamente molto positivi. Il progetto di danza classica si è trasformato in video-lezioni al vivo: sta funzionando bene soprattutto col gruppo delle ragazzine più grandi (11-16 anni). I progetti di doposcuola hanno cambiato aspetto: le educatrici hanno preparato fotocopie specifiche per ogni bambino, concentrando le attività di rinforzo scolastico ad hoc. Come immaginerete la scuola pubblica non ha saputo affrontare la situazione con efficacia e l' App che hanno messo a disposizione ha reso l'insegnamento davvero difficile. Tanti bambini hanno praticamente smesso di studiare. Le mamme hanno aiutato abbastanza, ma non sempre. I risultati dei compiti a distanza, grazie anche all'impegno dei bimbi, sono stati buoni. L' assistente sociale Maria ha continuato a monitorare la situazione delle famiglie “a distanza”, via telefonate e via WhatApp. Sta lavorando molto ed in modo efficace. Insieme a lei, quando si presenta qualche problema specifico, andiamo a visitare la famiglia fisicamente e, con tutte le attenzioni del momento, cerchiamo di aiutare più efficacemente.

Per aiutare le famiglie più povere a superare la crisi economica generata dall' isolamento sociale, il governo ha distribuito (non senza pochi comprensibili problemi) l' auxilio emergencial, un sussidio di circa 100 euro al mese, per 3 mesi. Tante delle famiglie che seguiamo l'hanno ricevuto, ed ha aiutato molto: è arrivato insieme alla Bolsa Familia (il sussidio economico che il governo da alle famiglie col reddito pro capite più basso).  Davanti alla crisi economica, abbiamo osservato tante manifestazioni di generosità verso le famiglie più povere, tra brasiliani, e questo è molto bello. Addirittura i pompieri hanno raccolto ceste di alimenti e le hanno distribuite (distribuite “a pioggia” in modo non mirato, ma comunque un bellissimo esempio di empatia). Le difficoltà spesso avvicinano i cuori delle persone.

A fine agosto io, Leide, Lara ed il piccolo Luca, abbiamo preso il virus. Purtroppo dopo mesi di isolamento ben fatti, abbiamo passato un pomeriggio con Sara, sorella di Leide, incinta all'8 mese. Lei stava bene, si considerava fuori pericolo di contagio... ed invece proprio lei è stata, inconsapevolmente, portatrice del virus. Dopo due giorni Sara ha cominciato ad avere febbre ed i sintomi classici. È risultata positiva al tampone. É guarita senza troppi problemi. Noi siamo stati malino, non malissimo: alcuni giorni con febbre, diarrea, mali alla schiena, poi tosse e difficoltà a respirare soprattutto verso sera. Senza bisogno di ricovero, siamo migliorati, lentamente. Per due mesi ho avuto l' ossigenazione del sangue bassa, 90-92%, soprattutto a tardo pomeriggio. I bambini l'hanno passata bene, un po´ di febbre e poco più. Ci consideriamo davvero molto fortunati. Molto.

Speriamo che tutto questo passi al più presto, forse grazie ai vaccini. Abbiamo una voglia enorme di  incontrare nuovamente le tante famiglie che grazie a voi seguiamo. Abbiamo voglia di ricominciare i tanti progetti a favore dei più piccoli, inclusa la Colonia de Ferias (il GREST estivo) a cui siamo tanto affezionati. Il vostro aiuto, lo capite bene, è ancora molto importante. La vostra generosità è per noi di stimolo e esempio. Vi ringraziamo di cuore.

Sapete che per qualsiasi motivo potete contattarmi personalmente, sul mio WhatApp: 0055.62.99186.6902

Vi auguro un Natale sereno, dove insieme al panettone non manchi la speranza!

Un abbraccio

Paolo, Leide, Lara e Luca.

 
Lettera di Paolo Finardi del 15 novembre 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Lunedì 16 Novembre 2020 12:33

