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Lettera di Paolo Finardi del 14 febbraio 2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Martedì 20 Febbraio 2018 15:38


Senador Canedo, 14.02.2018

Ciao carissimi, oggi è mercoledì delle ceneri e credo non ci sia giorno migliore per scrivervi. Sicuramente in tanti di voi avranno pensato al Brasile in questi giorni di carnevale, magari avete visto qualche immagine delle coloratissime sfilate di Rio. E' sempre un momento ricco di tradizione e messaggi (più o meno importanti) che le scuole di Rio vogliono mandare. Quest'anno, più degli anni scorsi, si sono toccati (sempre in forma allegorica) tanti problemi che stanno attanagliando il Brasile: corruzione politica, violenza, difesa dell' ambiente. Sono temi sempre più scottanti che non sembrano trovare una soluzione a breve termine. La violenza tra i giovani, ma che attinge poi tutti, è sempre in aumento. In tante periferie la polizia affronta il traffico ed i suoi soldati... spesso arrivano dalla TV scene di guerriglia. Portiamoci al "locale": hanno ucciso il più grande trafficante dei nostri quartieri (chi è stato a trovarci ricorderà qualche aneddoto su di lui, come la casetta di due piani nella zona più malfamata e povera del circondario). Il suo soprannome era "giapponese" perchè aveva gli occhi a mandorla: un indio nel ramo genealogico che gli ha regalato il gene. L' hanno crivellato di colpi nella sua auto-meccanica (uno delle sue tante piccole imprese per il lavaggio di denaro) nel quartiere Setor Castro. In pochi hanno pianto la sua morte e chi conosce bene il filo di sangue che per tanti anni gli ha sporcato le mani, sono innumerevoli i giovani che, anche per motivi futili, ha mandato ad uccidere. Il Giapponese aveva uno schema di introduzione di pasta base e cocaina dalla Bolivia, via Mato Grosso, per la successiva trasformazione locale in crack: riforniva tutti i piccoli punti di spaccio dei nostri quartieri e parte della droga la inviava verso il sud del paese. Il giorno prima della sua morte hanno ucciso uno dei suoi bracci destri, un certo Magno. Secondo voci del popolo sembra che si sia rotto, dopo anni, il legame tra il grande gestore locale  del traffico di droga e armi con la polizia. La polizia infatti, almeno qualche militare corrotto, riceveva mazzette per chiudere gli occhi e, in alcune situazioni, per agevolare tutte queste transizioni. Sembra che, dal modus operandi, sia stata proprio la polizia ad ucciderli. Il Giapponese si credeva intoccabile, come tanti, ed è caduto alle 10.00 di mattina davanti agli occhi di suo figlio di 15 anni, che ha giurato vendetta. Tutti si aspettano altri omicidi nelle prossime settimane per "smantellare" il gruppo che il Giapponese comandava. Purtroppo, già lo sappiamo, appariranno altri giovani, ieri adolescenti, per "sostituirlo". Ed il ricordo vola al bellissimo film "Cidade de Deus". Dopo qualche settimana in Italia è rientrato Alessandro, ricco di entusiasmo e progetti per il futuro. Tanti di voi lo avranno incontrato e assaporato i suoi racconti. La grande novità è che abbiamo appena cambiato sacerdote. Il nostro vescovo ha inviato Padre Divino, dopo quasi 3 anni di missione nella nostra comunità, in un santuario non proprio vicino. Lo ricordiamo nelle nostre preghiere. Il nuovo arrivato si chiama Padre Ronaldo, è giovane ed è da poco uscito dal seminario. Ha poca esperienza "sul campo" ma ha già dimostrato una grande voglia di inserirsi, di conoscere, di crescere insieme ai vari gruppi e pastorali. Avremo modo di collaborare insieme. La sua vocazione sacerdotale è bella, un giorno ve la racconto. Un' altra situazione bella, per cominciare bene l' anno, è che siamo in dirittura d'arrivo con la Convenzione col municipio: più di un anno si estenuanti trattative, sembra che finalmente si possa chiudere un accordo. Non ci aiuteranno più economicamente come le vecchie gestioni, ma ci manderanno qualche funzionario per aiutarci nei progetti rivolti ai giovani. Non è proprio quello che volevamo, ma è sicuramente un aiuto importante. Speriamo ci mandino professionisti con voglia di lavorare e che condividano la nostra passione ed obbiettivi. Sicuramente io e Maria dovremmo tenerli d' occhio, conoscerli e formarli. Sarà  sicuramente interessante! Leide, Lara e Luca stanno bene, ci consideriamo una bella famiglia, benedetta dal Signore. Vi abbraccio forte e già anticipo che dovremmo riuscire a tornare, ancora tutti insieme, in settembre. Paolo   nota: la settimana scorsa ho sollevato delle seggiole in giardino ed ho strusciato l' avambraccio contro due bruchi pelosi. Ho inavvertitamente sperimentato uno dei bruchi più velenosi del Brasile, conosciuta come "lagarta cachorinho", che è bellissima, sembra un ciuffetto di peli. Male intenso e braccio rosso per un giorno. Non vi passo altri dettagli se no i miei si preoccupano!! In fin dei conti, nulla di grave... Il Brasile continua a sorprendere... (ho poi catturato i due bruchi e dopo aver meditato su come ucciderli... Lara m' ha convinto di tenerli vivi e farli diventare farfalle: "papà, ti hanno punto perchè hanno avuto paura" ... i bimbi hanno sempre ragione).
NOTA DELL' ULTIMO MINUTO:  VI CHIEDIAMO PREGHIERE PER LA SALUTE DI PADRE JOSE' DALL'ASTA, è in situazione molto grave (da ieri serra 18 di febbraio), nella terapia intensiva con dengue emorragica.

