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Lettera di Paolo Finardi del 16/06/2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Lunedì 20 Giugno 2011 13:25


 
56 - (16 giugno 2011) - SOS Madre Terra
 
Carissimi,
in questo periodo tutto mi spinge a volervi scrivere una lettera sulla natura, e non saranno poche cose. Ma prendetevi un attimo per leggere, credo ne valga la pena!
 
Il mio caro amico Faust, insieme ad altri dell´Associazione Gestione Corretta Rifiuti, é stato recentemente denunciato con l´accusa di aver organizzato la campagna di boicottaggio di Iren, l'azienda che sta costruendo l'inceneritore e che ne trarrà i maggiori guadagni. Sapeva che quell´azione avrebbe disturbato molto... e cosí é stato. E´arrivata una denuncia personale a Faust, non solo all´associazione. Faust é un ragazzo semplice, tenace, contro l´uso di ogni forma di violenza, con ideali fermi e il sogno grande di poter vivere in un mondo migliore, dove il rispetto dell´uomo e della natura sia piú importante del denaro.
Poi ieri si é verificata una meravigliosa eclisse lunare totale, e qui dal centro Brasile la si é potuta degustare con calma!! Guardare la luna mi porta a pensare, ancora una volta, a questo piccolo ma ancora ospitale pianeta che é Madre Terra. Tutti sanno quanto la natura (flora, fauna, pioggia, ecc.) sia il cuore delle varie culture indigene brasiliane. E credo che questa riflessione sulla difesa della natura, scritta in terra Brasiliana, possa avere una forza ancora piú tagliente.
Tutti sanno quanto l´uomo, e nell´ultimo secolo in modo spropositato, stia distruggendo e degradando la nostra culla. Autodistruzione? Credo di si. Le cose stanno davvero migliorando? Credo di no. Io sono di quella generazione nata e cresciuta (i miei coetanei se lo ricorderanno) tra gare scolastiche al riciclaggio di lattine di alluminio, panda del WWF disegnati sui quaderni, e boicottaggi contro imprese che disboscavano l´Amazzonia per creare pascolo. Sono passati vent´anni e... nonostante il tema ECOLOGIA sia sulla bocca di tutti alcuni dati alla mano ci fanno rabbia. Sempre restando qui (ma credo in Italia le cose non siano molto differenti) sappiamo che l´85% dell´inquinamento atmosferico delle grandi cittá brasiliane é causato dai motori di macchine e camion. Qui non esistono ancora leggi cosí rigide come le nostre (bollini Blu e compagnia) e Goiania é la prima cittá del Brasile col maggior numero di macchine per abitante, circa una macchina ogni 1,7 abitanti. E negli ultimi anni il tasso di crescita delle vendite di veicoli é impressionante, e si stima che nel 2020 ci saranno a Goiania piú macchine che persone. Non consideriamo le moto di piccola cilindrata (125 e 150 cc.), qui usatissime, dove siamo al secondo posto in numero assoluto dopo San Paolo (dati wikimapia).
Guardando al Brasile intero, nei due primi mesi del 2011 sono stati commercializzati 817 mila veicoli. Ovvero il 18% in piú a rispetto dello stesso periodo del 2010 (692 mila veicoli). (dati Fenabrave). Questi semplici dati ci danno l´idea di quello che succede non solo nel Brasile ma in tutti quegli altri Paesi che stanno vivendo una grande crescita economica... e sono Paesi molto popolati (basta pensare alla Cina, all´India, ecc.). E l´equazione é davvero semplice: piú auto = piú inquinamento. E le tecnologie alternative, per mera speculazione economica, ancora non decollano. Finché ci sará una goccia di petrolio... macchine a pistoni e marmitte!!
Qui in Brasile, poi, tocchiamo con mano come l´aumento delle automobili stia creando una distruzione secondaria notevole. Forse non tutti lo sanno ma in Brasile la maggioranza delle auto é venduta con motori FLEX, che accettano di bere sia benzina che alcol (etanolo). Questo etanolo (che in alcune epoche dell´anno conviene rispetto alla benzina) é ottenuto dalla lavorazione della canna da zucchero. Un´alternativa ecologica al petrolio... per scoprirlo leggete qui sotto cosa sta succedendo qui vicino a noi, proprio a pochi chilometri.