Senador Canedo, 15.11.2020
Ciao carissimi, eccomi di novo! Le vacanze sono ormai finite e proprio in questi ultimi giorni l´Emilia é tornata in isolamento quasi totale. Purtroppo il COVID19 si dimostra più tignoso del previsto. Ma siate positivi, mi raccomando. Davanti alle difficoltà dobbiamo sempre sforzarci di avere una visione filtrata dalla fede, dall´amore di Gesù per ognuno di noi. Se guardiamo la situazione con la speranza che Gesú ci mette nel cuore, ci sentiremo più forti, più positivi e con la certezza che le difficoltà ci fanno crescere e ci rendono più forti. Sarebbe bellissimo poter credere che le difficoltà ci rendono più umani, più fratelli, più "vicini" gli uni agli altri. Qui in Brasile non credo proprio che avremo una seconda onda: qui è stato uno tsunami al grido "si salvi chi può!". Purtroppo il governo centrale, leggi Bolsonaro, ha fatto di tutto per far si che la situazione andasse fuori controllo. Per me, personalmente, è stato un vero e proprio crimine politico gravissimo, contro la patria che gli è stata affidata. Crimine perpetrato per mesi e mesi, senza nessun dietro front o richiesta di scuse. Molta arroganza e molta miopia politica. Ormai siamo a 170 mila morti, ma per fortuna le curve degli ultimi mesi e settimane sono tutte in discesa, con progressivo abbassamento del numero di morti e dei contagi. Il problema, lo vedremo nelle prossime 2 settimane, è che tutto il Brasile è in piena campagna elettorale (le elezioni di sindaci e della giunta comunale sono proprio oggi, domenica 15). Durante l´ultimo mese l´euforia della campagna elettorale ha fatto dimenticare il distanziamento sociale: comizi, feste, fuochi d´artificio, carriadas (lunghissime file di auto zeppe di persone mostrando bandiere e adesivi con foto e numero del proprio candidato...). Una follia collettiva a cui, dopo 13 anni, non riesco ad abituarmi. Qui i voti si comprano, eccome! É proibito, ovvio, ma sempre si trova un cavillo affinché questo avvenga (anche se sono ancora tanti i casi di intere famiglie letteralmente comprate). In tanti ricevono soldi per sventolare la bandiera al semaforo o per incollare l´adesivo sulla macchina, ma é chiaro che si sta comprando il voto dell´intera famiglia mascherando questo con un lavoretto. In pochi (aimé pochissimi) si importano del programma politico, delle proposte, delle promesse, dell´onestá della persona... gli elettori si importano dell´eventuale beneficio personale (un lavoro per la moglie in comune, un posto all´asilo per il figlio, un accordo privilegiato con la piccola ditta, ecc.). Come associazione abbiamo preso l´impegno di denunciare la compra dei voti, cercando di far capire alle persone che chi compra il tuo voto é un criminale e che se eletto farà disastri. Ma dalle risposte che riceviamo capiamo di essere una goccia nel mare. Ma non per questo ci tiriamo indietro. La nostra parte la dobbiamo fare. 
Con l´uscita di scena di Trump (di cui Bolsonaro era un vero e proprio cagnolino, arrivando a firmare accordi internazionali di commercio che favorivano praticamente solo gli USA!), la sua politica riceve senza dubbio una bella mazzata. Biden ha sottolineato più volte, nella sua campagna elettorale, lo sforzo che farà per obbligare il Brasile a prendersi più cura della foresta amazzonica, dimostrandosi disposto a mandare aiuti economici ma solo se il Brasile rispetterà determinati accordi. Speriamo che Bolsonaro apra gli occhi e capisca che non é il momento di fare il gioco del "non ci vedo, non ci sento".
Circa due settimane fa è cominciata, un po´in sordina, la stagione della pioggia. Con ritardo rispetto al normale, anche se il normale non si sa più cosa sia. La natura ringrazia e la terra, come una spugna, assorbe ogni goccia per donarla alle radici delle piante. Gli incendi sono ormai un ricordo e la natura è diventata una macchia verde brillante. Abbiamo incontrato, 3 settimane fa, i responsabili dell´agenzia municipale dell´ambiente per capire come possiamo aiutare, con quali progetti e cercando di conoscere altre realtà (legate al governo e no) impegnate nella difesa della natura. Purtroppo ci siamo scontrati contro un muro di gomma. Un riunione che ci ha lasciato l´amaro in bocca perché abbiamo capito che i responsabili non sono interessati per davvero a difendere la natura. Probabilmente sono stati messi li per promessa (il famoso aiutino) della precedente campagna elettorale, 4 anni fa. O forse, in questo periodo di possibile transizione politica, stanno aspettando di essere, o no, riconfermati ai loro posti. Andremo avanti cercando di capire come spenderci al meglio. Stiamo cercando di aiutare 4 famiglie con una piccola ristrutturazione delle loro case. Il progetto si chiama "Tijolinho com tijolinho" (mattoncino con mattoncino). Questo per indicare che se ognuno fa la sua piccola parte, possiamo tutti insieme fare qualcosa di davvero significativo! Vogliamo beneficiare famiglie che conosciamo bene e che seguiamo già da anni col progetto della Caritas Children di Parma (www.caritaschildren.it). Ma questa vuole essere un´aiuto straordinaria in considerazione del fatto che in tutte queste famiglie ci sono diversi bimbi, e che credo con convinzione che la dignità abitativa sia importante per uno sviluppo armonico dei piccoli. Chi volesse aiutarci, anche con pochi ma preziosi euri, può entrare in contatto personalmente con me o passare attraverso l´associazione DaquiAlá (http://www.daquiala.org) È una associazione di Parma attiva da piú di 30 anni, legata alla parrocchia delle Stimmate. Sono anche loro che ci aiutano a dar continuità ai progetti di Doposcuola. Nel caso potete vedere l´allegato e, perché no, aiutarci a divulgarlo! Il poco fatto a favore dei più piccoli, con gratuità, é prezioso agli occhi del Signore! Vi ringrazio in anticipo per la generosità! Paolo