 
Auguri Paolo Finardi Natale 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Mercoledì 27 Dicembre 2017 13:03

Ciao Carissimi,

col Natale ormai alle porte vi mando due righe... non vi lascio dimenticare cosí la nostra periferia, "bella rappresentante" di tante altre realtá del sud del mondo.
Il Brasile, lo saprete dalla televisione, sta passando un periodo difficile. Dopo anni di crescita (il "miracolo brasiliano"), con la caduta di Dilma ci siamo svegliati alle porte di un incubo. Non entro nei dettagli ma la sensazione comune é che la corruzione di questo paese sia senza cura, e questo lo affonda a livelli di terzo mondo. La sfiducia nei politici, nel sistema di salute e di educazione, nel sistema giudiziario ed economico, porta ad una sfiducia nel futuro tagliente e radicata. Diventa facile cadere nella tentazione del "si salvi chi puó" e si perda cosí di vista il bene comune, messo in ombra dalla ricerca del proprio tornaconto personale. Mai come in questo ultimo anno sento brasiliani della nostra periferia volendo andare via (soprattutto verso gli USA e Inghilterra) alla ricerca di un futuro migliore. Spesso quello che motiva é il sogno dei soldi facili (e non tanto di una qualità di vita migliore): sono convinti che all´estero tutto sia più facile e che fuori ci siano ancora le condizioni per raggiungere una vita di "successo economico". È un sogno comune che danza nella testa dei ceti insoddisfatti. Il fenomeno della migrazione, con tutte le sue luci ed ombre, ormai lo conosciamo piuttosto bene. Sappiamo comunque come i piú poveri dei poveri non arrivano neanche a sognare questo cammino: sono cosi tanti i problemi e le difficoltà del quotidiano che non lasciano traspirare questa possibilità. L´idea di salire sull´aereo é cosa da TV.
Peró, insieme a questa sfiducia e ricerca di improbabili "buone uscite," ci confrontiamo con qualcosa di stupendo, di meraviglioso: la generosità di tanti brasiliani. Mai come quest´anno (che sia forse proprio per la crisi che stiamo passando?) abbiamo ricevuto tante donazioni di persone e piccole ditte locali. Persone che, conoscendo il nostro operato, vogliono salire sulla barca e remare insieme a noi. È una generosità semplice, concreta, fatta di piccole donazioni (riso, fagioli, caffé... libri e polli congelati) ma che sono importanti perché ci fanno capire come, in tempi difficili, la solidarietà puó aumentare. Siamo contenti di poter constatare questo e, riflettendo sugli ultimi mesi, é uno dei miei motivi personali di gioia e speranza per il futuro.
In tutto questo potete ben intravedere il Natale: la migrazione di Maria e Giuseppe per fuggire dai problemi, la speranza frustrata di trovare un posto accogliente, le nuove difficoltà e l´arrivo dei Magi venuti da lontano per donare, arricchirsi della Luce di Gesú. Vi abbraccio forte, col cuore. Paolo e Famiglia
nota: vi chiedo una preghiera tutta speciale per Yara, una ragazzina del progetto di Sostegno a Distanza con la Caritas Children Caritas Children Onlus | Aiuta un bambino, adotta il mondo) che molti italiani che sono passati tra noi hanno conosciuto. È in un momento di scelte difficili... GRAZIE!