Sto cercando di mettere in piedi una denuncia di un crimine ambientale silenzioso e dagli aspetti sconvolgenti. Alcuni giorni fa incontro un mio amico muratore. Mi chiama in disparte, lontano da orecchie curiose, e si sfoga:
“Paolo, sta succedendo un disastro ambientale qui vicino. Nelle fazende ai bordi della mia cittadina natale stanno SEPPELLENDO GLI ALBERI. Durante il giorno le ruspe scavano grandi canali, lunghi centinaia di metri. Durante la notte altre ruspe abbattono gli alberi sradicandoli e buttandoli dentro a questi canali. E lavoratori (uno di questi é un mio amico, lo pagano 600 Reais a notte, quello che un cameriere guadagna in un mese, per intenderci!) li spezzettano con le motoseghe per ridurne il volume. All´alba le ruspe ricoprono il tutto con la terra chiudendo il canale. La settimana successiva, come per magia nera, in tutta l´area deforestata é piantata la canna da zucchero, che tra l´altro impoverisce molto il suolo. Questi qui (i fazendeiros) stanno letteralmente seppellendo gli alberi!! Ed é un campo da calcio ogni notte!! Da mesi che vanno avanti...”
Questo muratore mi chiede aiuto per fare la denuncia, ammette di non sapere come fare ed ha paura di denunciare il crimine ambientale alle persone sbagliate... Questo schema é un modo furbissimo di eludere i controlli e le leggi di tutela ambientale. Il legname tagliato non é messo su strada e quindi sfugge ai controlli della polizia stradale. E non si brucia nulla, eludendo cosí i sensori dei satelliti che in continuazione controllano gli incendi. La parte piú rischiosa, lo sradicamento degli alberi, avviene di notte e comunque lontano da strade e da occhi indiscreti. Un piano malefico che trasforma ogni notte, silenziosamente, 9200mq di Cerrado in canna da zucchero destinata alla produzione d´alcol per le macchine. Etanolo alternativa ecologica alla benzina?  Sto studiando con amici come organizzare la denuncia senza esporsi troppo.
In queste settimane il CODICE FORESTALE brasiliano (un insieme di leggi per regolamentare la relazione uomo-foreste, quindi racchiude in se tutte le norme per limitare il disboscamento) é sulle pagine di tutti i giornali. Alcuni politici (il coordinatore del progetto di legge é Aldo Rebelo del PartitoComunista doB-SP) hanno creato un nuovo Codice Forestale per sostituire quello vecchio, ormai “superato”, approvato negli anni sessanta. Quale migliore occasione per una svolta netta e precisa verso una tutela della natura piú effettiva e decisa? E invece no, tutto al contrario! Il nuovo Codice Forestale (C.F.) strizza l´occhio ai grandi latifondisti (consideriamo che la maggioranza dei senatori e dei politici in genere sono legati ai grandi fazendeiros) permettendogli di disboscare aree maggiori, prima considerate protette. Per esempio il vecchio C.F. imponeva un´area di protezione sulle sponde dei fiumi di 33 m, il nuovo C.F. la riduce a soli 7. Non voglio entrare nei dettagli (i piú curiosi di voi troveranno in internet  tutto il necessario) ma se il nuovo C.F. fosse approvato cosí com´é sarebbe un disastro ecologico legalizzato. La nuova legge é giá stata approvata nella Camera dei Deputati ed é presentata al Senato Federale. Se passerà al Senato Federale solo la presidente Dilma potrà porre il veto. Per fortuna Dilma ha chiesto 6 mesi di analisi della legge per poter apportare alcune modifiche. Questo anche grazie al lavoro di denuncia e coscientizzazione che tante ONG “verdi” (dal WWF a GreenPeace) stanno portando avanti. La Chiesa Cattolica sta cominciando a lanciare una grande campagna di raccolta firme in tutte le parrocchie del Brasile, circa 12.000. La speranza é di ottenere una manipolazione del nuovo C.F. per renderlo meno tollerante al disboscamento. Forse saranno piccoli ritocchi ad una struttura di legge che ancora una volta mette il lucro e la logica della super-produzione al primo posto, considerando la protezione della natura argomento non prioritario.
 
