Home Gruppo Missionario Lettera di Paolo Finardi del 23 dicembre 2016
Lettera di Paolo Finardi del 23 dicembre 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Venerdì 23 Dicembre 2016 18:25

Ciao carissimi, vi mando questa “letterina di Natale” proprio all´ultimo minuto, e spero che tra un panettone, uno spumante ed un cappelletto possiate trovare un minuto per leggerla. Come sempre tante sarebbero le situazioni da condividere con voi, ma oggi non riesco a scrivere qualcosa che non sia di Fabio Junior. Fabio, che avrebbe compiuto 20 anni la prossima settimana, é stato ucciso domenica scorsa alle 9 di sera, in un angolo di una strada. Fabio Junior era un ragazzo difficile. Già con 13 anni era “temuto e rispettato”. Una adolescenza vissuta tra strada, droga, armi, carcere e botte della polizia. Una mamma ed una sorella che non sono riuscite a cambiare le sue scelte. Il suo corpo é caduto sull´asfalto. Subito, come sempre, tantissime persone da tutti gli angoli delle strade sono accorse per “vedere”. Forse anche qualche anziano che aveva già fatto il pastore nel torrido nord-est. Sono stati davvero tanti spari, uditi da vari quartieri. Nessuno ha udito i cori degli angeli ma tanti cuori, in quella notte, hanno pregato chiedendo a Dio pace sulla terra. La polizia non ha fatto altro che delimitare la zona col solito nastro giallo e nero. Limite che mi piacerebbe pensare come il confine che delimita una zona di mistero, una separazione spaziale tra la morte e la vita. Ma non c´era nessuna grande pietra rotolata a bordo strada. Tutti gli sguardi erano per terra, attoniti, e nessuno ha alzato gli occhi al cielo. Non sappiamo se siano passate, in quel momento, stelle comete. Forse no. Al cimitero il corpo é arrivato con ore ed ore di ritardo perché Fabio non aveva i documenti. Con Alessandro, di mattina, siamo rimasti qualche minuto ad osservare lo scavo al cimitero aspettando la bara. In un silenzio tranquillo sembrava che la terra aperta fosse in “dolce attesa” del corpo di Fabio. La bara arriva al pomeriggio, alle 4.30, sotto una pioggerella fine. Non abbiamo trovato nessuno che venisse a fare un momento di preghiera e così abbiamo preparato noi qualcosa da pregare insieme: un vangelo, un salmo, le preghiere ed invocazioni del caso. Pochissimi i presenti: mamma, patrigno, sorella e fratello, due amiche. Ana Cleia, la sorella ventenne di Fabio, non smette per un secondo di abbracciare la bara, di gridare la sua rabbia ed il suo amore per il “mãozinho” (fratellino) che non ha voluto ascoltare i suoi consigli. È mamma di una bimba di poco più di un anno e tiene stretto tra le mani il lenzuolino della figlia. Con questo panno bianco continua ad asciugare la finestrella della bara che lascia vedere il volto di Fabio. Le sue grida di dolore davanti alla morte, nel silenzio del cimitero, arrivano fino al cielo. Cominciamo a pregare, a leggere il vangelo che parla di resurrezione, ma le grida del dolore di Ana Cleia sono troppo forti e coprono, in quel momento, le parole di speranza e conforto di Gesù. Capite come oggi, parlare di Natale, sia per me così difficile e allo stesso tempo così importante. Il mio augurio, che ti faccio di cuore, é che il dolore della vita, le difficoltà, le cadute, le lacrime, la mancanza di speranza, l´ansia, la paura... non zittiscano la Speranza che é la nostra fede. Che possa sempre rimanere forte in noi la certezza che l´Amore é più forte del peccato, della malattia, della morte. Che il ricordare la nascita di Gesù continui a tenere accesa in noi la certezza che oltre la morte regna la vita e non la tenebra. Che la vita di chi Ama é più forte della morte. Che le talee di rose che la mamma di Fabio ha infilato sulla terra smossa, con mani tremanti, con una affettuosa attenzione, possano germogliare nei nostri cuori, oggi e sempre. Felice Natale Paolo

 
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