 
Lettera di Paolo Finardi del 22 luglio 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Lunedì 24 Luglio 2017 09:38

Ciao carissimi, spero che il caldo dell´estate italiana non vi fiacchi l´anima e la voglia di continuare ad essere costruttori di una società migliore! Qui, dato che siamo in inverno, sta facendo molto freddo... no, dai, non esageriamo! Nulla che una felpa possa risolvere, ma si, é vero, sono i giorni piú freddi dell´anno e nel sud del Brasile é nevicato e si sono congelate delle cascate! Stanno aprendo centri d´accoglienza per i senza tetto per evitare altre morti per assideramento. Proprio come succede li in Italia. In questi mesi (con ancora negli occhi il sorriso dei tanti amici incontrati nel nostro recente viaggio in Italia) abbiamo avuto la gioia di ricevere visita da Paolo ed Emilietta, genitori di Alessandro Calidoni. Per i più distratti: Alessandro é il ragazzo di Parma, anche lui missionario laico "fidei donum", che ci sta aiutando nelle attività (di assistenza sociale, educative e sportive) che portiamo avanti grazie all´aiuto di tante persone che li dall´Italia ci incentivano ed aiutano. Sotto alla mia lettera allego la sua, appena scritta. Só che in questo momento non avrai molto tempo, ma credo sia interessante leggere le sue parole che descrivono, soprattutto, il GREST ESTIVO che stiamo realizzando. Ma torniamo a Paolo ed Emilietta: sono stati con noi, a casa nostra, per qualche settimana. Hanno conosciuto la realtá in cui operiamo e dovrebbero essersi trovati bene... speriamo! Per noi, io e famiglia, é stata un gioia immensa poter vivere il quotidiano insieme a loro. Persone attente, sensibili ed aperte a conoscere... e che hanno giocato tantissimo con la nostra piccola Lara! Speriamo possano tornare presto a condividere la nostra realtá. Stiamo progettando "ponti", nell´area educativa, grazie all´esperienza di Paolo. Speriamo che tutti i nostri sogni possano trasformarsi in realtá. Ci stiamo lavorando su...
Voglio con questa lettera anche ringraziare tutte le persone che ci aiutano, in vari modi. Siamo ancora molto dipendenti dalla generosità di tutti voi. Stiamo, ormai da un certo tempo, tentando di ricevere finanziamenti in loco (possiamo dire dai "ricchi" brasiliani) ma purtroppo é molto difficile e complesso. Da 9 mesi siamo addirittura senza nessun appoggio del comune, venuto a meno col l´elezione del nuovo sindaco. Forse ha letto qualche e-mail di critica (definendolo uno corrotto) che vi ho mandato nei mesi scorsi e ce la sta facendo pagare!
Stiamo continuando cercare nuovi padrini per vari bambini che vivono in situazioni famigliari davvero complesse, dove il vostro aiuto (non solo economico) ci permetterebbe di inserirci nel contesto di queste famiglie e provare a fare la differenza, soprattutto per i più piccoli. Lucas, Nathaly, Yully, Saulo, Ana Gabriela, Mariana sono in attesa del vostro affetto e della vostra generosità. Sono bambini che vivono nelle case popolari (45mq) donate dal governo (hanno creato un vero e proprio ghetto, periferia della periferia, concentrando ed "isolando" le famiglie più complesse e problematiche del municipio. Se qualcuno volesse aiutarli può entrare in contatto con la Caritas Children di Parma (piazza Duomo 5, tel.: 0521 235034) www.caritaschildren.it È un gesto semplice e relativamente accessibile (meno di 30 Euro al mese) ma che fa la differenza in queste famiglie dove i bambini vivono con pochissime opportunità di crescita.
Come vi dicevo, stiamo realizzando (grazie all´appoggio di Simonetta e Federico Ghillani, insieme alla Caritas Dicesana) 4 settimane di Grest Estivo, qui chiamato "Colonia de Ferias". È un momento eccezionale per educare tanti piccoli, circa 230, ai valori di amicizia, rispetto, autostima e collaborazione. Maria Chiara, volontaria del progetto "Todo Mundo Juntos, in missione con Daniele" s´é inserita abbastanza bene nonostante gli ovvi problemi legati alla lingua. Anche lei, come gli altri volontari di questo splendido progetto che hanno solcato le nostre vite negli ultimi anni, lascierá un po´ di sé a noi ed ai tanti ragazzi che incontra e che abbraccia.
Potete vedere qualche bella foto sul sito della ONG: www.mpv2007.jimdo.com Vi abbraccio forte. Paolo

