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Parrocchia Maria Immacolata
Comunicato della Diocesi di Parma del 28 febbraio 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da il segretario   

COMUNICATO DELLA DIOCESI DI PARMA DEL 28.02.2020

Facendo seguito all'ordinanza del Ministero della Salute di intesa con il presidente della Regione Emilia Romagna, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-2019 e ai relativi chiarimenti applicativi, in comunione con i vescovi della Conferenza episcopale dell'Emilia Romagna in tutte le attività di loro specifica competenza, ad ogni livello e in ogni ambito della vita ecclesiale, con gli uffici preposti della Regione e delle Prefetture, adottano le seguenti disposizioni:


1. "Ci si attenga sempre a criteri di prudenza, evitando concentrazione di persone in spazi ristretti e per lungo tempo, sia in riferimento alle attività parrocchiali che diocesane. Le chiese rimangono aperte al culto e alla preghiera individuale.

2. Data la circostanza, è sospeso il precetto festivo (Can 1248 §2). Tuttavia, è consentita la celebrazione delle S. Messe festive, evitando processioni e assembramenti di persone al temine della celebrazione a condizione che venga ottemperato íl n. 1. Coloro che per motivi di salute non si sentissero di partecipare alla celebrazione, preghino nelle loro case."

Pertanto nella Diocesi di Parma - in deroga a quanto indicato nella precedente comunicazionedomenica 1 marzo, a partire dalle celebrazioni "prefestive", 1° domenica di Quaresima, è possibile celebrare le Sante Messe con il popolo attenendosi alle disposizioni già date: le acquasantiere rimangano vuote; si eviti lo scambio della Pace; la Comunione sia devotamente ricevuta solo sulla mano, si mantenga, laddove gli spazi siano piccoli, una congrua distanza tra le persone. Secondo le opportunità pastorali, è possibile compiere il rito della imposizione delle ceneri dopo la liturgia della parola. Le persone che non si sentono bene o riconoscono di avere motivi ragionevoli per non partecipare all'Eucaristia domenicale, preghino, come ampliamente suggerito, da casa. Si chiede ai Presbiteri Moderatori di confrontarsi con i presbiteri nelle Nuove Parrocchie per valutare prudentemente l'attuazione di questa ultima comunicazione. Per il resto rimangono in vigore le precedenti disposizioni. All'inizio della prossima settimana anche a seguito del previsto incontro della Conferenza Episcopale dell'Emilia Romagna, saranno diramate ulteriori indicazioni. Possiamo però già comunicare che il catechismo riprenderà alla riapertura delle scuole. 
" Salus nostra in manu tua" così invochiamo Maria Madre del Signore e a Lei ci affidiamo in una preghiera fidente e filiale noi stessi e la nostra terra.

Don Luigi Valentini - Vicario Generale

 
Comunicato della Diocesi di Parma PDF Stampa E-mail
Scritto da il segretario   

Comunicato alla Diocesi di Parma

24 febbraio 2020

Facendo seguito all’Ordinanza del Ministero della Salute di intesa con il Presidente della Regione Emilia Romagna, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, la nostra Diocesi in tutte le attività di sua specifica competenza, ad ogni livello e in ogni ambito della vita ecclesiale, in contatto con gli uffici preposti della Regione e della Prefettura, adotta le seguenti disposizioni:

1.Ci si attenga sempre a criteri di prudenza, evitando in ogni modo concentrazione di persone in spazi ristretti e per lungo tempo. Le Chiese rimangono aperte al culto e alla sola preghiera individuale.

2.Fino a nuova disposizione dunque sono sospese le S. Messe festive fino al 1° Marzo compreso: la Santa Messa del Mercoledì delle Ceneri e quella della Prima Domenica di Quaresima (sia festive che prefestive). Si è dispensati dal precetto festivo. È cosa molto buona assistere alla Santa Messa attraverso le emittenti televisive. Il Mercoledì delle Ceneri sarà possibile seguire la S. Messa celebrata in forma privata dal vescovo Enrico alle ore 20.30 e trasmessa dall’emittente televisiva “Giovanni Paolo TV”. Sarà possibile seguirla sintonizzandosi sui canali 93 o 665.


