Home Gruppo Missionario Lettera di Paolo Finardi del 29 agosto 2014
Lettera di Paolo Finardi del 29 agosto 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Venerdì 29 Agosto 2014 11:07

Ciao carissimi,



ecco che trovo un attimo per scrivervi. Sono sempre un po´ di corsa e la calma per scrivere spesso manca, soprattutto dopo la nascita della piccola Lara. Mentre vi scrivo é nel passeggino di fianco a me e c´ascoltiamo un po´ di buona musica (lei in realtà sta dormendo). Noi stiamo benone! Essere papá é davvero bello anche se molto stancante, soprattutto per Leide. La gioia di vedere Lara interagire, sorridendo ed seguendo com lo sguardo i nostri visi, é davvero inspiegabile. Cosí come é dolcissimo osservare la mamma in tutte le sue attenzioni e preoccupazioni. Credo per davvero che tutte le mamme vadano diretto in paradiso!
La bellissima novità é che da un mese abbiamo qui con noi Fabio Antonaci e Elisa Farneti: sono due giovani che ci stanno aiutando a realizzare, tra le altre cose, il Grest “invernale”. Il grest é un progetto cominciato un paio d´anni fa con l´aiuto di Silvia Denti e Daniele Ghillani (tra le tante pagine che si trovano in rete potete dare un´occhio a queste: http://www.ilmattinodiparma.it/?p=50769 o http://www.gazzettadiparma.it/news/buone-notizie-volontariato/92889/Volontari-in-Brasile---Continuiamo.html ). Oggi, grazie ai genitori di Daniele ed a Caritas Parma, stiamo riuscendo a dare continuità a questo bellissimo progetto: “Todo mundo juntos, volontari per la missione com Daniele”. Questo progetto, tra le tante splendide cose che rappresenta, vuol dire dare ad altri giovani la stessa possibilità che Daniele aveva avuto, di essere felice e realizzato nel servizio ai piú piccoli. Hanno anche aperto un contatto facebook a nome della nostra ONG (“De Mãos Dadas Pela Vida”) https://www.facebook.com/mpv2007.blogspot?ref=ts&fref=ts e nelle prossime settimane cominceremo a mettere le mani nel blog che Daniele Ghillani aveva cominciato. È un modo moderno per restare in contatto e sapere cosa stiamo combinando in questa periferia! Seguiteci, mi raccomando... Vi scrivevo queste parole... un mese fa! Non ho piú trovato il tempo per fare l´invio e lo faccio oggi, a distanza di un mese, con Fabio ed Elisa in aereo di ritorno a casa. Abbiamo avuto qui, per pochi ma bellissimi giorni, anche il Pillu (veterano del Gruppo Mission) con Annalisa dell´EIDÈ e Liuba. C´hanno rallegrato con la loro allegria e ci siamo scambiati tante idee sul futuro e cercato di rielaborare insieme il passato. Incontri voluti dal Signore... Come se non bastasse, per arricchire ancor piú questo splendido agosto 2014, vera cigliegina sulla torta, abbiamo qui con noi, ma ancora per pochissimi giorni, Don Corrado. Un fortissimo, profondo ed eterno grazie perché, come tutti sanno, se non fosse stato per lui oggi non saremmo qui. È stato il capostipite di tante attivitá, di tanti progetti, di tanti giovani italiani che hanno lasciato il loro segno, arricchendo ed arricchendosi. Con la presenza di Don Corrado abbiamo battezzato la piccola Lara il 17, giorno ricco di fede, di unione e speranza. Vi allego la foto che abbiamo usato come bomboniera. Credo d´aver scritto giá troppo ed allora vi lascio a Fabio, che ha scritto qualche riflessione sulla sua permanenza (é un ritorno), e con la sua sensibilitá eccezionale riesce, in poche parole, a descrivere la delicata fase socio-culturale in cui la nostra periferia (e la grande maggioranza del Brasile) si trova. Un abbraccio fortissimo a tutti, con affetto e nostalgia. Paolo, Leide, Lara

Brasile, atto secondo. Quali emozioni nel ritornare? Mi sono riscoperto più critico. Nei confronti della società brasiliana soprattutto, ma anche della nostra europea. Il fatto è che il Brasile è per molti aspetti uno “specchio opaco” della società occidentale capitalistica da cui molti di noi vorrebbero fuggire, io in primis. Qui si possono rivivere tante criticità sociali che Italia e Europa stanno cercando di superare, ma dalle quali in realtà ne sono ancora inghiottite. Mi riferisco al sistema consumistico da cui noi proveniamo e che qui in Brasile è nel pieno del suo sviluppo. Se da un lato percepisco tutte queste componenti negative che mi allontanano da questo paese, dall’altro le persone e i luoghi di qua sono ancora avvolti da uno spirito di autenticità, di trasparenza, di sensibilità e di naturalezza che è unico e meraviglioso. Il Brasile è il paese dei contrasti, è ricco di realtà controverse e Jardim das Oliveiras è una di queste. Bisogna cercare di mettere molta cura nelle relazione che noi italiani creiamo e nel mondo con cui le portiamo avanti. Il Brasile è il luogo dove ho lasciato gli ormeggi dal porto sicuro, ma soffocante e ormai desolato a cui ero attraccato da molto tempo. Ho scelto di affidarmi, di seguire un cammino che forse dentro di me non avevo mai perso di vista. Il Vangelo è stata la mia guida e l'incontro con le persone mi ha permesso di metterlo in pratica e di riviverlo. Dal mio ritorno a Jardim das Oliveiras sento di avere tante responsabilità e questo mi piace. Mi costa fatica, ma mi mette in moto, dà sapore al mio sale. Mi viene alla mente la figura del seminatore. Sto vivendo per seminare qualcosa di buono nella speranza che un giorno possa germogliare e dare frutto. Un seminatore consapevole che probabilmente la maggior parte di questi frutti non sarà lui a raccogliere. Siamo tutti dei seminatori instancabili. Tante volte abbiamo la presunzione di voler tenere tutto il raccolto per noi, ma non è questo che in fondo cerchiamo. Il buon seminatore getta il seme curandosi che il terreno su cui cada sia buono e lo fa con gioia, con il piacere di poter seminare e con la speranza che un giorno la terra potrà dare qualcosa di buono. Siamo tutti anche dei raccoglitori instancabili e spesso i frutti di cui godiamo li riceviamo in eredità. Quante volte, senza nemmeno rendercene conto, abbiamo raccolto ciò che altri hanno seminato anni prima. Questo “raccogliere” e “seminare” fa parte della nostra storia di uomini. Una storia che accomuna popoli, che avvicina le distanze e che ci spinge ad incontrarci. Fabio Antonaci

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