------------------------------------ qui sotto l´ultima lettera di Alessandro (Calido):
Carissimi amici, vi scrivo con un po´di anticipo rispetto al solito, ma capirete il perché nelle prossime righe di questa lettera. Oggi é venerdí 21 Luglio e abbiamo finito da qualche ora le attivitá della Colonia de Ferias nel quartiere Castro. Siamo giunti cosí alla fine della terza settimana di Centro Estivo e ne manca solamente una per concludere, per il 2017, il bimestre (Gennaio e Luglio) delle Colonias de Ferias. Abbiamo cominciato ad inizio mese nella comunitá Madre Teresa di Calcutta, il quartiere piú lontano rispetto a Jardim das Oliveiras che é molto piú vicino a Goiania che non a Senador Canedo e nonostante ció fa riferimento al Comune di Senador Canedo. In questa prima settimana hanno partecipato solamente 10 educatori, a causa della disponibilitá delle automobili (la mia e quella della ONG); siamo comunque riusciti a svolgere tutte le attivitá dato che il numero di bambini non era altissimo, circa 65. Finita la prima settimana del mese, ci siamo trasferiti "a casa", nella parrocchia Nossa Senhora Aparecida dove é stata fatta la prima Colonia di Ferias nella storia della ONG, per volontá di Daniele e Silvia... passando tutti i giorni davanti al crocefisso colorato da loro insieme agli educatori, posto appena fuori dal cancello della Chiesa, i pensieri erano sempre rivolti a loro. Qui in parrocchia sono stati circa 88 tra educatori e bambini a partecipare: abbiamo avuto due momenti molto belli e un po´alternativi, una giornata nel campo di calcio con l´allenatore Cuia ed una giornata di Danza e Teatro con ballerini e coreografi professionisti di Jardim das Oliveiras. I bambini ne sono rimasti incantati e, chi lo sa, magari con il desiderio di appassionarsi ad attivitá sportive e culturali che possano dare soddisfazioni grandi nel presente e nel futuro. Infine la settimana che si sta per concludere, nel quartiere Castro, dove abbiamo deciso di raggruppare i bambini di due quartieri raggiungendo un totale di 80 partecipanti piú gli educatori e personale della ONG (sempre presenti Maria e marito e l´educatrice Antonia). Inizialmente avevamo deciso di fare attivitá al mattino e al pomeriggio in due spazi, non molto distanti tra loro, differenti... vista la poca adesione e anche i pochi stimoli dei bambini, si é pensato di raggruppare le due colonie e credo che il risultato sia stato piú che positivo. Ora ci resta solo l'ultima settimana, con i bambini del quartiere di Flor do Ipè; abbiamo avuto difficoltà per riuscire ad avere un autobus da parte del Comune ma siamo riusciti a trovare un pullmino da 8 posti che ci sarà prestato da parte della Diocesi, il dettaglio più bello è che io sarò l'autista!
Maria Chiara si è aperta molto i queste ultime settimane e ha stretto un bel legame con il gruppo degli educatori... ieri abbiamo fatto una bella chiacchierata su questi due mesi che ha passato qui insieme a noi, ci siamo confessati un po' di cose e abbiamo cercato di dare un senso alle cose fatte insieme alle persone che abbiamo incontrato ogni giorni. é stata proprio una bella mezz'ora ricca di emozioni, ricordi e spunti per il futuro. Mi sono rivisto quando, per la prima volta insieme a Clarissa e Luca, sono venuto qui nel 2015: pieno di dubbi, di domande ma carico ed entusiasta di quello che stavo facendo insieme ad altri.

