Home Gruppo Missionario Lettera di Paolo Finardi dell'11 dicembre 2020
Lettera di Paolo Finardi dell'11 dicembre 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Venerdì 25 Dicembre 2020 11:34

Senador Canedo, 11/12/2020

 

Natale 2020

Parlare di Natale nella periferia in cui viviamo non sempre è facile. E lo è ancor meno in questo periodo di isolamento sociale. Isolamento che è addolcito dai bei ricordi, preziosi, delle riunioni mensili con le famiglie che seguiamo con la Caritas Children grazie a voi. Seguiamo circa 130 famiglie: sono famiglie che stanno passando un momento, a volte anni e anni, di difficoltà. Noi vogliamo essere, grazie al vostro aiuto, un abbraccio affettuoso ed efficace per superare insieme questo momento. C'è sempre qualche bambino aspettando di trovare un padrino a distanza... vi chiedo, se condividete l'importanza del progetto, d'essere voi stessi divulgatori, fare questa  proposta ai vostri amici e parenti. A differenza di altre associazioni più blasonate, la Caritas Children non “spreca” soldi dei benefattori in carissime campagne di raccolta fondi. Loro si affidano alla provvidenza e a voi: la speranza è che voi stessi possiate fare questa pubblicità, questa divulgazione della possibilità di aiutare bambini dove sono nati, restando vicini alle loro famiglie. E' un modo molto più delicato e personale (e senza costi che sarebbero sottratti ai beneficiari) di diffondere il progetto ed invitare alla solidarietà internazionale.

Vi stavo raccontando della riunione di dicembre che era sempre, immancabilmente, sul significato del Natale. Ricordo che, introducendo il momento di preghiera ecumenico, alla apparentemente banale domanda “quando è nato Gesù?” la risposta spesso era il silenzio. Qualche mamma azzardava, timidamente, la risposta incerta: “100 anni fa, no, aspetta, forse 150” … un' altra mamma accettava la sfida e, ostentando sicurezza e dimostrando conoscimento storico, rispondeva: “500 anni fa, quando è stato scoperto il Brasile!”. Una situazione simpatica che ci mette davanti ad un mondo diverso dal nostro, quello delle famiglie più semplici, a volte analfabete. Per molti, effettivamente, non c'è una visione storica della fede. Ma questo, in fin dei conti, anche se impoverisce diversi aspetti, non è così importante. Voglio credere che sia così. Si, perchè Gesù è nato, si è fatto uomo, si è mescolato alla compagnia degli uomini, ha vissuto le nostre speranze, le nostre passioni, i nostri dolori, le nostre lacrime e le nostre frustrazioni. Ha fatto suo tutto quello che è nostro. E tutta questa appropriazione d'amore, si ripete, generazione dopo generazione, secolo dopo secolo. Quindi, in un qualche modo, l'avventura di Gesù sulla terra è estremamente attuale, non è qualcosa di vecchio, di affondato nel passato. Questo è stupendo! E le mamme che non sapevano rispondere a quella domanda, in fin dei conti così poco necessaria, ce lo insegnano. Mi piace quest'anno pensare al Natale sottolineando il suo carattere di “incontro attuale”. Il Natale è l'incontro di Dio con l'Uomo, e dell' Uomo con Dio. Dio non viene solo a visitarci. Non passa, quasi distratto, tra di noi, come per compiere un dovere. Dio è venuto per stare con noi (Emanuele), per immergersi nella nostra vita, nella nostra umanità. Ed è venuto per starci, di forma definitiva, vincendo il tempo. Credo che questa consapevolezza, nella nostra vita, nel nostro quotidiano, sia uno spiraglio di luce che illumina tutto. Ed è proprio questo il significato del Natale: Gesù luce che illumina le nostre tenebre, che sconvolge le nostre paure, che mette sotto sopra le nostre priorità, che asciuga le nostre lacrime e ci usa per asciugare le lacrime dei nostri fratelli. Gesù che, soprattutto e più di tutto,  non si stanca di dirci: “Ti amo, sono con te, giorno dopo giorno”.

 

Qualche informazione sui progetti nella nostra periferia (per i piú curiosi):

Dopo questa piccola riflessione, vi racconto qualcosa sulle famiglie che seguiamo, grazie a voi, e sui progetti che offriamo.

Alessandro Calidoni, il ragazzo di Parma che ci ha aiutato tanto negli ultimi 4 anni, si è laureato e sta cercando un lavoro. Ovviamente si è un po' distanziato ma sempre, con grande disponibilità, fa di tutto per essere ancora presente e ci aiuta per come può.

