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Lettera di Paolo Finardi del 10-11 maggio 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Lunedì 11 Maggio 2020 14:57

Senador Canedo, 11.05.2020 Ciao carissimi, come state? Si respira finalmente un po´ d´aria nuova? Spero che stiate bene, tutti.
Vi mando una lettera che ho da poco scritto per i padrini dei bambini che abbiamo in Adozione a Distanza con la Caritas Children (www.caritaschildren.it) di Parma. Anche se una buona parte di voi non é padrino di bambini che seguiamo ed aiutiamo, potrebbe essere stimolante mettervi per un attimo nei loro panni!
Vi abbraccio forte forte. Paolo e famiglia. ------------------------------------------------------------------------------------------
Senador Canedo, 10.05.2020

Ciao carissimi padrini, vi scrivo nella speranza che stiate tutti bene, che l´onda devastante del corona virus sia in parte ormai passata e che si ricominci, poco alla volta, il ritorno ad un ritmo di vita quasi normale. Spero per tutti voi che possa essere un momento in cui la paura lasci spazio alla luce ed alla rinnovata speranza. Gustatevi i primi re-incontri, anche se saranno ancora timidi ed a distanza. Cercate di intravedere i sorrisi dietro le maschere, fate questo piccolo sforzo di allegria. Che la positività sia contagiante ancor più del virus!

Vi scrivo per raccontarvi un po´ della situazione qui, a Jardim das Oliveiras, nel Brasile in generale e delle vostre cosí amate famiglie e bambini che con tanto affetto e generosità seguire, spesso da tanti anni. Prima di andare avanti volevo rinnovare l'invito fatto dalla Caritas Children di non smettere l'aiuto ai vostri bambini ma, se la situazione nel portafoglio sia comprensibilmente difficile, se cioè ce ne fosse bisogno, di sospendere il vostro aiuto, magari per qualche mese. Tutti, compresi i vostri piccoli, capiranno la situazione e noi, in loco, ci impegniamo a fare in modo che questa eventuale parziale sospensione non crei troppe difficoltà per nessuno. Spesso, in momenti di crisi come questo, aumenta la generosità di chi può aiutare. Un supermercato nostro “amico” ci ha donato qualche cesta basica che potrà aiutare quelle famiglie il cui padrino deve sospendere gli aiuti per qualche tempo. É un supermercato piccolo ma che ha il cuore grande e la possibilità di aiutare. Questo é stupendo! Io la chiamo la “compensazione della generosità”. Sono esempi molto belli. Ringrazio molto, davvero di cuore, per il vostro impegno e la vostra tenacia. Sono sicuro che lo immaginerete, ma se li le cose sono state (sono) molto difficili... qui, per le famiglie che seguite, potrebbe essere un momento assolutamente insuperabile da soli. Considerate che le famiglie che aiutate sono tra le più povere e problematiche della nostra periferia, il conto in banca non ce l'hanno proprio, spesso vivono di lavoretti “alla giornata”, in nero, senza quindi alcuna tutela in una situazione cosí. Pensiamo al papá della Nicole, che fa il parcheggiatore allo stadio, guadagnando due spiccioli importantissimi quando ci sono le partite allo stadio Serra Dourada. Da un mese é tutto fermo. O pensiamo alle tantissime donne delle pulizie, che non sono piú chiamate perché potrebbero portare il virus nella casa delle famiglie benestanti in cui lavorano. O alle tante donne che lavorano col cucito, in nero: negozi chiusi, vendite a zero. Tutte disoccupate. Il governo sta restituendo (usiamo questa parola dato che le tasse qui in Brasile sono stellari, ovviamente per chi le paga) alla popolazione piú povera 600 reais al mese, circa 100 Euro. Non sono tanti per il carovita odierno, ma é un aiuto. Il problema é che per ricevere questo sussidio, che durerà 3 mesi, bisogna avere tutti i documenti in regola: tra le nostre famiglie tanti non li hanno e quindi resteranno tagliati fuori da questo beneficio.

Vi allego qui sotto qualche riga scritta giá qualche giorno fa, in stile quasi giornalistico. È per avere un idea di come vadano le cose qui in Brasile. Considerate purtroppo che da quando ho scritto la situazione é peggiorata, e molto. Siamo giá in piena crisi sanitaria: ieri 700 morti in 24 ore, ma piú verosimilmente siamo giá oltre gli 800... non si fanno i test su tanti tanti deceduti e vengono quindi catalogati come decessi per “polmonite acuta” e non come COVID19... I numeri sono in aumento seconda le curve che ormai tutti conosciamo. La mortaitá é qui quasi al 9% ma non perché il virus sia piú “cattivo” o la popolazione piú debole. Semplicemente perché il sistema sanitario non é paragonabile al nostro e soprattutto perché sono fatti pochi test, e sono fatti soprattutto ai malati piú gravi. Questo spinge in su il tasso di mortlitá. In varie zone i cimiteri non assorbono piú i tanti morti e si scavano nuovi tumuli nella terra fresca. Sono immagini che sono arrivate in Italia spaventando molti di voi, ma sappiate che qui é normale seppellire le bare direttamente nella terra. Politicamente siamo messi ancor peggio,  siamo in piena crisi politica. Ogni giorno il presidente Bolsonaro ne combina una. È assolutamente impreparato per esercitare il suo ruolo, perde le staffe, difende posizioni contro l´isolamento. In questi giorni davanti ad una manifestazione di estrema destra a suo favore (200 persone raccolte a Brasilia, probabilmente organizzata da uno dei suoi figli) Bolsonaro ha detto che continua forte l'appoggio della popolazione e soprattutto dell´esercito. Sta prendendo una deriva sempre piú autoritaria (pensa d'essere il capo supremo del Brasile) e “taglia” i ministri che non si allineano totalmente alle sue idee. È un scenario preoccupante...