 
Lettera di Paolo Finardi del 5 settembre 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Venerdì 25 Settembre 2020 15:05

Ciao carissimi,
spero che stiate bene. Ormai le vacanze sono finite e vi preparate all'autunno. Una stagione strana e affascinante. Sapete che qui in centro Brasile abbiamo solo due stagioni: la stagione secca e quella della pioggia. Oggi, dopo diversi mesi in cui non si è vista una goccia di d'acqua, è arrivata la prima pioggerella. Nell' epoca secca, la mia preferita, non piove mai, tutto diventa secco ed anche le mucose del naso ne risentono. Per vari mesi l'umidità dell' aria è al 12%, roba da deserto! La casa si riempie sempre di polvere, le strade rosse sterrate diventano polverosissime. Quando vado in bicicletta su queste "carraie rosse" e passa una macchina, è davvero meglio fermarsi: il polverone sollevato diventa irrespirabile. Di giorno è caldo e di notte si rinfresca abbastanza. Le piante, nonostante la siccità, in genere non perdono le foglie. Sono piante adattate al clima e che vanno quasi in ibernazione aspettando la pioggia. Hanno di solito foglie pelosette o comunque dalla pelle spessa per evitare la disidratazione. I rami sono di solito molto contorti e dalle cortecce spesse e rugose. Le radici delle piante del Cerrado sono spesso lunghissime e sottili come capelli. Una pianta, l' Ipè, in questa epoca secca perde tutte le foglie ma, come un vero miracolo, si riempie poi di fiori dai colori sgargianti: o giallo, o rosso o fuxia. Le piante fiorite le si avvistano da lontano, diventano una vera e propria pennellata di colore in un quadro monocromatico a tinte rossicce e marroni. Sono immagini mozzafiato. Dicevo che sta per cominciare la stagione della pioggia: pioverà molto, quasi tutti i giorni, a volte per vari giorni in fila senza sosta. I paesaggi cambiano radicalmente e tutto diventa verde smeraldo. L'umidità dell'aria diventa molto alta e tante cose in casa ammuffiscono: libri, muri, vestiti... Bisogna sempre andare in giro con l'ombrello. Le temperature restano comunque abbastanza alte ed il caldo umido favorisce anche i funghi della pelle, si vive con la maglietta sempre sudata e l' abitacolo della macchina puzza un po'. In quest'epoca le mie orchidee "ritornano" a vivere, spingono fuori radici golose di umidità e nascono nuove foglie. Quest' anno l'epoca della pioggia è stata particolarmente desiderata nella speranza che possa aiutare a spegnere i tanti incendi. Non solo in Amazonia o nel Pantanal ma anche nella nostra zona gli incendi quest' anno sono stati davvero tanti. Purtroppo è un fenomeno difficile da capire ed ha origine per varie cause. Nella nostra zona, dove i pascoli e le fazende sono già ben definiti (il Goias, il nostro stato, è il vero e proprio granaio del Brasile), il fuoco viene appiccato nelle erbe alte e secche per preparare, con le prime piogge, la crescita di nuova erba, cibo per le tante mucche al pascolo libero. Come immaginate, soprattutto nelle giornate di vento, è facile perdere il controllo e spesso anche zone di "riserva ambientale" vengono accidentalmente bruciate. In Amazzonia ed nel Pantanal le cose sono diverse. Spesso li il fuoco è usato, premeditatamente, per trasformare zone di foresta in zone di pascolo o per la coltivazione di soia, cotone ed altre mono-culture. Indipendentemente dal motivo, la mano dell'uomo è responsabile per perdite inestimabili di biodiversità, vere e proprie coltellate ad una natura che già soffre per i cambiamenti climatici. Molti animali silvestri muoiono durante gli incendi, e questo è un ulteriore danno davvero grave. La settimana scorsa ho visto due serpenti che letteralmente stavano scappando dalle fiamme, e poco dopo un armadillo (qui chiamato Tatù). Il Cerrado, il bioma della nostra zona, è la savana con la maggior biodiversità del mondo e la più minacciata: metà del suo territorio è già stato rubato per la coltivazione (monocultura) ed il pascolo. Questo soprattutto nelle ultime 4 decadi. E' un processo gravissimo ed estremamente rapido. Il cerrado è um bioma preistorico, antichissimo, rimasto immutato per milleni e adesso, in pochi anni, messo in ginocchio. Non possiamo restare ad osservare immobili. Stiamo così prevedendo di inserire nel nostro lavoro missionario un progetto permanente di educazione ambientale e tutela della natura: la tutela del creato è un tema reale ed estremamente urgente! Magari con un gruppo di giovani volontari che, nei fine settimana, possa "appassionarsi" e piantare piccole pianticelle del Cerrado: cajù, coqueiros, ipè, araticum, pau-santo, aroeira etc. Sarebbe bellissimo! Vi terrò informati sugli sviluppi.
In questa situazione di pandemia (purtroppo l' onda dei contagi è davvero lunga ed i numeri sono ancora preoccupanti) abbiamo sospeso qualche progetto (tipo la scuola di calcio ed il Grest estivo) e ci stiamo adattando alla nuova situazione: doposcuola, corso di danza, attendimento psicologico e di assistenza sociale sono fatti a distanza, via telefono e via applicativi di gruppo. Non è il massimo ma sta funzionando relativamente bene. Non vediamo l'ora che questo brutto incubo passi e si possa ritornare alle attività normali.
Io e famiglia abbiamo preso il COVID19 circa un mese fa. Dopo mesi di isolamento "quasi" perfetto, abbiamo pagato il "quasi"... una sorella di mia moglie ce lo ha probabilmente passato prima che lei stessa cominciasse ad avere sintomi. Febbre per 4 giorni, mali al corpo, gola rossa e poi tosse e difficoltà a respirare. Sono arrivato ad avere una saturazione di ossigeno nel sangue piuttosto bassa (90%) ma senza troppe altre complicazioni. Ce la siamo cavati molto bene e ringraziamo tanto il Signore. Diversi amici/conoscenti non hanno avuto la stessa sorte. Qui, dopo mesi di confinamento, la maggior parte delle persone s'è letteralmente stancata e l'istinto di pensare che "con me non succederà" sta prendendo il sopravvento. La settimana scorsa hanno riaperto, dopo mesi, Pirinopolis, una cittadina coloniale e turistica non troppo lontano: il centro della cittadina s'è congestionato di persone, tutte alla ricerca di un "giretto fuori porta". Sicuramente è stata una occasione di molti contagi. Oggi il governatore ha fatto chiudere nuovamente le porte della cittadina.
Vi auguro un buon autunno, ancora tanta attenzione e molta Pace.
Un abbraccio forte
Paolo