3.Sarà disponibile sul sito diocesano un sussidio di preghiera che aiuterà a ricordare nelle case l’inizio della Quaresima e a dedicare un congruo tempo alla preghiera in famiglia, riscoprendo il valore della casa come Chiesa Domestica, comunità di preghiera e di trasmissione della fede. Preghiamo in particolare per tutti i malati, specialmente per quelli colpiti dal Coronavirus, per il personale sanitario e per tutti coloro che si stanno adoperando per far fronte a questa emergenza.


4.Le S. Messe feriali, se partecipate da pochi fedeli, si possono celebrare in spazi ampi (dunque non nelle cappelle feriali).

5.Sono sospese le veglie funebri. Per quanto riguarda le esequie, è auspicabile che la presenza sia limitata ai soli familiari, rimandandone una celebrazione più partecipata al trigesimo (o altra data “praticabile”).Si suggerisce inoltre la possibilità di limitarsi al rito delle esequie nella forma più breve.

6.Nelle S. Messe non si scambi il segno di pace e la Santa Comunione si riceva sulla mano, e non in bocca.

7.Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.

8.Le benedizioni Pasquali sono sospese fino al 1° Marzo compreso.


9.Per questa settimana – come già segnalato - sono sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni altro genere di aggregazione.

10. I Centri d’ascolto della Caritas diocesana e parrocchiale continuano il loro servizio soltanto previo accordo telefonico e fissando colloqui strettamente necessari. È indispensabile igienizzare le mani e usare da parte dell’operatore guanti monouso.

11.Le eventuali (solo se necessarie) distribuzioni alimentari avvengano per singolo appuntamento, mentre sono sospese le distribuzioni di vestiti.


12.Le mense della Caritas e di Padre Lino si sono organizzate per la fornitura di pasti in porzioni singole e “d’asporto”.

 

La situazione è in continua evoluzione e pertanto ci si riserva di diramare al bisogno nuove disposizioni.

 

Per informazioni:

  • 0521 282319 Segreteria Vescovile (sempre reperibile)

  • sito diocesano - www.diocesi.parma.it

 

Sentiamo la vicinanza premurosa di Gesù medico buono degli uomini del quale sperimentiamo la solidarietà e la protezione e affidiamo alla intercessione della Madonna noi e tutti i suoi figli.

Don Luigi Valentini

Vicario Generale

Parma Lunedi 24 Febbraio 2020

 
Avvisi parrocchiali PDF Stampa E-mail
Scritto da don francesco   

Avvisi in parrocchia

Orario  S.te Messe 2019-2020

sabato e vigilia di feste: San Luca, ore 16; - Immacolata, ore 18.

domenica e feste : San Luca, ore 9 – Immacolata, ore 10,30. 18,00

giorni feriali: Maria Immacolata, ore 18,30

 

 

 

Comunicazione del Consiglio Affari Economici

Parrocchia Maria Immacolata

 

Raccolta straordinaria di offerte

 

per:

impianto di condizionamento nella Chiesa Parrocchiale- giugno 2018 totale € 30.088,00

mutuo decennale 2013-2023

lavori di  adeguamento alle norme di sicurezza nelle  Case di Sasso totale € 11.082,00 (già eseguiti)

ulteriori lavori di adeguamento alle norme di sicurezza nelle Case di Sasso da eseguire

Si fa appello alle generosità dei parrocchiani

Grazie

Il Consiglio Affari Economici

Altre Forme di contribuzione: -

  1. Offerte in parrocchia

  2. Versamenti con bonifico bancario: intestato a: Parrocchia Maria  Immacolata:

    • IBAN: IT07W0623012783000035243072

  3. Donazioni libere

  4. Prestiti, senza interessi

 

 

 
Sfide educative per genitori di figli 2.0 secondo incontro PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Arneodo   

Nel mese di marzo si è svolto presso il salone dell’oratorio di Maria Immacolata, che ha registrato il “tutto esaurito”, una interessante incontro tenuto dal nostro parrocchiano dott. Alessandro Volta pediatra, direttore del Programma materno-infantile dell’AUSL di Reggio Emilia, autore di numerose pubblicazioni sulla genitorialità, padre e, da pochi mesi, nonno.