Vi abbraccio fortissimo e se voleste mandare un vostro video con Whatsapp al vostro/i bambini che qui aiutate... sarà assolutamente benvenuto. Sarà una grande allegria per i vostri piccoli sapere come state. Sará una carezza in piú in un momento cosí delicato e difficile da affrontare.

Un abbraccio sincero

Paolo Finardi

 

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Ai piú interessati la lettura:

Il Brasile non fa eccezione: come il resto del mondo é stato contagiato dal COVID19. Si sapeva che prima o poi sarebbe arrivato ma, quando il primo caso é stato ufficialmente confermato (26.02.2020 a San Paolo), praticamente nulla di efficace era ancora stato fatto. Ci sono circa 45 giorni tra i primi contagi in Italia ed i primi contagi in Brasile. Il Brasile, come tanti altri Paesi Extra Europei, aveva quindi a suo favore il tempo: si sapeva che il virus sarebbe arrivato e si aveva tempo (forse non il tempo necessario ma settimane sicuramente preziosissime) per organizzare un piano emergenziale di contenimento. In verità il Ministro della Sanitá, Luiz Henrique Mandetta, ortopedico e politico, il 31 gennaio aveva aperto una commissione multidisciplinare di studio specifico sul COVID19. Ma questa commissione non ha dato le risposte auspicate nel tempo necessario. Come irrazionalmente accade, l'idea “con noi non succederà” ha avuto il sopravvento. Si é perso così tempo preziosissimo nascondendosi dietro un dito, dietro a tante “scuse scientifiche”. Quella che va per la maggiore é che la popolazione italiana ha un´etá media molto alta, tanti anziani insomma, mentre il Brasile ha una popolazione più giovane. E la temperatura più calda, a detta di qualcuno, dovrebbe giocare un ruolo fondamentale a favore del Brasile. Cosí vale per la bassa percentuale di fumanti. Soprattutto si dice che l´Italia é popolosa e le città troppo vicine una all'altra. Ma ci si dimentica che in Brasile ci sono metropoli gigantesche dove il contagio potrebbe creare situazioni ingestibili: Sao Paulo ha più di 12 milioni di persone (e tante zone di favelas con una concentrazione di persone da capogiro) e la Lombardia ha 10 milioni di abitanti, la regione intera. Giusto per capire meglio i numeri. Poi non possiamo comparare il sistema di salute pubblico italiano con quello brasiliano, ci mancherebbe! Anche il trasporto pubblico non aiuta: qui sono sempre ed assolutamente stracolmi, sia dentro ai mezzi che nelle stazioni. Non possiamo poi comparare, forse l´aspetto piú culturale, il modo di comportarsi dei brasiliani: per qualunque motivo si danno la mano, si abbracciano, si ritrovano insieme al bar a qualunque ora del giorno, organizzano piccole feste nei fine settimana… insomma, uno stile di vita sociale molto bello ma sicuramente più propenso alla propagazione del virus.