nota: abbiamo due bambini (Elì Davì e Carlos Eduardo) che stanno cercando un padrino li tra voi. Ti va? Sono circa 30 euro al mese, un euro al giorno. Se credi di riuscirci, sarebbe molto bello. O potrebbe anche essere un regalo solidale, intelligente ed originale...

 
Lettera di Paolo Finardi del 15 agosto 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Giovedì 03 Settembre 2020 14:27

Senador Canedo, 15.08.2020

ciao carissimi,

oggi é ferragosto, giorno di festa, ma come ci ricorda il nostro vescovo é il giorno in cui ricordiamo l'Assunzione in cielo di Maria, dogma del 1950. Un giorno davvero speciale. Per noi lo é ancora di piú perché "celebriamo" il nostro 10 compleanno di matrimonio. Mi sposavo nel 2010: una celebrazione bellissima qui in Brasile, di quasi 3 ore, con 3 sacerdoti (Don Corrado, Don Matteo Visioli e Padre José). C´era anche Federico Toscani che suonava la tastiera, Claudia al flauto traverso... I miei genitori, gli amici di Parma ed ragazzi del Gruppo Mission. Un giorno bellissimo, pieno di Grazia e ricco di una intuizione che, giorno dopo giorno, si sta trasformando in certezza. Grazie a tutti quelli che, anche da Parma, hanno reso quel giorno cosí speciale. Ieri sera, per festeggiare, abbiamo fatto una cenetta in casa quasi a luce di candela, solo tra di noi. Lara e Luca ci hanno cantato una canzone, improvvisata, in cui hanno ringraziato Gesú per averli fatti nascere nella nostra famiglia: "obrigado Jesus, por essa família, obrigado Jesus pra mamãe e papai, obrigado Jesus para ter escolhido essa família...". Ovviamente non é mancata una danzina che accompagna la musica. Ci siamo commossi.

Parlando sempre di matrimoni, il Calido, il ragazzo che é stato in casa con noi per quasi 3 anni, e che avrebbe dovuto sposarsi proprio oggi, si é sposato in comune il mese scorso. Una cerimonia a porte chiuse, semplice ma bella. Il loro matrimonio religioso, con festa, abbracci e tanta allegria, é rinviato probabilmente in aprile 2021. Non é un momento facilissimo e la Flavia, moglie del Calido (nonché sorella di mia moglie), pensando a come sarebbe dovuto essere il giorno di oggi, si é lasciata sfuggire una lacrimuccia.