In tutto ciò continuano le attività della ONG per quanto riguarda le visite a domicilio da parte di Maria che spesso viene accompagnata da Maria Chiara (quando non è distrutta dopo una mattinata intensa di GREST), per quanto riguarda il rincorrere il Comune per avere finanziamenti per i nostri progetti (con scarsi risultati) e sotto il punto di vista delle riunioni con gli educatori che servono come check-up delle giornate della colonia e come momenti di riflessione. Siamo un bel gruppetto unito e stasera festeggeremo insieme mangiando uno spiedino nel baretto aperto da Vinicius (educatore e professore di informatica della ONG al mattino), che si sta dando da fare per racimolare un po' di soldini per pagare affitto e le spese relative alla sua passione: la danza. Essendo un mese di vacanza, le attività dei corsi sono a regime un po' ridotto: molti bambini ne approfittano per passare le vacanze a casa dei parenti ed anche i professori ed educatori si prendono un periodo di riposo meritato.... ma Agosto si sta avvicinando e ricominceremo tutto a pieno regime. Questa settimana è stata caratterizzata anche dalle riunioni con le famiglie del progetto, dove abbiamo affrontato il tema delle relazioni famigliari e la necessità di dedicarsi tempo!
Questo mese senza università mi è servito per dedicarmi appieno alle attività della ONG, alle visite ai bambini del nostro progetto.... insomma, sono un po' più presente in mezzo alla gente e questo è quello che più mi rende felice. Essere presenti è il segno più forte che dobbiamo dare e attraverso il quale mi rendo conto di ricevere tante piccole lezioni di vita che ogni giorno mi fanno maturare. Cominciare la giornata leggendo un brano del Vangelo e vedere che molte delle cose lette si concretizzano durante il giorno, mi fa sentire vivo e pieno, con tanta voglia di condividere esperienze ed emozioni. 
Per questa volta non vi do grandi novità dal punto di vista politico sia locale che nazionale... siamo nella stessa situazione di stallo di sempre, in attesa di un segnale positivo da parte delle istituzioni ma soprattutto dalla società civile e dai giovani. Speriamo in una voglia di riscatto vero, partendo da un assunzione di meriti e colpe per cambiare in meglio le cose.
Il mio rientro si avvicina, ho voglia di rivedere famiglia e tanti amici... di abbracciare, raccontare e soprattutto sentire racconti! Anche se, come prima di tutte le partenze, c'è un po' di dispiacere nel lasciare momentaneamente le persone che sono diventate quotidianità. Ma un mese passerà veloce; farò la valigia solamente sabato prossimo al mattino (il giorno della mia partenze) e cercherò di lasciare un po' di spazio per la saudade affinché il mesetto in italia possa servirmi per riflettere, incontrare, imparare e ripartire con ancora più carica.... e anche per fare una bella scorta di prosciutto crudo!