Il progetto di Sostegno a Distanza (realizzato con la Caritas Children di Parma – www.caritaschildren.it) ha vissuto un anno diverso da tutti gli altri, lo potete immaginare. In marzo, per decreto, abbiamo dovuto sospendere tutti i progetti su cui puntiamo tanto: danza classica, scuola di calcio, corso di chitarra e di informatica, terapia psicologia, accompagnamento di assistenza sociale, progetti di doposcuola e grest estivo. Abbiamo continuato, ma senza fare più le riunioni di famiglia, la consegna delle ceste di alimenti. Abbiamo fatto le tante riunioni di coordinamento interno a distanza, con gli applicativi che anche li consocete.  In fin dei conti siamo stati presi anche noi alla sprovvista. Dopo i primi due mesi, capendo che la situazione di isolamento sociale sarebbe durata ancora molto tempo, abbiamo cercato di riorganizzare le attività. Abbiamo così ripensato la terapia psicologica che ha ripreso ma via cellulare, soprattutto con le mamme, gli adulti: stiamo avendo risultati inaspettatamente molto positivi. Il progetto di danza classica si è trasformato in video-lezioni al vivo: sta funzionando bene soprattutto col gruppo delle ragazzine più grandi (11-16 anni). I progetti di doposcuola hanno cambiato aspetto: le educatrici hanno preparato fotocopie specifiche per ogni bambino, concentrando le attività di rinforzo scolastico ad hoc. Come immaginerete la scuola pubblica non ha saputo affrontare la situazione con efficacia e l' App che hanno messo a disposizione ha reso l'insegnamento davvero difficile. Tanti bambini hanno praticamente smesso di studiare. Le mamme hanno aiutato abbastanza, ma non sempre. I risultati dei compiti a distanza, grazie anche all'impegno dei bimbi, sono stati buoni. L' assistente sociale Maria ha continuato a monitorare la situazione delle famiglie “a distanza”, via telefonate e via WhatApp. Sta lavorando molto ed in modo efficace. Insieme a lei, quando si presenta qualche problema specifico, andiamo a visitare la famiglia fisicamente e, con tutte le attenzioni del momento, cerchiamo di aiutare più efficacemente.

Per aiutare le famiglie più povere a superare la crisi economica generata dall' isolamento sociale, il governo ha distribuito (non senza pochi comprensibili problemi) l' auxilio emergencial, un sussidio di circa 100 euro al mese, per 3 mesi. Tante delle famiglie che seguiamo l'hanno ricevuto, ed ha aiutato molto: è arrivato insieme alla Bolsa Familia (il sussidio economico che il governo da alle famiglie col reddito pro capite più basso).  Davanti alla crisi economica, abbiamo osservato tante manifestazioni di generosità verso le famiglie più povere, tra brasiliani, e questo è molto bello. Addirittura i pompieri hanno raccolto ceste di alimenti e le hanno distribuite (distribuite “a pioggia” in modo non mirato, ma comunque un bellissimo esempio di empatia). Le difficoltà spesso avvicinano i cuori delle persone.

A fine agosto io, Leide, Lara ed il piccolo Luca, abbiamo preso il virus. Purtroppo dopo mesi di isolamento ben fatti, abbiamo passato un pomeriggio con Sara, sorella di Leide, incinta all'8 mese. Lei stava bene, si considerava fuori pericolo di contagio... ed invece proprio lei è stata, inconsapevolmente, portatrice del virus. Dopo due giorni Sara ha cominciato ad avere febbre ed i sintomi classici. È risultata positiva al tampone. É guarita senza troppi problemi. Noi siamo stati malino, non malissimo: alcuni giorni con febbre, diarrea, mali alla schiena, poi tosse e difficoltà a respirare soprattutto verso sera. Senza bisogno di ricovero, siamo migliorati, lentamente. Per due mesi ho avuto l' ossigenazione del sangue bassa, 90-92%, soprattutto a tardo pomeriggio. I bambini l'hanno passata bene, un po´ di febbre e poco più. Ci consideriamo davvero molto fortunati. Molto.

Speriamo che tutto questo passi al più presto, forse grazie ai vaccini. Abbiamo una voglia enorme di  incontrare nuovamente le tante famiglie che grazie a voi seguiamo. Abbiamo voglia di ricominciare i tanti progetti a favore dei più piccoli, inclusa la Colonia de Ferias (il GREST estivo) a cui siamo tanto affezionati. Il vostro aiuto, lo capite bene, è ancora molto importante. La vostra generosità è per noi di stimolo e esempio. Vi ringraziamo di cuore.

Sapete che per qualsiasi motivo potete contattarmi personalmente, sul mio WhatApp: 0055.62.99186.6902

Vi auguro un Natale sereno, dove insieme al panettone non manchi la speranza!

Un abbraccio

Paolo, Leide, Lara e Luca.

 
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