So che molti di voi staranno leggendo questa email dal cellulare, magari con la sabbia ancora tra le dita dei piedi. Non mi dilungherò molto. Purtroppo sapete giá che il Brasile ha passato i 100mila morti da COVID19, probabilmente sono di piú. Un disastro politico e sanitario che poteva essere evitato. Purtroppo fin dall'inizio Bolsonaro non ha saputo tenere una posizione di allerta massima, ha sottovalutato tutto quello che poteva essere sottovalutato. Ad inizio pandemia affermó che il virus sarebbe passato in Brasile senza problemi, che al massimo sarebbero morte 800 persone in tutto. Siamo ormai da piú di un mese a 1000 morti al giorno. Proprio Bolsonaro aveva piú volte definito il COVID19 com una piccola influenza, nulla di cui preoccuparsi. Postura simile a quella di altri capi di stato (ricordiamo solo per esempio Trump) ma Boslonaro é l´unico che continua a non fare marcia indietro, che continua ad affermare con cinismo ed arroganza che il problema non é cosí serio come i Telegiornali presentano. Nessuna scusa al popolo brasiliano, anzi, si é cominciato un gioco di rimpallo di responsbilitá. I veri responsabili sono i governatori di stato, i sindaci... i cittadini! Proprio ieri il ministro della sanitá interino (un militare amico di Bolsonaro che non sa nulla di medicina ma obbedisce come un cagnolino ben addestrato) ha difeso, per la prima volta, l´isolamento sociale. Fino sd oggi (INCREDIBILE) il governo centrale sosteneva che non c´era bisogno di isolarsi. Purtroppo, lo capite, sono mancate indicazioni dal governo centrale ed i vari governatori hanno fatto quello che hanno potuto, ognuno a modo suo, ognuno cercando la ricetta giusta tra il "chiudi tutto" ed il "non é nulla di serio". Qualcuno c'è riuscito, soprattutto negli stati del sud. Qualcun´altro assolutamente no. Il Brasile é grande come l'Europa, é vero, e questo genera focolai a macchia di leopardo. Per esempio a Manaus, nel cuore dell'amazzonia, la settimana scorsa hanno provato a riaprire le scuole. Dopo 3 giorni le hanno chiuse nuovamente per un nuovo picco di contagi. Purtroppo, e fa male ammetterlo, la fine della pandemia in Brasile é ancora lontana.

Come potete immaginare abbiamo sospeso tutte le nostre attivitá presenziali ma i bravi professori della nostra ONG stanno cercando di fare di tutto per continuare ad aiutare i piccoli: la terapia psicologica é fatta via telefono cosí come il monitoramento delle famiglie del progetto di Aiuto a Distanza (con la Caritas Children di Parma), i progetti di Doposcuola sono fatti con compiti ed attivitá artistiche consegnate a domicilio, il corso di danza classica é fatto con videoaule…
Brutta notizia: ieri hanno ucciso Rian, un ragazzino di 19 anni di una famiglia che seguiamo da molti anni. Si era lasciato attrarre dal mondo del crimine e non ha saputo uscirne per tempo. Un anno fa, dopo che era stato arrestato per rapina a mano armata, avevo cercato di fargli capire che si stava mettendo in un tunnel molto pericoloso: avevo fatto l'esempio di altri ragazzi del quartiere morti precocemente, avevamo parlato di prigione, di droga, di armi, delle lacrime della mamma e di Gesú... purtroppo il contesto sociale e la scelta personale l'hanno rinchiuso sul cammino della morte. Vi chiedo una preghiera per la mamma e la sorellina, Marielly, che forse qualcuno di voi ha conosciuto. Negli ultimi due anni gli omicidi di giovani e giovanissimi legati al mondo del crimine é in calo, ma purtroppo sono ancora numerosi. Sembra che le due fazioni che comandano il crimine in Brasile (PCC e Comando Vermelho) abbiano trovato qualche tipo di accordo ed equilibrio nei nostri quartieri. Non so dire se sia un bene o un male.

Spero di poter tornare in Italia al piú presto, ma per la gravità della situazione qui in Brasile non ci sono previsioni, forse primavera 2021.