 
Lettera di Paolo Finardi del 14 aprile 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Venerdì 14 Aprile 2017 11:39

Ciao carissimi,

prima di tutto... Buona Pasqua! La letterina che oggi vi scrivo è semplice semplice e non vuole spingervi a riflessioni troppo profonde sulla risurrezione di Gesù: sono sicuro che in questa quaresima avrete avuto varie occasioni per questo. Vi scrivo raccontandovi di nuovo, ma dopo il solito "troppo tempo", quello che succede in questo Brasile così amato e così difficile da accettare. Vi scrivo subito dei tanti morti ammazzati, tutti giovani, negli ultimi giorni. In circa 10 giorni sono stati uccisi circa 5 ragazzi nei nostri quartieri. Tre in due giorni, senza legami tra loro. C' è stato un pomeriggio di panico collettivo dove, via face book e wathsapp, si sono indicati altri 4 morti. Per fortuna in breve si è svelato che erano voci false fuori controllo, che hanno rimbalzato da cellulare a cellulare. Tre di questi ragazzi sono nostri conosciuti, li abbiamo visti crescere negli ultimi anni e purtroppo hanno scelto strade tenebrose. Diego, che abitava proprio davanti alla chiesa, è stato ucciso da 3 uomini armati che, a volti coperti, hanno sfondato il portone di casa mentre i famigliari stavano festeggiando il suo compleanno. Sotto le minacce delle armi hanno fatto coricare tutti a terra ed hanno ucciso a bruciapelo solo lui. La mamma, tra le lacrime, mi dice che non vogliono sapere chi sia stato e chi li abbia mandati, non vuole vendetta, vuole solo pace. Respiriamo a fondo, prendiamo un pochino di distanza da tutto questo dolore... Tra i più c'è il sospetto che possa essere una fazione radicale della polizia che sta facendo una vera "pulizia". Gli assassinati sono tutti ragazzi conosciuti dalle forze dell'ordine... Mi ricordo quando nei campi a Sasso facevamo stupendi (e gelidi!!) momenti di preghiera nelle veglie di capodanno chiedendo la Pace. Chiedevamo la pace nel silenzio della preghiera. Ed oggi siamo in un mondo ancora in guerra. Guerra in Siria, guerra in Africa, tra le nostre strade, nelle nostre famiglie. Rimbomba nel mio spirito la beatitudine "beati i costruttori di Pace". Si, la Pace la si costruisce, poco alla volta, mattoncino dopo mattoncino, partendo dal basso e non dall' Alto. La sfida che il Signore ci pone è come ognuno di noi possa essere costruttore di pace. E ritornando a pensare alla nostra realtà, mi chiedo come noi, stranieri qui in missione, possiamo essere "sale della terra" e "candela sul candelabro". Come illuminare la tenebra che incatena gli spiriti di fratelli a noi prossimi? A volte così vicini da condividere con loro il quotidiano? Tutta questa violenza è frutto di una realtà dove il cammino della violenza, fino alla morte, è accettato e considerato una "opzione possibile". Continuiamo a pregare tanto per tutte le realtà vittime della violenza... senza dimenticare le periferie violente dell' America Latina, dell' Africa, dell'Italia...   