La relazione del dott. Volta si è svolta in tre fasi: nella prima, adottando un taglio divulgativo e comprensibile anche ai “non addetti ai lavori”, il relatore ha esposto le più recenti acquisizioni scientifiche nell’ambito delle neuroscienze riguardo al funzionamento della mente dell’preadolescente e dell’adolescente.

Nella seconda parte, forte della propria esperienza di genitore e di capo scout, ha suggerito alcune importanti piste educative per favorire il miglior sviluppo cognitivo ed emozionale dei nostri ragazzi.

Nella terza, ed ultima fase, vi è stato un proficuo confronto tra l’uditorio e il relatore con richieste di approfondimento di alcune delle tematiche trattate.

Il dott. Volta ha esordito evidenziando come la mente dell’adolescente sia caratterizzata dalla presenza (nei nuclei arcaici interni) di un rilascio in quantità molto rilevanti di un particolare neurotrasmettitore: la dopamina. Tale sostanza modula comportamento, umore, memoria, attenzione e sonno. Regola inoltre i circuiti della motivazione, del piacere e della ricompensa. Nell’adolescente è presente una asincronia maturativa tra la parte del cervello (nuclei arcaici interni) che regola tali circuiti e quello che regola la “competenza sociale” (corteccia prefrontale). Ne deriva una predisposizione “biologica” nell’adolescente a sottovalutare i rischi e a sopravalutare i vantaggi, oltre che una maggiore visione parziale e di contesto ed una minore visione prospettica e di insieme. Pertanto si riscontra nell’adolescente una maggiore difficoltà a considerare le conseguenze delle proprie azioni e a porsi dei limiti. Tale situazione è stata efficacemente sintetizzata dal dott. Volta con l’affermazione che il cervello dell’adolescente (e del preadolescente) ha: “la potenza di una Ferrari ma l’impianto frenante di una Cinquecento”.

 

In questa età dunque è molto importante favorire negli adolescenti lo sviluppo della “corteccia frontale” e di non sovrastimolare la parte dei nuclei arcaici interni, onde ottenere una crescita equilibrata dei nostri ragazzi. L’uso di smartphone e di strumenti informatici sollecita notevolmente la parte dei nuclei arcaici interni e la secrezione di dopamina, mentre non favorisce lo sviluppo della corteccia prefrontale. Il dott. Volta ha dunque fornito le seguenti indicazioni sull’utilizzo di tali strumenti per fasce di età:

 

0-3 anni: dannoso

4-5 anni: inutile

6-9 anni: uso del PC con la presenza di un adulto

10-11 anni: uso autonomo del pc con regole

Oltre i 12 anni: uso di smartphone/tablet

Oltre i 14 anni: uso di social network con regole.

Nella seconda parte della propria relazione il dott. Volta ha sottolineato come la fase della preadolescenza (11-13 anni) sia caratterizzata da parte dei giovani dalla ricerca di senso: Chi sono? Dove devo andare?. Si ha in questa età una rimodulazione identitaria (anche corporea), una ridefinizione delle rappresentazioni mentali di sé e degli altri (specie i genitori). I ragazzi/e devono inoltre gestire nuove emozioni e pulsioni, nonché nuove prove di intersoggettività (la vita sociale e relazionale si espande sempre di più).

In questa fase di mutamenti corporei, relazionali, di uscita da sé e dalla cerchia famigliare, i ragazzi (anche se non le chiedono) vogliono rassicurazioni da parte dei propri genitori, indicazioni su di sé e su come affrontare la vita, rifiutano i “modelli astratti messi su un piedistallo” ma sono attenti ai testimoni. Ecco l’importanza che i genitori abbiano comportamenti coerenti ed educanti: i figli a questa età magari ascoltano poco i genitori ma li osservano molto.

A questa età è molto importante consentire ai ragazzi di fare esperienze di gruppo concrete, creative, emozionanti, che inducano a fare scelte e prendere decisioni in autonomia «(auto)educare al senso di realtà». Alcuni strumenti importanti a tal fine sono stati individuati dal relatore nella musica (ascoltata e prodotta), nella attività fisica e sportiva (di gruppo), nel contatto con la natura.