Non ci resta che opporci a queste logiche, qui in Brasile e li in Italia. Nel nostro abituale stile di vita pensare strategie per inquinare meno e preservare di piú. A volte sono comportamenti semplici, altre volte ci chiedono un sacrificio significativo, ma ormai necessario.
Non stiamocene zitti e con le mani in mano, costi quel che costi, quando percepiamo che il denaro brucia e distrugge la nostra Madre Terra.
Il silenzio di troppi fu il piú grave peccato durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi siamo cambiati?
 
Vi abbraccio fortissimo
 
Paolo 
 
 
 
Qui sotto alcuni link per chi volesse approfondire l´argomento Nuovo Codice Forestale:  
 
http://www.jb.com.br/pais/noticias/2011/06/17/igreja-catolica-anuncia-que-vai-colher-assinaturas-contra-novo-codigo-florestal/
 
http://www.wwf.org.br/informacoes/bliblioteca/?27443/Codigo-Florestal-Entenda-o-que-esta-em-jogo-com-a-reforma-de-nossa-legislacao-ambiental
 
http://www.sosflorestas.com.br/
 


 

 
Lettera di Paolo Finardi del 06/06/2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Martedì 07 Giugno 2011 16:39

55 - (6 giugno 2011) - Rosangela
Carissimi,
oggi lascio spazio ad un piccolo racconto di André, il giovane ragazzo che giá da qualche mese ci sta accompagnando. Scrive di Rosangela, una giovane mamma che conosciamo molto bene, esempio di semplicitá e umiltá, che nonostante le grandi difficoltá che quotidianamente affronta, non vuole perdere il sorriso. 
Paolo

Mi chiamo Andrea e questa volta non sará Paolo a scrivervi la consueta mail dal Brasile ma il sottoscritto.
Ho avuto l’opportunitá di venire a Senador Canedo visto che i miei genitori somo amici di vecchia data di Don Corrado. Sono arrivato qua circa tre mesi fa per passarvi un po’ di tempo, per conoscere questa realtá e per dare il mio piccolo aiuto, dovrei tornare in Italia fra qualche settimana. Come Paolo vi ha giá scritto in una lettera precedente sto dando alcune lezioni di inglese per i ragazzi del quartiere, inoltre quando posso vado a visitare insieme a Paolo o a Don Corrado alcune delle famiglie del progetto di adozione a distanza. É una esperienza molto positiva, soprattutto per la forza che spinge molte di queste famiglie a compiere sacrifici che, sinceramente, pensavo quasi inimmaginabili, ma, allo stesso tempo, a non perdere mai il sorriso. Molti di voi probabilmente hanno giá avuto l’opportunitá di vivere e conoscere situazioni del genere con il gruppo mission o in altre occasioni, ma penso sia sempre bene ricordarne alcune, perché io stesso continuo a stupirmi ogni volta.
Oggi vi voglio raccontare la storia della Rosangela, la mamma di un bambino del progetto di Adozione a Distanza (Vitor Samuel). Paolo ha cominciato a parlarmene presentandomela come una bella e giovane ragazza...  ammetto che la sua situazione mi ha colpito in modo particolare.  Siamo andati a trovarla dove abita, nel quartiere piú povero fra quelli in cui opera il progetto. Il “morro”, la collina, é il nome dato a questo gruppo di case costruite appunto sui fianchi piú o meno scoscesi di una collina; alcune di queste sono state abbattutte dal municipio perché erano a pericolo di frana. Come dicevo comunque é molto povero, le strade non sono ancora asfaltate, le case sono costruite spesso in modo molto precario e la criminalitá é presente in maniera maggiore rispetto alla media. Insomma é ció che di piú simile ci sia qua alle famose favelas brasiliane. Seguendo una stradina malandata, piccola e ripida, si arriva a quella che per me é sicuramente la casa peggiore che abbia visto finora: una piccola baracca costruita con assi di legno che potrebbe essere abbattuta con un calcio, volendo. Qui vive la Rosangela , senza nessuno altro membro della famiglia, (ha solamente una zia, con cui non é in buoni rapporti) se non con i suoi due bambini, Vitor e Isabely, avuti da due uomini diversi che non li hanno riconosciuti come figli e che non aiutano minimamente con le spese. La cosa che piú stupisce dell’abitazione peró é l’interno, piccollissimo ma ordinato e pulito, cosa molto rara qui in periferia anche in famiglie meno povere, dove c’é qualcuno che lavora e ci sono delle entrate sicure. La Rosangela , infatti, non avendo un compagno e dovendo badare ai bambini é costretta a rimanere a casa. Iniziando a parlare abbiamo scoperto che oltre ad avere bisogno di varie cose per i bambini, cibo, pannolini, medicine, appena a una decina di metri dalla casa, fra gli alberi c’é uno dei ritrovi abituali di tossicodipendenti del quartiere e, per questo, i rumori e la paura sono dei freni efficaci contro il sonno di notte, perché chiunque potrebbe entrare in una casa cosí e nel migliore dei casi fermarsi a rubare il frigo o la bombola del gas, il poco che c’é di (poco) valore. Cercando in qualche modo di dare un piccolo aiuto abbiamo scoperto che il procedimento per fare riconoscere Vitor dal padre é completamente bloccato perché lei non ha abbastanza soldi per prendere l’autobus per andare in tribunale. Essendoci quindi incontrati di nuovo, per andare in macchina, per cercare di risolvere questa questione, di ritorno siamo passati da un supermercato per comprarle qualcosa di cui aveva bisogno e, lasciandole libera scelta, ha preso solamente dei pannolini per la piccola. Siamo dovuti essere noi a prenderle da mangiare perché, anche se lei aveva pochissimo cibo in casa, non voleva approffittare troppo del nostro aiuto. 
Spero di avervi interessato e di avervi fatto arrivare alla fine di questa mail!
Tanti saluti e um grande abraço!
Andrea