La speranza per un mondo migliore nasce dai più piccoli, lo sappiamo. E' per questo che tutti i nostri progetti sono rivolti proprio a loro. Educare un piccolo al rispetto dell' altro, della vita, del diverso... è il miglior presupposto per un mondo meno violento e più giusto. Questa educazione passa attraverso vari linguaggi, uno dei quali è lo sport. In questi giorni stiamo partecipando al Mondiale dei Piccoli (www.gocup.com), il maggiore evento sportivo infantile dell' America Latina. Abbiamo inscritto 4 squadre (dal sub-9 al sub-12) della nostra scuolina di calcio spendendo circa 1100 Euro che non abbiamo. Qualcuno ci aiuta? Ma il valore della competizione è enorme, più grande dei soldi. Questi ragazzini, circa 45, ce la stanno mettendo tutta per fare bella figura. Sono ricordi positivi stupendi che resteranno per tutta la vita. E' un modo di dire: "noi crediamo in te". Non arriveremo primi, ne siamo sicuri, probabilmente neanche secondi. Al mondialito ci sono squadre del mondo intero! I nostri bimbi sono orgogliosi della propria periferia di origine, consapevoli che gli avversari hanno strutture (ed investimenti) ben superiori ai loro. Forse però il prossimo anno ci porteremo la psicologa tra quelli dello STAFF TECNICO: Artù, il portiere del sub-9, ha preso 21 gol (preso nel senso che abbiamo perso 21 a 1...). A fine partita tra le lacrime ha detto che non vuole fare più il portiere... ma poi, alla fine, c'ha anche riso sù come solo i bambini sanno fare: "però hai visto che ne ho parati due difficilissimi!" Poi vi chiedo una preghiera speciale anche per Nathacha, ragazzina di 16 anni appena compiuti. Nathacha ha cominciato ad usare crack a 12 anni. Oggi, dopo 4 anni di droghe, strada, sballi, carcere e brutte amicizie s'è ridotta malissimo: il suo corpo sta cedendo. E' ricomparsa a casa della nonna in questi giorni per curarsi. E' malata e sospetto che abbia la tubercolose (ne sono quasi sicuro) e l' HIV (molto probabile). Una bruttissima combinazione. Ho cominciato ad accompagnarla negli ospedali per fare gli esami ma (purtroppo non c'è stata tempestività) è ritornata in strada prima di farli. Speriamo ritorni presto... Nathacha era una bambina furbetta, sempre sorridente, che era stata "seguita a distanza" grazie ad un generoso "padrino" ed alla Caritas Children. Abitava nel "morro" del Rio Araguaia, quella che noi chiamavamo favelinha. Ancora oggi si ricorda con dolcezza di quando i ragazzi del Gruppo Mission la prendevano per mano per aiutarla a salire sulla ripida salita sterrata che la portava alla sua casetta fatta di tavole di legno, plastica e eternit. Si ricorda ancora dei colori del braccialetto che una ragazza italiana "bellissima" le aveva regalato! Chiudo questa letterina, ormai diventata letterona, proponendoti di essere tu un "padrino" di un bambino/a della nostra periferia: proprio tu potresti, con un piccolo contributo mensile, aiutare un bambino e la sua famiglia su vari fronti. La tua generosità non ha prezzo! Se ti interessa, spero di si, entra in contatto con la Caritas Children di Parma (http://www.caritaschildren.it). Ti ringrazio già in anticipo!   Un abbraccio fortissimo Paolo   ps: quasi mi dimenticavo di scrivere che saremo in Italia dal 24 aprile al 22 maggio! Spero li in Italia di poter continuare ad usare il mio WathsApp: 0055.62.99186.6902. Chiamami e cerchiamo di incontrarci!!