Il dott. Volta ha sottolineato l’estrema necessità di mantenere contatti comunicativi con i propri figli: sempre e con qualunque mezzo, parlare a loro e cercare un’interazione, dicendo quello che pensiamo anche sui loro comportamenti, senza mai dare giudizi sulla persona ma eventualmente sui fatti. Importante è anche evitare ricatti e ritorsioni. Il relatore ha sottolineato che più della punizione ha efficacia a questa età il rinforzo positivo (sottolineare la positività di quello che il ragazzo ha fatto), ciò favorisce la costruzione dell’identità e permette di educare al valore. Molto importante è che il ragazzo si renda conto che “Le regole sono uno strumento e non un fine”.

Il dott. Volta ha indicato che per ottenere uno sviluppo equilibrato dei nostri figli è necessario fare particolare attenzione a che possano coltivare relazioni con i propri pari favorendo la loro socializzazione (gruppi sportivi, parrocchiali, ecc). Il relatore ha però sottolineato come sia fondamentale anche per i genitori non essere “soli” nell’educazione dei figli e dunque l’importanza di avere la possibilità di confrontarsi, anche in maniera “informale”, con amici aventi figli di pari età per condividere idee, difficoltà; ciò perché, come evidenziato del relatore, per sopravvivere nella «società liquida» sia noi adulti che gli adolescenti abbiamo bisogno di relazioni stabili, coerenti e rassicuranti.

Il dott. Volta ha concluso il proprio intervento citando il seguente pensiero del pedagogista francese Meireu: “Quello che oggi abbiamo capito meglio è che non si può crescere al posto di qualcun altro. Si può, si deve, essere presenti, fare il possibile per aiutarlo. E’ il principio di educabilità…Ma bisogna rispettare che sia l’altro a decidere, alla fine, del suo destino e dei suoi apprendimenti: è il principio di libertà. Il principio di libertà è indissociabile dal principio di educabilità. Senza rispetto della libertà l’educabilità diventa addestramento. Senza educabilità il rispetto della libertà si trasforma in fatalismo”.

 
CARITAS PARROCCHIALE PDF Stampa E-mail
Scritto da GRUPPO CARITAS   

Il Gruppo Caritas Parrocchiale nell'intento di volere fare partecipe la comunità parrocchiale alla propria attività assistenziale, rende noto il proprio bilancio economico per l'anno 2017:

ENTRATE

rimanenza di cassa  fine 2016           euro    280,00

offerte parrocchiani                        euro  2.495,00

raccolta Domenica delle Palme          euro  3.887,00

TOTALE                                        euro 6.662,00

 

USCITE

acquisto generi alimentari per pacchi   viveri           euro  2.727,00

contributi economici a persone/famiglie bisognose   euro  3.580,00

TOTALE euro 6.317,00

RIMANENZA DI CASSA AL 31.12.2017             euro     345,00

 
Accogliere oggi l'orfano, la vedova, il forestiero PDF Stampa E-mail
Scritto da Diocesi di Parma   

In allegato la lettera della Diocesi su alcune iniziative sul tema dell'accoglienza, in particolare Lunedì 4 febbraio, alle ore 18, presso il Centro pastorale diocesano, introdotti dalla riflessione di Isacco Rinaldi, direttore della caritas di Reggio Emilia e di Valerio Corghi, coordinatore regionale immigrazione di Caritas Emilia Romagna vi sarà un incontro aperto a tutti sul tema: “Accogliere oggi l'orfano, la vedova, il forestiero”.


 

 
Sfide educative per genitori di figli 2.0 PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Arneodo   

Venerdì 2 febbraio presso la Parrocchia Maria Immacolata circa 400 persone (genitori, nonni, insegnanti, educatori) hanno assistito alla relazione svolta dal dott. Alberto Pellai (medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore presso l’Università degli studi di Milano, padre di quattro figli, autore di numerosi libri di successo alcuni dei quali pubblicati anche all’estero) dal titolo Sfide educative per genitori di figli 2.0 – Crescere figli in un mondo che accelera tutto.

Il dott. Pellai nel proprio intervento, fondato su una sapiente sintesi tra gli studi medici svolti, la propria esperienza di psicoterapeuta e quella di padre, ha presentato all’attento uditorio le proprie idee-guida sull’educazione dei ragazzi in preadolescenza.