 

 
Lettera di Paolo Finardi del 05.05.2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Giovedì 12 Maggio 2011 11:44

54 - (5 maggio 2011) - Progetto Adozioni a Distanza

Ciao carissimi,
oggi vi scrivo tre storie relative ai ragazzini delle famiglie che accompagnamo col progetto di Adozione a Distanza con la Caritas Children´s di Parma. È uno dei progetti piú grandi e impegnativi che portiamo avanti ormai da una manciata d´anni. Mi rendo conto che per l´importanza del progetto ne scrivo poco, e quindi oggi voglio raccontarvi questa bella realtá. Sono circa 200 bambini e ragazzini della nostra periferia che hanno trovato un padrino in Italia. Noi (io, Don Corrado e Maria) funzioniamo quasi come assistenti sociali, mantenendo un contatto costante con le famiglie e cercando di capire, caso per caso, come intervenire. Ci sentiamo un ponte tra realtá diverse... il legame Italia-Brasil é forte e questo progetto lo mantiene vivace e ricco di salute. Se qualcuno volesse informazioni addizionali sul progetto... é solo scrivere! E se qualcuno poi volesse condividere con queste famiglie un po´ della propria attenzione e volesse responsabilizzarsi con qualche ragazzino di qua... le porte sono aperte!! Ma attenzione, che non sia un modo economico di lavarsi la coscenza ma che sia un atto di sincera co-responsabilitá. Che non sia un atto isolato ma contestualizzato in uno stile di vita altruista. Solo cosí il progetto di Adozione a Distanza vive il suo piú vero significato, aiutando a migliorare la vita sia di chi aiuta sia di chi é aiutato.
Ecco allora qualche storia:    
Liliam (14 anni) é timida e non si “apre” facilmente. Cosí dopo piú di un mese scopriamo che non vive piú con la mamma ma con la nonna. E´una storia un po´complessa che stiamo cercando di verificare. La versione dei fatti della Liliam (e credo che sia la versione reale) discorda totalmente con quella della mamma. Sembra che Liliane, la mamma, stesse portando dentro di casa ragazze e uomini coinvolti nell´alcol e droghe, forse addirittura un piccolo giro di prostituzione. Questo ha creato rivolta e disappunto nella Liliam, rendendola piú critica e ribelle nei confronti della mamma. Dobbiamo anche considerare che varie volte, in questi anni, siamo stati avvisati che la mamma Liliane maltratta Liliam e fratellini. Una sera Liliane sarebbe arrivata a casa ubriaca e per futili motivi avrebbe fisicamente e verbalmente aggredito la Liliam, buttandola letteralmente fuori casa. Avrebbe addirittura cercato di bruciare tutte le sue cose. La nonna materna, Ordalia, accoglie in casa la Liliam e manda via la Liliane come ripicca (stava abitando de favor, cioé senza pagare, in una casetta nel fondo del lotto di Ordalia). Ordalia vuole molto bene alla Liliam e dice che non la lascierá piú ritornare con la mamma Liliane perché non é un buon esempio. Daltronde Liliam non ha nessuna intenzione, nonostante stia davvero soffrendo molto per questo abbandono, di ritornare con la mamma.
Jefferson é un bambino intelligente. Ha un carattere un po’ difficile e il suo nervosismo lo porta a volte ad essere aggressivo. É praticamente cresciuto senza padre, che é stato arrestato quando il bimbo aveva solo un anno. La madre Luzeni era all’epoca incinta di quattro mesi di Jessica Vitória, sorellina di Jefferson. Per questo motivo la situazione economica é molto difficile. Luzeni, nonostante seri problemi di salute, lavora in casa come sarta e cosí lotta per portare avanti la sua famiglia. Il padre di Jefferson esce di prigione a fine 2008 (libertá provvisoria domiciliare) e rientra in famiglia. Inizia a conoscere i suoi figli (si é fatto 5 anni per omicidio). In questo periodo riprende a studiare alle serali (primo anno delle superiori). 
Nasce, in modo piuttosto drammatico, la sorellina JIULYANNA CRISTINA. Mentre era in ospedale a partorire, alla madre é stata fatta un´iniezione per favorire la dilatazione. Verso le 2 di notte si é sentita poco bene, ma il medico ha detto che non era niente. Verso le 3 é andata in bagno ed é nata la piccolina senza nessuna assistenza. Il padre si é abituato a fare il casalingo (e forse non ha una gran voglia di lavorare). Fino al 2012 sará in libertá condizionale. Con l´aiuto dei padrini abbiamo comprato due materassi e un armadio per i bambini. Qualche mese fa accade un episodio gravissimo. Cesar cerca di uccidere la moglie Luzeni a coltellate. Per fortuna i vicini chiamano la polizia e viene arrestato in flagrante. Cesar é sempre stato un uomo violento e scopriamo che anche dentro di casa picchiava moglie e bambini. Ha tutte le caratteristiche dello squilibrato... dalla prigione manda ogni giorno una lettera per la moglie implorando perdono mescolando promesse di amore a promesse di vendetta, disegnado angioletti tristi.
Sara, 15 anni, é figlia di Marcia.  A 19-20 anni, Marcia ha avuto una relazione durata 8-9 mesi con un certo Carlos. Dopo un litigio, si sono lasciati e lui é sparito. Dopo poco, Marcia ha scoperto di essere incinta di Sara. Di Carlos sapeva solo il nome della cittadina dove lui diceva di abitare. Probabilmente lui non sa di essere padre di Sara. È stata promossa e frequenta il 9º anno in una scuola pubblica molto valida in Goiania (Liceo di Goiania, gruppo vespertino). É stata una scelta di Sara, consapevole che il livello di insegnamento delle scuole qui in periferia é molto basso. Vuole fare l´universitá e quindi, giá da adesso, sta cercando di prepararsi per bene. Continua ad essere una ragazzina “modello”: affetuosa, obbediente, responsabile, con volgia di studiare, sincera... la mamma dice che é davvero un ottima figlia. Grazie a una donazione dall’Italia, ha ricevuto una chitarra nuova e ora puó esercitarsi anche in casa (ma, siccome si vergogna, non lo fa quasi mai...). Ha semsso di partecipare alle lezioni di chitarra perché sono concomitanti alla scuola. Le piace guardare la TV e ascoltare musica. Di salute sta bene, nessun problema rilevante. La piccola Geovana K., sua sorellina, ha quasi tre anni e continua a crescere bene, senza problemi. Non va all´asilo (non ci sono posti) ma in casa sempre c´é qualcuno per tenerla d´occhio: la Sara alla mattina e una zia al pomeriggio. Marcia, la mamma, ha finalmente cominciato (un mese fa) a lavorare in un piccolo negozio di vestiti qui vicino, le piace e spera di poter continuare. Non lavora a libretto e riceve un salario minimo. È molto contenta di poter lavorare.
 