Mi mancate tanto.
Un abbraccio Uniti in Cristo
Paolo e famiglia

 
Lettera di Paolo Finardi del 10-11 maggio 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Lunedì 11 Maggio 2020 14:57

Senador Canedo, 11.05.2020 Ciao carissimi, come state? Si respira finalmente un po´ d´aria nuova? Spero che stiate bene, tutti.
Vi mando una lettera che ho da poco scritto per i padrini dei bambini che abbiamo in Adozione a Distanza con la Caritas Children (www.caritaschildren.it) di Parma. Anche se una buona parte di voi non é padrino di bambini che seguiamo ed aiutiamo, potrebbe essere stimolante mettervi per un attimo nei loro panni!
Vi abbraccio forte forte. Paolo e famiglia. ------------------------------------------------------------------------------------------
Senador Canedo, 10.05.2020

Ciao carissimi padrini, vi scrivo nella speranza che stiate tutti bene, che l´onda devastante del corona virus sia in parte ormai passata e che si ricominci, poco alla volta, il ritorno ad un ritmo di vita quasi normale. Spero per tutti voi che possa essere un momento in cui la paura lasci spazio alla luce ed alla rinnovata speranza. Gustatevi i primi re-incontri, anche se saranno ancora timidi ed a distanza. Cercate di intravedere i sorrisi dietro le maschere, fate questo piccolo sforzo di allegria. Che la positività sia contagiante ancor più del virus!

Vi scrivo per raccontarvi un po´ della situazione qui, a Jardim das Oliveiras, nel Brasile in generale e delle vostre cosí amate famiglie e bambini che con tanto affetto e generosità seguire, spesso da tanti anni. Prima di andare avanti volevo rinnovare l'invito fatto dalla Caritas Children di non smettere l'aiuto ai vostri bambini ma, se la situazione nel portafoglio sia comprensibilmente difficile, se cioè ce ne fosse bisogno, di sospendere il vostro aiuto, magari per qualche mese. Tutti, compresi i vostri piccoli, capiranno la situazione e noi, in loco, ci impegniamo a fare in modo che questa eventuale parziale sospensione non crei troppe difficoltà per nessuno. Spesso, in momenti di crisi come questo, aumenta la generosità di chi può aiutare. Un supermercato nostro “amico” ci ha donato qualche cesta basica che potrà aiutare quelle famiglie il cui padrino deve sospendere gli aiuti per qualche tempo. É un supermercato piccolo ma che ha il cuore grande e la possibilità di aiutare. Questo é stupendo! Io la chiamo la “compensazione della generosità”. Sono esempi molto belli. Ringrazio molto, davvero di cuore, per il vostro impegno e la vostra tenacia. Sono sicuro che lo immaginerete, ma se li le cose sono state (sono) molto difficili... qui, per le famiglie che seguite, potrebbe essere un momento assolutamente insuperabile da soli. Considerate che le famiglie che aiutate sono tra le più povere e problematiche della nostra periferia, il conto in banca non ce l'hanno proprio, spesso vivono di lavoretti “alla giornata”, in nero, senza quindi alcuna tutela in una situazione cosí. Pensiamo al papá della Nicole, che fa il parcheggiatore allo stadio, guadagnando due spiccioli importantissimi quando ci sono le partite allo stadio Serra Dourada. Da un mese é tutto fermo. O pensiamo alle tantissime donne delle pulizie, che non sono piú chiamate perché potrebbero portare il virus nella casa delle famiglie benestanti in cui lavorano. O alle tante donne che lavorano col cucito, in nero: negozi chiusi, vendite a zero. Tutte disoccupate. Il governo sta restituendo (usiamo questa parola dato che le tasse qui in Brasile sono stellari, ovviamente per chi le paga) alla popolazione piú povera 600 reais al mese, circa 100 Euro. Non sono tanti per il carovita odierno, ma é un aiuto. Il problema é che per ricevere questo sussidio, che durerà 3 mesi, bisogna avere tutti i documenti in regola: tra le nostre famiglie tanti non li hanno e quindi resteranno tagliati fuori da questo beneficio.

Vi allego qui sotto qualche riga scritta giá qualche giorno fa, in stile quasi giornalistico. È per avere un idea di come vadano le cose qui in Brasile. Considerate purtroppo che da quando ho scritto la situazione é peggiorata, e molto. Siamo giá in piena crisi sanitaria: ieri 700 morti in 24 ore, ma piú verosimilmente siamo giá oltre gli 800... non si fanno i test su tanti tanti deceduti e vengono quindi catalogati come decessi per “polmonite acuta” e non come COVID19... I numeri sono in aumento seconda le curve che ormai tutti conosciamo. La mortaitá é qui quasi al 9% ma non perché il virus sia piú “cattivo” o la popolazione piú debole. Semplicemente perché il sistema sanitario non é paragonabile al nostro e soprattutto perché sono fatti pochi test, e sono fatti soprattutto ai malati piú gravi. Questo spinge in su il tasso di mortlitá. In varie zone i cimiteri non assorbono piú i tanti morti e si scavano nuovi tumuli nella terra fresca. Sono immagini che sono arrivate in Italia spaventando molti di voi, ma sappiate che qui é normale seppellire le bare direttamente nella terra. Politicamente siamo messi ancor peggio,  siamo in piena crisi politica. Ogni giorno il presidente Bolsonaro ne combina una. È assolutamente impreparato per esercitare il suo ruolo, perde le staffe, difende posizioni contro l´isolamento. In questi giorni davanti ad una manifestazione di estrema destra a suo favore (200 persone raccolte a Brasilia, probabilmente organizzata da uno dei suoi figli) Bolsonaro ha detto che continua forte l'appoggio della popolazione e soprattutto dell´esercito. Sta prendendo una deriva sempre piú autoritaria (pensa d'essere il capo supremo del Brasile) e “taglia” i ministri che non si allineano totalmente alle sue idee. È un scenario preoccupante...