In apertura, partendo dai casi incontrati nella propria attività, il Pellai “psicoterapeuta” ha sottolineato come la stragrande maggioranza di richieste di aiuto allo specialista in preadolescenza originano attualmente da problematiche nate dalla vita on line dei ragazzi (cyberbullismo, sexiting). Altro dato inquietante è che oggi il primo smartphone viene ricevuto a nove anni di età (sino a dieci anni fa il primo telefono cellulare veniva dato a 14 anni). Il dott. Pelli ha inoltre sottolineato come non solo si sia precocizzata la consegna di tale strumento ma che, troppo spesso, non viene pensato dai genitori, in tale momento, un progetto educativo sull’oggetto. Il figlio deve invece sapere che dietro quell’oggetto c’è un pensiero educativo da parte di mamma e papà.

Ripercorrendo, poi, le ultime acquisizioni delle neuroscienze relative alle ragazze e ai ragazzi preadolescenti (11-14) il Pellai “medico” ha evidenziato come a questa età il cervello dei ragazzi sia ancora in corso di formazione e maturazione, in particolare quella parte del cervello che gestisce la razionalità (lobi frontali), mentre la parte del cervello emozionale è già molto evoluta, per questo il ragazzo ha fisiologicamente una incapacità di gestire le emozioni e di autolimitarsi.

Nella nostra mente abbiamo una parte emotiva (la parte che “sente”, che vive delle emozioni, che sta bene nel divertirsi, nel percepire sensazioni forti, nel giocare facile). Vi è poi il cervello cognitivo (quello del ragionamento, dello studio, del lavoro, quello che sta attento, che risolve i problemi).

Da quindici anni a questa parte i neuroscienziati hanno scoperto (prima non lo si sapeva) che durante la preadolescenza accade nel cervello una rivoluzione incredibile: il cervello emotivo, infatti, fa un salto fortissimo, è la parte più potente che ci sia nella mente dei ragazzi, ed è alla ricerca continua di emozioni, di divertimento, di piacere, di sensazioni forti. Mentre la parte cognitiva, il cervello che pensa, la materia grigia, la corteccia celebrale rimane ancora profondamente immaturo.

Questo significa che lasciati a loro stessi i preadolescenti avranno una programmazione dettata dalle priorità che gli suggerisce la parte emotiva del cervello. Di qua la difficoltà dei ragazzi ad autolimitarsi ed autoregolarsi, interrompendo spontaneamente situazioni in cui stano bene, in cui si divertono (uso dello smartphone, della playstation, della tv), anche perché la parte emotiva ha difficoltà a percepire il trascorrere del tempo.

Le neuroscienze dicono quindi che c’è una motivazione neurobiologica per cui i nostri figli (11-15 anni) quando entrano precocemente in una vita 2.0 si trovano poi più predisposti a rimanere agganciati a quella vita “virtuale”, in cui vi è (e proprio perché vi è) una iperattivazione di quella parte di cervello emotiva già di per sè iperattiva.

Il rischio per i ragazzi di restare troppo nella vita online è che, al contrario, quella parte del cervello che è ipoattiva (la parte cognitiva) rimanga tale e non venga adeguatamente sviluppata, mentre, soprattutto a questa età, ha una grande necessità di essere allenata. Il cervello cognitivo è infatti come un “muscolo” che va allenato e che solo se viene adeguatamente stimolato può svilupparsi bene. Tuttavia l’habitat ideale per allenare questo “muscolo”, sostengono i neuroscienziati, non è l’online, ma è la vita reale. E’ quindi necessario che i nostri ragazzi facciano un intenso lavoro nella vita reale per permettere al cervello cognitivo di costruite quelle impalcature neuronali che li aiuteranno, crescendo, a rimanere dentro esperienze cognitive di una certa intensità e impegnatività. E’ la parte cognitiva, infatti, che controlla la soluzione dei problemi, l’empatia, le competenze comunicative, la capacità di autoregolazione emotiva (ovvero la capacità di tenere sotto controllo le proprie emozioni).

Per quanto sopra esposto, andando decisamente “controcorrente” e rifiutando una prassi ormai largamente diffusa e data per scontata, il dott. Pellai ha consigliato l’uso dello smartphone non prima dei 13 anni (fine della scuola secondaria di primo grado). Non avendo prima, generalmente, i ragazzi una adeguata capacità di gestione di uno strumento così “potente”.