Queste sono tre piccole storie, molto diverse tra di loro ma che possono aiutarvi a intuire la realtá di qui. La seconda storia, quella di Jefferson, é un caso estremo, ma che vi da un´idea della violenza che impregna la societá delle periferie brasiliane.

Vi abbraccio fortissimo
Paolo

ps: potete anche vedere il sito della Caritas Children
 http://www.caritaschildren.it/

 

 
Lettera di Paolo Finardi del 30 marzo 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Lunedì 04 Aprile 2011 12:04

53 - (30 marzo 2011) - Talita, nuova fase
 
Ciao carissimi,
oggi vi scriverò una mail più breve del solito, sperando di fare cosa gradita!
La novità principale é che Talita, la ragazza (oggi maggiorenne) di cui vi ho più e più volte parlato e che diversi di vi hanno accompagnato (corso di pittura e poi corso professionalizzante), é uscita dalla struttura che la stava accogliendo, la Talita Kum. Dopo diversi mesi di stress accumulato, soprattutto per tensioni e incomprensioni con la suora direttrice della casa famiglia, ha scelto di andarsene. Scelta che ha lasciato un po´ tutti con l´amaro in bocca. Ma la scelta di Talita, davvero un po´ troppo cocciuta, é stata irremovibile. La voglia di libertà, la voglia di un relazionamento amoroso senza controlli altrui, il desiderio di una vita con se e per se... tutti componenti che hanno avuto un ruolo. Pochi giorni prima che se ne andasse ero stato a trovarla e avevamo fatto una bella chiacchierata. Ormai aveva deciso e non c´é stato nulla da fare. La preoccupazione principale: "dove andrai?". La mia paura di un ritorno alla "rua" é per fortuna durata poco. Talita ha snocciolato con una apparente sicurezza che sarebbe andata a casa di un´amica (Camila, ex ospite della casa famiglia). L´alternativa, il famoso piano B, se le cose non avessero funzionato... Mato Grosso, a casa di un amico conosciuto anni prima (ma di cui non ha più telefono o altri contatti, solo indirizzo... quindi sarebbe arrivata lá a muso duro, di sorpresa!). Ovviamente il piano B non era una via d´uscita plausibile... ma sempre meglio del piano C... inesistente! Insomma, una gran voglia di andarsene dalla Talitha Kum ma senza le idee chiare sul futuro. Irmá Ana é molto preoccupata, io sono un po´ più fiducioso. Il problema é che Talita non ha una rete di parenti o amicizie che in una situazione così possano aiutare. Poi, nota dolente, la separazione da Tallis... ha firmato un affido temporaneo a favore di una zia del papà del bambino, che in realtà é una signora premurosa che si é sempre data da fare per Talita. Quindi mamma e figlio sono attualmente separati. Forse riusciranno a vedersi nei fine settimana. Sono in contatto con Talita ed un giorno, col mio fedele scudiero André, la siamo andati a trovare. Non abita lontano da noi, solo 20 min di scooter. Abbiamo portato un gelato e chiacchierato molto. Abbiamo trovato in casa Talita, la Camila e il suo moroso. Un cicciottello di poche parole, un po´ schivo. Il clima era sereno, allegro. Abbiamo scherzato e riso insieme. Talita é stata ben accolta nella nuova casa anche se non ha ancora trovato un lavoro, e quindi vive sulle spalle degli altri. Sta cercando e troverà. Nella casa, in affitto, abitano altre due ragazze che non abbiamo conosciuto. Sembra che lavorino e che stiano aiutando. Insomma, Talita é finita in una piccola confraternita (stile casa degli studenti, per intenderci) con ancora contorni non ben definiti. Irmá Ana sospetta che possa esserci dietro un giro di prostituzione, e che l´uomo di casa non sia solo il moroso della Camila ma anche il "pappone" delle altre ragazze. Io non ho avuto questa sensazione, ma cercheremo di approfondire. La situazione resta comunque molto delicata, anche per il temperamento un po´ sgruso di Talita: in un contesto cosí uno screzio o una litigata e... "La porta é quella!!"
Quindi, ancora una volta, vi chiedo si ricordare nelle vostre preghiere Talita e Tallis.
Già vi saluto, ma vi terrò aggiornati degli sviluppi.
Un abbraccio
Paolo

ps: la benzina e l´etanolo non sono mai stati così cari negli ultimi 4 anni (ma non sono riflessi della Libia... sembra che l´aumento dell´etanolo abbia spinto la benzina al rincaro); e anche la carne: su alcuni generi basici l´inflazione é al galoppo!!
ps2: copio qui sotto l´ultima mail di Padre Corrado, con spunti di riflessione quaresimale molto pungenti... a presto!!!

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Goiânia, dia 22 de março de 2011.
 Prego Dio che mi permetta, prima di morire, di alzare la mia voce un´ultima volta, come un suono di tromba, per richiamare quelli che guadagnano e tengono per loro quello che potrebbero dare a chi non ha. Sono fondamentalmente loro che offendono lo Spirito Santo di Dio e sono responsabili in grande misura se la grazia non scende nelle nostre assemblee. Molti fratelli nostri, amati da Dio, non hanno da mangiare, non hanno da vestirsi, non hanno dove reclinare il capo.
John Wesley
 
Non so chi fosse questo John Wesley, ma probabilmente non aveva molti amici... e, quelli che lo incrociavano per la strada, devono aver cercato di schivarlo, per evitare che li prendesse per il bavero, dicendo: “Tu che guadagni, tu sei responsabile!”.
Carissime e carissimi,
quaresima é tempo di conversione. Qualche frase che possa far riflettere e scuotere un po´, non puó fare che bene.
 
Domenica scorsa abbiamo vissuto un momento di grande grazia e gioia: un seminarista della nostra parrocchia, Nelson, ormai sui 35 anni, entrato in Seminario 6 anni fa, é stato ordinato diacono. E, se Deus quiser, l´anno prossimo sará ordinato prete. L´ordinazione é avvenuta qui a Jardim das Oliveiras, a cui é seguito il pranzo comunitario. C´é stato parecchio lavoro ma la soddisfazione é stata grande.
 
A fine febbraio é arrivato Andrea di Parma, 20 anni compiuti qui domenica l´altra. Si fermerá 4 mesi. Ha giá iniziato alcuni corsi gratuiti di inglese e speriamo di poter iniziare presto anche dei corsi di informatica.
 