Ma veniamo un po´ai numeri, anche se sappiamo quanto questi siano in un qualche modo (anche involontariamente) non attendibili. Giusto per capirci, il Brasile sta facendo pochissimi test (perché?) e quindi, ovviamente, i numeri soprattutto sul “contagio confermato” sono al ribasso. Da informazioni ufficiali del Ministro della Sanitá, al 05/03/2020 c´erano 8 casi confermati, 6 a San Paulo, uno a Rio de Janeiro e uno nello Spirito Santo. Viene confermata, in questa data, il primo caso di trasmissione locale. I numeri aumentando progressivamente e tutti restano un po´ a guardare, aspettando indicazioni dal Governo Federale, dal presidente Bolsonaro. Il 17/03/2020 Ronaldo Caiado, il Governatore del nostro stato (il Goias, Centro Brasile), intelligente medico, stanco del silenzio del governo centrale, firma un decreto di LockDown duro: scuole, commercio, centri commerciali, cinema, chiese, bar, ristoranti, palestre, teatri, discoteche ecc. Tutto chiuso per almeno 15 giorni. Restano aperti servizi essenziali (farmacie, supermercati, ospedali, benzinai ecc.). Stessa posizione é presa dai governatori di San Paulo e Rio de Janeiro (ma a Rio in modo piú leggero). Le persone capiscono e obbediscono. Per strada non si vede piú nessuno ed i sistemi che controllano le agglomerazioni di persone via segnale di cellulare confermano che il “non uscite di casa” sta funzionando: il 65% della popolazione, nel nostro stato, ha cambiato ritmi ed abitudini di vita. Cosí diventa peró reale lo spettro della crisi economica. E qui cominciano i problemi: il 24/03/2020 Jair Bolsonaro, presidente del Brasile (a cui piace scimmiottare Trump) fa il suo primo discorso a reti unificate. Un disastro. In piena e consapevole contraddizione coi Governatori, con l´OMS e col proprio Ministro della Sanitá, sostiene che si debba riaprire tutto (scuole, commercio e trasporti) e subito, in tutto il Brasile. Dice che il COVID19 non é altro che una “piccola influenza”, che se lui la prendesse non se ne accorgerebbe neanche. Che bisogna isolare gli anziani (ma senza indicare come) e tornare subito ad una vita normale. È purtroppo evidente che nella sua visione é meglio “tutelare” l'economia che la vita di tante persone per lo più anziane. Trapela, dalle sue parole, un certo cinismo. È un discorso scomposto, senza numeri, senza spiegazioni scientifiche, preparato in 10 minuti forse con l'aiuto di suo figlio (che ha giá dimostrato idee piccole e arroganti, attaccando pubblicamente la Cina e sostenendo che il Partito Comunista Cinese é diretto responsabile per la pandemia, affermazioni che hanno aperto una accesa crisi diplomatica internazionale senza precedenti). Bolsonaro finisce il suo discorso dicendo che i giornali e i TG stanno spargendo paura e panico ingiustificati.

Questo discorso ha ufficialmente aperto una spaccatura politica, e di indicazioni alla popolazione, di cui il Brasile non ne aveva proprio bisogno. Una spaccatura che confonde la popolazione. Il risultato é che, dopo questo annuncio, gran parte delle persone che stavano rispettando il “resta a casa” sono tornate ad una vita sociale normale. I sistemi che controllano le agglomerazioni di persone via segnale di cellulare confermano che il “non uscite di casa” sta funzionando ora solo per il 35% della popolazione. Un effetto immediato molto grave delle parole di Bolsonaro .

Con questo discorso di Bolsonaro si apre una vera e propria crisi politica. È poi arrivato, 4 giorni fa, a minacciare pubblicamente di dimettere il Ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, medico intelligente e preparato che segue in tutto le indicazioni dell´OMS. Poi, in un goffo dietrofront, ha confermato la fiducia. Mandetta, il ministro, sta comunque soffrendo pressione affinché alleggerisca le sue posizioni, si livelli un po´ di piú alle idee protezionistiche dell'economia di Bolsonaro. Di fatto i governatori dei vari stati del Brasile hanno l´autoritá sufficiente per decidere se fare o no, e come, i vari tipi di “chiudi tutto”, e per fortuna sembra che i governatori si stiano comportando con piú saggezza del presidente.

Ieri sera (08.04.2020) c'è stato un´altro discorso di Jair Bolsonaro, sempre a reti unificate, in cui ha avuto una posizione piú moderata, piú in difesa della vita, piú equilibrata. È stato un “bel discorso”, ben organizzato, in cui ha annunciato tanti aiuti economici alla popolazione messa più in difficoltà dalla pandemia. Ha poi difeso, ma sappiamo che su questo non ci sono ancora dati scientifici attendibili, l'uso della Clorochina come farmaco per sconfiggere il COVID19. Ha annunciato un contratto commerciale firmato con l´India affinché il Brasile possa aumentare la produzione domestica di questa medicina. Ma, proprio l'altro ieri, il Ministro della Sanità aveva affermato in conferenza che non ci sono ancora evidenza scientifiche che la Clorochina possa essere considerata una  medicina efficace, anche in considerazione dei tanti effetti collaterali. Ma Bolsonaro ha bisogno di trovare qualcosa che possa appoggiare le sue posizioni, che possa dare sicurezza a se stesso ed alla popolazione, che possa confermare le sue parole “non dobbiamo esagerare”.

Fatto é che i numeri aumentano: oggi, dopo circa 40 giorni dal primo decesso, abbiamo 822 morti confermati e 16 mila contagi (ma i contagiati sono sicuramente molti molti di piú). E il governo, proprio poche ore fa, sul sito del Ministero della Sanitá, ha pubblicato un video insegnando alle persone un modo semplice per fare in casa le mascherine: non si trovano più da nessuna parte.

Speriamo che la crisi politica possa essere presto risolta, che il Ministro Mandetta non ceda alle pressioni, che i governatori continuino con saggezza seguendo le linee guida dell´OMS e, soprattutto, che la popolazione capisca alla svelta che per ora l'unica soluzione efficace sia l'isolamento sociale, quando possibile.

Paolo Finardi

 
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