Vi abbraccio fortissimo e se voleste mandare un vostro video con Whatsapp al vostro/i bambini che qui aiutate... sarà assolutamente benvenuto. Sarà una grande allegria per i vostri piccoli sapere come state. Sará una carezza in piú in un momento cosí delicato e difficile da affrontare.

Un abbraccio sincero

Paolo Finardi

 

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Il Brasile non fa eccezione: come il resto del mondo é stato contagiato dal COVID19. Si sapeva che prima o poi sarebbe arrivato ma, quando il primo caso é stato ufficialmente confermato (26.02.2020 a San Paolo), praticamente nulla di efficace era ancora stato fatto. Ci sono circa 45 giorni tra i primi contagi in Italia ed i primi contagi in Brasile. Il Brasile, come tanti altri Paesi Extra Europei, aveva quindi a suo favore il tempo: si sapeva che il virus sarebbe arrivato e si aveva tempo (forse non il tempo necessario ma settimane sicuramente preziosissime) per organizzare un piano emergenziale di contenimento. In verità il Ministro della Sanitá, Luiz Henrique Mandetta, ortopedico e politico, il 31 gennaio aveva aperto una commissione multidisciplinare di studio specifico sul COVID19. Ma questa commissione non ha dato le risposte auspicate nel tempo necessario. Come irrazionalmente accade, l'idea “con noi non succederà” ha avuto il sopravvento. Si é perso così tempo preziosissimo nascondendosi dietro un dito, dietro a tante “scuse scientifiche”. Quella che va per la maggiore é che la popolazione italiana ha un´etá media molto alta, tanti anziani insomma, mentre il Brasile ha una popolazione più giovane. E la temperatura più calda, a detta di qualcuno, dovrebbe giocare un ruolo fondamentale a favore del Brasile. Cosí vale per la bassa percentuale di fumanti. Soprattutto si dice che l´Italia é popolosa e le città troppo vicine una all'altra. Ma ci si dimentica che in Brasile ci sono metropoli gigantesche dove il contagio potrebbe creare situazioni ingestibili: Sao Paulo ha più di 12 milioni di persone (e tante zone di favelas con una concentrazione di persone da capogiro) e la Lombardia ha 10 milioni di abitanti, la regione intera. Giusto per capire meglio i numeri. Poi non possiamo comparare il sistema di salute pubblico italiano con quello brasiliano, ci mancherebbe! Anche il trasporto pubblico non aiuta: qui sono sempre ed assolutamente stracolmi, sia dentro ai mezzi che nelle stazioni. Non possiamo poi comparare, forse l´aspetto piú culturale, il modo di comportarsi dei brasiliani: per qualunque motivo si danno la mano, si abbracciano, si ritrovano insieme al bar a qualunque ora del giorno, organizzano piccole feste nei fine settimana… insomma, uno stile di vita sociale molto bello ma sicuramente più propenso alla propagazione del virus.

