Lettera di Paolo Finardi del 1 dicembre 2015 Stampa
Scritto da paolo finardi   
Lunedì 21 Dicembre 2015 10:42



Senador Canedo, 01.12.2015

Ciao carissimi, da appena più d'un mese che siamo rientrati e sembra già così tanto tempo. E' un effetto (dategli voi il nome più simpatico che riuscite...) al quale tanti viaggiatori si abituano. E' una sensazione curiosa che voglio condividere con voi. Il tempo si curva, si deforma, e sembra che quest'ultimo viaggio nell'amata Italia sia già così perduta nel passato. Eppure è trascorso solo un mesetto. Forse questa sensazione è dovuta all' intensità di vita, di emozioni e di avvenimenti che viviamo tutti i giorni. Dal nostro rientro hanno ucciso 5 giovani, 4 dei quali conosciuti (Fernando, Coi, Nazim, Marquinho) tutti coinvolti nel mondo della droga e della delinquenza, tutti della nostra periferia. Sembra che questa fine d' anno sia nuovamente macchiata di sangue. Qualcuno sospetta (ma è una voce che tutti gli anni si ripete) che la Policia Militar abbia fatto una "lista nera" e che chi compie questi omicidi siano poliziotti in borghese. Sarebbe una realtà tremenda ma che purtroppo non spaventa la gente, anzi: la violenza è così presente nel quotidiano delle nostre famiglie che è facile sentir frasi del tipo "ci vuole un bel ripulisti, speriamo la PM quest'anno faccia una bella pulizia, chi viene arrestato dopo una settimana è già a piede libero... ci deve pensare la Polizia"... E' una posizione molto comune, una risposta semplicistica all'onda di assalti, di furti, di violenza generalizzata. Ma sappiamo che è una posizione oltremodo pericolosa perché è l'inizio della fine, l'inizio dell' abuso di potere autorizzato e, ancor più grave, accetto dalla popolazione. Come cristiani dobbiamo opporci e contrastare un pensiero così violento. Dobbiamo difendere, in ogni luogo e situazione, il valore della giustizia, della conversione e del perdono, anche e soprattutto dove questa logica è una sconosciuta.   Inoltre, per complicare un'altro po' il quadro, ancora a tanti sfugge che la PM dei nostri quartieri, se non tutta sicuramente una buona parte, è connivente col mondo del crimine e ne trae, direttamente ed indirettamente, i propri vantaggi. Guardando questa realtà da un punto di vista più ampio, guardando il Brasile nel suo complesso, non possiamo dimenticare che quest'anno, che si deve ancora chiudere, la PM ha ucciso più di una persona al giorno (le statistiche ufficiali parlano di 454 omicidi, figuriamoci i numeri reali di questo massacro silenzioso!). Ho appena finito di leggere la bolla di istituzione del "Giubileo della Misericordia" ed è, per la nostra realtà, una provocazione immensa e meravigliosa, che per il contesto in cui viviamo acquista una forza ancora maggiore e profonda. La sfida è aperta ed il nostro lavorare coi giovani deve essere sempre più motivato e motivante. Tre anni fa circa, il Brasile viveva un'ondata d'euforia dovuta alla scoperta di enormi giacimenti petroliferi profondi (davanti alla costa di Rio De Janeiro). Petrolio molto caro per gli alti costi d'estrazione. Ma, con ottimismo, si materializzava l' idea che il paese potesse ricavare da questo petrolio immensi vantaggi, non solo economici. Sarebbe stata garantita l' energia necessaria per lo sviluppo industriale di tutto il paese e Dilma aveva promesso di destinare grande parte delle "rolyalty" sul petrolio estratto per l'educazione e la salute, due aree strategiche e dove il Brasile è ancora molto arretrato. Ma non tutto questo ottimismo si stà concretizzando. Negli anni più recenti è scoppiato un grande scandalo svelando schemi di corruzione (che si sta ancora ampliando e coinvolgendo sempre più politici e grandi imprese) e appalti truccati. Un "mani pulite" di dimensioni Brasiliane! La prima grandissima impresa ad essere stata coinvolta, la capostipite, è stata la Petrobras, l'impresa petrolifera di bandiera. Unendo questo fatto alla nuova situazione geo-economica del petrolio: una fase di liberalizzazione della concorrenza, nuove tecnologie di estrazione del petrolio dai cisti (soprattutto negli USA) con relativo aumento di disponibilità di petrolio sul mercato internazionale. Tutto questo ha portato il barile ai valori attuali. Siamo, riassumendo, in una fase di petrolio "economico". Non sappiamo se il Brasile riuscirà ad estrarre il petrolio del pre-sal (che ha alti costi d' estrazione e alte "Royalty") mantenendo un prezzo al barile competitivo coi valori internazionali. Se non ci riuscirà, ed è probabile, sappiamo già cosa succederà. O l'estrazione verrà sospesa o le Royalty verranno ridotte drasticamente. A voi la risposta! Chiudendo il cerchio: nel nostro quartiere siamo rimasti un mese senza la vaccinazione per il tetano!!!!!!! Paolo