 
Lettera di Paolo Finardi del 23 dicembre 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Venerdì 23 Dicembre 2016 18:25

Ciao carissimi, vi mando questa “letterina di Natale” proprio all´ultimo minuto, e spero che tra un panettone, uno spumante ed un cappelletto possiate trovare un minuto per leggerla. Come sempre tante sarebbero le situazioni da condividere con voi, ma oggi non riesco a scrivere qualcosa che non sia di Fabio Junior. Fabio, che avrebbe compiuto 20 anni la prossima settimana, é stato ucciso domenica scorsa alle 9 di sera, in un angolo di una strada. Fabio Junior era un ragazzo difficile. Già con 13 anni era “temuto e rispettato”. Una adolescenza vissuta tra strada, droga, armi, carcere e botte della polizia. Una mamma ed una sorella che non sono riuscite a cambiare le sue scelte. Il suo corpo é caduto sull´asfalto. Subito, come sempre, tantissime persone da tutti gli angoli delle strade sono accorse per “vedere”. Forse anche qualche anziano che aveva già fatto il pastore nel torrido nord-est. Sono stati davvero tanti spari, uditi da vari quartieri. Nessuno ha udito i cori degli angeli ma tanti cuori, in quella notte, hanno pregato chiedendo a Dio pace sulla terra. La polizia non ha fatto altro che delimitare la zona col solito nastro giallo e nero. Limite che mi piacerebbe pensare come il confine che delimita una zona di mistero, una separazione spaziale tra la morte e la vita. Ma non c´era nessuna grande pietra rotolata a bordo strada. Tutti gli sguardi erano per terra, attoniti, e nessuno ha alzato gli occhi al cielo. Non sappiamo se siano passate, in quel momento, stelle comete. Forse no. Al cimitero il corpo é arrivato con ore ed ore di ritardo perché Fabio non aveva i documenti. Con Alessandro, di mattina, siamo rimasti qualche minuto ad osservare lo scavo al cimitero aspettando la bara. In un silenzio tranquillo sembrava che la terra aperta fosse in “dolce attesa” del corpo di Fabio. La bara arriva al pomeriggio, alle 4.30, sotto una pioggerella fine. Non abbiamo trovato nessuno che venisse a fare un momento di preghiera e così abbiamo preparato noi qualcosa da pregare insieme: un vangelo, un salmo, le preghiere ed invocazioni del caso. Pochissimi i presenti: mamma, patrigno, sorella e fratello, due amiche. Ana Cleia, la sorella ventenne di Fabio, non smette per un secondo di abbracciare la bara, di gridare la sua rabbia ed il suo amore per il “mãozinho” (fratellino) che non ha voluto ascoltare i suoi consigli. È mamma di una bimba di poco più di un anno e tiene stretto tra le mani il lenzuolino della figlia. Con questo panno bianco continua ad asciugare la finestrella della bara che lascia vedere il volto di Fabio. Le sue grida di dolore davanti alla morte, nel silenzio del cimitero, arrivano fino al cielo. Cominciamo a pregare, a leggere il vangelo che parla di resurrezione, ma le grida del dolore di Ana Cleia sono troppo forti e coprono, in quel momento, le parole di speranza e conforto di Gesù. Capite come oggi, parlare di Natale, sia per me così difficile e allo stesso tempo così importante. Il mio augurio, che ti faccio di cuore, é che il dolore della vita, le difficoltà, le cadute, le lacrime, la mancanza di speranza, l´ansia, la paura... non zittiscano la Speranza che é la nostra fede. Che possa sempre rimanere forte in noi la certezza che l´Amore é più forte del peccato, della malattia, della morte. Che il ricordare la nascita di Gesù continui a tenere accesa in noi la certezza che oltre la morte regna la vita e non la tenebra. Che la vita di chi Ama é più forte della morte. Che le talee di rose che la mamma di Fabio ha infilato sulla terra smossa, con mani tremanti, con una affettuosa attenzione, possano germogliare nei nostri cuori, oggi e sempre. Felice Natale Paolo

 
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