Al di là dell’età di consegna dello smartphone, il dott. Pellai ha sottolineato l’importanza che dietro tale “passaggio” vi sia comunque un progetto educativo dei genitori sul ragazzo e un attento e costante controllo della “vita social” del medesimo. Troppo spesso infatti, ha sottolineato il relatore, i ragazzi sono “orfani” nella loro vita social, ovvero privi di genitori che la controllino e accompagnino i figli nella “navigazione” e nelle sue insidie.

Sia con riferimento allo smartphone che all’utilizzo di altri strumenti che nel preadolesecente esercitano una attrazione potentissima (computer, playstation), il dott. Pellai ha sottolineato l’importanza di siglare un vero e proprio patto scritto con il proprio figlio, indicante le modalità e i tempi di utilizzo dello strumento (ha rivelato che lui stesso in casa sua sul frigorifero ha numerose copie di questi ”contratti” sottoscritti con i propri figli). Patto con cui vengano definite regole, indicando chiaramente ciò che ci aspettiamo che il ragazzo faccia o non faccia con lo strumento e i limiti del suo utilizzo (ad esempio al mattino lo smartphone lo si usa quando si esce di casa e non prima, mentre alla sera lo smartphone non entra in camera da letto del ragazzo). Patto che costituisce un importante strumento di responsabilizzazione del giovane per richiamarlo al rispetto degli impegni presi.

Il Pellai “padre” nel proprio intervento ha da ultimo, invitato i genitori ad una intensa dinamicità relazionale con i propri figli preadolescenti: l’importanza ancora del giocare insieme a loro, un giocare insieme che a questa età i ragazzi ancora apprezzano molto (soprattutto giochi di “sfida” quali giochi di società, carte, sport, ecc.). Ha inoltre evidenziato l’importanza dell’aiutare il ragazzo a costruire relazioni significative con i propri coetanei, il che comporta un investimento di tempo ed energie da parte dei genitori: disponibilità ad accogliere amici in casa propria, anche a mangiare o dormire, accompagnare a casa di amici, ecc.

Con cortesia ed empatia, ma fermezza, il dott. Pellai ha richiamato dunque i genitori alla centralità fondamentale del loro ruolo, alla necessità che gli stessi “lavorino” molto sul progetto educativo dei propri figli non lasciandoli soli nella gestione dei propri strumenti tecnologici e nell’allenamento del proprio cervello cognitivo, che tanta parte avrà in quella crescita serena ed equilibrata che tutti ci auguriamo per loro.

 

Diego Arneodo

 
Un sito perchè... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

PERCHE' UN SITO?

Si è voluto realizzare il sito perchè ci si è resi conto che in una parrocchia così vasta e popolosa ( la più popolosa della Diocesi) mancava  un mezzo efficace per riuscire a comunicare potenzialmente con tutti.

Esistono il passaparola e gli avvisi stampati sui foglietti, ma raggiungono solo chi partecipa alle celebrazioni o agli incontri.

Esiste fin dagli albori della parrocchia il bollettino informativo "Nuova Comunità" che raggiunge tutte le famiglie grazie alla distribuzione porta a porta ad  opera di volontari ma esce  una o due volte all'anno e non può essere quindi tempestivo e puntuale.

Il sito Internet è invece accessibile a tutti coloro che possiedono un computer ed una connessione al web.

Il rischio è che  molti anziani non avvezzi all'uso del computer possano sentirsi  tagliati fuori,  ma ricodiamo che il sito non sarà comunque l'unica fonte di comunicazione, resteranno le altre che ci sforzeremo di mantenere e migliorare.

Ci sembrava però gusto essere presenti con uno altro strumento che di fatto può raggiungere chiunque anche chi normalmente non frequenti ma voglia informazioni o,a nche  solo per curiosità, si chieda cosa succede in Parrocchia.

 

SCOPI DEL SITO

Primo scopo del sito è dunque quello di essere strumento di informazione per TUTTI partecipi o meno della vita della comunità, in ossequio alla missione della Chiesa di raggiungere tutti col proprio messaggio di salvezza.

 
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