Come sapete, durante la quaresima in tutto il Brasile la Chiesa lavora su un tema, cercando di coinvolgere anche la societá a tutti i livelli. Il tema di quest´anno é: Fraternitá e vita sul pianeta. Lo slogan: La creazione soffre le doglie del parto. Si vuole cercare di riflettere e di stimolare nuovi comportamenti sui temi dell´ambiente (inquinamento, deforestazione, uso dell´acqua, ecc.). Il Brasile ha oggi una responsabilitá storica: difendere l´Amazzonia per difendere la vita sulla terra.
 
Sabato notte, in uno dei miei quartieri, un uomo di 42 anni é stato ucciso con una coltellata dal figlio 25enne di una sua compagna, che anche lui aveva allevato. Questo figlio é caduto nel crack, era uscito di casa e per una banale discussione... Il crack continua a mietere vittime.
 
Tra gli ultimi entrati nel progetto adozioni a distanza ci sono:
Victor Eduardo, 3 anni, appena arrivato con la madre e i due fratelli dal Maranhão. La madre é 3 volte ragazza madre!
Carlos Daniel, neanche un anno. La madre é due volte ragazza madre!
Adelón, 10 anni. Ha 6 fratelli e una sorellina di 3 anni. Sono arrivati da non molto dal Tocantins.
Ana Rafaela, 3 mesi, che ha due sorelline gemelle di 2 anni.
Marcela, 9 anni, che ha 6 fratelli e il padre muratore.
Adrielly, 9 anni, nata il giorno 12, che ha una sorella di 10 anni nata il giorno 12 e un fratellino di 5 anni nato il giorno 12!
Grazie a chi li adotterá a distanza.
 
 
Per concludere, vi lascio in compagnia col nostro amico John Wesley.
Um forte abraço e buona quaresima..
Corrado
 
Non é terribile per una persona, dopo aver lavorato duramente per tutta la giornata, tornare a un tetto povero, freddo, sporco e scomodo, e trovare che non c´é sufficiente cibo per ricuperare le energie spese? Voi che vivete comodamente in questa terra, che non avete bisogno che di occhi per vedere, orecchi per ascoltare e cuori per comprendere tutto il bene che Dio vi ha dato, vi pare che ci possa essere qualcosa di peggiore che andare alla ricerca di cibo, giorno dopo giorno, senza trovarlo, e magari dovendo consolare cinque o sei bambini che piangono chiedendo quello che i genitori non hanno la possibilitá di dare?
John Wesley
 

 

 
Lettera di Paolo Finardi dell'11 marzo 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo finardi   
Giovedì 17 Marzo 2011 10:38