Ma veniamo un po´ai numeri, anche se sappiamo quanto questi siano in un qualche modo (anche involontariamente) non attendibili. Giusto per capirci, il Brasile sta facendo pochissimi test (perché?) e quindi, ovviamente, i numeri soprattutto sul “contagio confermato” sono al ribasso. Da informazioni ufficiali del Ministro della Sanitá, al 05/03/2020 c´erano 8 casi confermati, 6 a San Paulo, uno a Rio de Janeiro e uno nello Spirito Santo. Viene confermata, in questa data, il primo caso di trasmissione locale. I numeri aumentando progressivamente e tutti restano un po´ a guardare, aspettando indicazioni dal Governo Federale, dal presidente Bolsonaro. Il 17/03/2020 Ronaldo Caiado, il Governatore del nostro stato (il Goias, Centro Brasile), intelligente medico, stanco del silenzio del governo centrale, firma un decreto di LockDown duro: scuole, commercio, centri commerciali, cinema, chiese, bar, ristoranti, palestre, teatri, discoteche ecc. Tutto chiuso per almeno 15 giorni. Restano aperti servizi essenziali (farmacie, supermercati, ospedali, benzinai ecc.). Stessa posizione é presa dai governatori di San Paulo e Rio de Janeiro (ma a Rio in modo piú leggero). Le persone capiscono e obbediscono. Per strada non si vede piú nessuno ed i sistemi che controllano le agglomerazioni di persone via segnale di cellulare confermano che il “non uscite di casa” sta funzionando: il 65% della popolazione, nel nostro stato, ha cambiato ritmi ed abitudini di vita. Cosí diventa peró reale lo spettro della crisi economica. E qui cominciano i problemi: il 24/03/2020 Jair Bolsonaro, presidente del Brasile (a cui piace scimmiottare Trump) fa il suo primo discorso a reti unificate. Un disastro. In piena e consapevole contraddizione coi Governatori, con l´OMS e col proprio Ministro della Sanitá, sostiene che si debba riaprire tutto (scuole, commercio e trasporti) e subito, in tutto il Brasile. Dice che il COVID19 non é altro che una “piccola influenza”, che se lui la prendesse non se ne accorgerebbe neanche. Che bisogna isolare gli anziani (ma senza indicare come) e tornare subito ad una vita normale. È purtroppo evidente che nella sua visione é meglio “tutelare” l'economia che la vita di tante persone per lo più anziane. Trapela, dalle sue parole, un certo cinismo. È un discorso scomposto, senza numeri, senza spiegazioni scientifiche, preparato in 10 minuti forse con l'aiuto di suo figlio (che ha giá dimostrato idee piccole e arroganti, attaccando pubblicamente la Cina e sostenendo che il Partito Comunista Cinese é diretto responsabile per la pandemia, affermazioni che hanno aperto una accesa crisi diplomatica internazionale senza precedenti). Bolsonaro finisce il suo discorso dicendo che i giornali e i TG stanno spargendo paura e panico ingiustificati.

Questo discorso ha ufficialmente aperto una spaccatura politica, e di indicazioni alla popolazione, di cui il Brasile non ne aveva proprio bisogno. Una spaccatura che confonde la popolazione. Il risultato é che, dopo questo annuncio, gran parte delle persone che stavano rispettando il “resta a casa” sono tornate ad una vita sociale normale. I sistemi che controllano le agglomerazioni di persone via segnale di cellulare confermano che il “non uscite di casa” sta funzionando ora solo per il 35% della popolazione. Un effetto immediato molto grave delle parole di Bolsonaro .

Con questo discorso di Bolsonaro si apre una vera e propria crisi politica. È poi arrivato, 4 giorni fa, a minacciare pubblicamente di dimettere il Ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, medico intelligente e preparato che segue in tutto le indicazioni dell´OMS. Poi, in un goffo dietrofront, ha confermato la fiducia. Mandetta, il ministro, sta comunque soffrendo pressione affinché alleggerisca le sue posizioni, si livelli un po´ di piú alle idee protezionistiche dell'economia di Bolsonaro. Di fatto i governatori dei vari stati del Brasile hanno l´autoritá sufficiente per decidere se fare o no, e come, i vari tipi di “chiudi tutto”, e per fortuna sembra che i governatori si stiano comportando con piú saggezza del presidente.

Ieri sera (08.04.2020) c'è stato un´altro discorso di Jair Bolsonaro, sempre a reti unificate, in cui ha avuto una posizione piú moderata, piú in difesa della vita, piú equilibrata. È stato un “bel discorso”, ben organizzato, in cui ha annunciato tanti aiuti economici alla popolazione messa più in difficoltà dalla pandemia. Ha poi difeso, ma sappiamo che su questo non ci sono ancora dati scientifici attendibili, l'uso della Clorochina come farmaco per sconfiggere il COVID19. Ha annunciato un contratto commerciale firmato con l´India affinché il Brasile possa aumentare la produzione domestica di questa medicina. Ma, proprio l'altro ieri, il Ministro della Sanità aveva affermato in conferenza che non ci sono ancora evidenza scientifiche che la Clorochina possa essere considerata una  medicina efficace, anche in considerazione dei tanti effetti collaterali. Ma Bolsonaro ha bisogno di trovare qualcosa che possa appoggiare le sue posizioni, che possa dare sicurezza a se stesso ed alla popolazione, che possa confermare le sue parole “non dobbiamo esagerare”.

Fatto é che i numeri aumentano: oggi, dopo circa 40 giorni dal primo decesso, abbiamo 822 morti confermati e 16 mila contagi (ma i contagiati sono sicuramente molti molti di piú). E il governo, proprio poche ore fa, sul sito del Ministero della Sanitá, ha pubblicato un video insegnando alle persone un modo semplice per fare in casa le mascherine: non si trovano più da nessuna parte.

Speriamo che la crisi politica possa essere presto risolta, che il Ministro Mandetta non ceda alle pressioni, che i governatori continuino con saggezza seguendo le linee guida dell´OMS e, soprattutto, che la popolazione capisca alla svelta che per ora l'unica soluzione efficace sia l'isolamento sociale, quando possibile.

Paolo Finardi

 
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