ciao carissimi,
ormai la quaresima é cominciata, lasciandosi alle spalle il carnevale. Ora ci prepariamo a vivere di nuovo il grande mistero della morte e resurrezione di Gesú. E inevitabilmente penso alle tante situazioni di morte e dolore che incontriamo tutti i giorni. Tante volte la resurrezione sembra ritardare un po´ piú dei tre giorni di Gesú... e a volte diventa addirittura difficile immaginare cosa per alcune persone e famiglie possa voler dire resurrezione. La grande sfida, oggi, credo sia non perdere la speranza e continuare a credere in questa nuova vita per i tanti crocefissi che il Signore ci fa incontrare. Anche quando tutto lascia intuire che la morte continuerá ad essere morte. Forse questa é davvero la grande sfida non solo nostra, come missionari, ma anche di tutti i cristiani. Ma sempre con la gioia nel cuore, che tanto i piani di Dio sono per davvero tante volte troppo diversi dai nostri. E allora non dobbiamo solo cercare questa resurrezione secondo i nostri criteri e i nostri desideri, ma accettare e accogliere anche resurrezioni "inattese", che tante volte perdiamo di vista proprio perché inaspettate. 
Dall´ultima lettera che vi ho scritto sono successe, come al solito, diverse cose.
Vi voglio subito dire che é venuto a trovarmi, per pochi giorni ma che sono stati intensi e saporiti, il grande Brizio. Molti della mia parrocchia lo ricorderanno, i piú giovani no. Eravamo amici di gioventù, prima adolescenza, poi per vari motivi ci eravamo persi di vista. Ognuno seguendo le sue intuizioni e vivendo esperienze molto diverse. Dopo piú di dieci anni che non lo vedevo e non lo sentivo me lo sono trovato qui. Spettacolo. Questa vita é magnifica!! Era venuto in Brasile per incontrare un suo grande amico, legato al gruppo dei Boys 77 Parma: il Giampi. Si, proprio lui, il ragazzo che ci ha accolti varie volte in Mato Grosso, Poxoreu. E quindi é riuscito a farsi 12 ore di corriera (qui ricordo che non esistono i treni e il trasporto passeggeri "su gomma" é molto sviluppato) per venire ad abbracciarmi. Giorni di analisi della realtá, di introspezione, di politica italiana (lui é un po´ di sinistra ma mi sembra che Berlusconi ne stia facendo di tutte per non farsi ben volere!!), di sogni giovanili e concretezza di adulti. Bello, troppo!
Sempre parlando di visite abbiamo da poco, qui da noi, un certo Andrea... ribattezzato subito André. Ha quasi 20 anni e ci dará una mano per i prossimi 4 mesi. Oggi il primo incontro con una quindicina di ragazzi delle medie-superiori per cominciare un corso intensivo di inglese. Ancora una volta mi rendo conto che la scuola pubblica della nostra periferia non vale nulla! Ragazzini che da 4 anni o piú studiano inglese e non sanno come si dica scuola, casa, tavolo, domani... una pena! André avrá da rimboccarsi le maniche!!
Le attivitá continuano senza pausa. Sono ricominciati i progetti di rinforzo scolastico. Sempre una nuova sfida che si ripete. Le educatrici che abbiamo, brave e impegnate, purtroppo solo raramente riescono a proporre ai ragazzi un modo educativo diverso da quello che la scuola offre. Quindi si rischia di ripetere le stesse dinamiche che i ragazzini giá vivono forzatamente nella scuola. Ricominceranno quindi le riunioni di verifica e auto-formazione delle educatrici, cercando sempre di migliorare. Un giorno vi racconteró meglio le varie iniziative che stiamo portando avanti rivolte agli adolescenti e giovani dei nostri quartieri. Sono aspetti quotidiani ma sui quali forse non mi soffermo molto.
Nel carcere minorile ho rincontrato, credo dopo un anno, Wesley. Ragazzone (piú alto di me!) di 17 anni. Mi saluta, sorride... gli chiedo se avesse avuto nostalgia del carcere per volerci tornare a tutti i costi. Comincia a chiacchierare, con molta ironia e voglia di mostrarsi grande... é stato arrestato e condannato (6 mesi) per lo stesso reato che lo aveva portato a conoscerci l´anno passato. Furto d´auto qualificato. E´ coinvolto in una banda, tutti maggiorenni tranne lui, che ruba macchine di lusso, clona targhe e documenti, e le rivende in Bolivia e Paraguay. La parte di questo sistema criminoso piú pericolosa é ovviamente la sua, e non per caso é il minorenne che se ne occupa. Il furto é in realtá un assalto. Quando il proprietario sta per entrare in macchina arriva Wesley, armato, e sotto minaccia si impadronisce della macchina. Nello specifico una FORD FUSION. Mezzora di fuga fino all´officina dove con un´apparecchiatura elettronica di punta si neutralizza l´antifurto satellitare. La macchina non puó essere piú trovata ed il gioco é fatto. Lui é stato intercettato dalla polizia poco prima che arrivasse nell´officina. Ma anche se non desiderata é una eventualitá prevista. E´ minorenne e tra sei mesi sará libero...
Note personali: in casa abbiamo messo il telefono fisso e il fuso orario adesso é di 4 ore, diventeranno 5 quando voi cambierete ora! Chi fosse intenzionato a telefonare mi mandi un´e-mail, per concordare ora e giorno. Purtroppo tanti di voi chiedono la possibilitá di comunicare via sky-p... purtroppo il pc che ho in casa e´ davvero un residuo d´officina (ma "a caval donato non si guarda in bocca!!!" grazieeeeeee Nepal) e non posso installare nulla (ho addirittura dovuto disinstallare OFFICE) ma almeno mi permette di mandare le mail.
La Leide sta bene e sta facendo un corso per diventare parrucchiera (6 mesi tutti i giorni). Torna a casa alle 23.30 circa e ormai ci siamo abituati a mangiare tardi. Questi brasiliani sanno per davvero cosa sia lo spirito del sacrificio!! Nei prossimi mesi verranno qui, come al soito, vari italiani... ecco, non tagliatevi i capelli prima della partenza... la Leide deve fare un po´ di pratica!!! Chi vuole essere la prima ?

Vi abbraccio fortissimo
Paolo

ps: il carnevale qui in Goias, come nella maggior parte del Brasile, passa in sordina... una scusa come un´ altra per fare un po´ di vacanza e festa, nulla di piú. Per assurdo che sembri credo che in realtá il carnevale sia piú sentito nella nostra Parma che qui (dove neanche nelle scuole sono state fatte le mascherine tipiche!). In Bahia, Manaus, Rio... é differente! Lá il carnevale é il centro dell´anno. E la cosa interessante é che sono carnevali molto diversi gli uni dagli altri...

ps2: qualcuno ha una FUSION da prestare cinque minuti a Wesley ?


 

 
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