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LA CHIESA DI MARIA IMMACOLATA PDF Stampa E-mail

 

 

L’ 11 febbraio 1969 S.E. mon. Amilcare Pasini erige la nuova parrocchia nella città di Parma sotto il titolo di Maria Immacolata.
Il comitato diocesano per le chiese nuove assegna il compito di progettare la chiesa della nostra parrocchia all’arch. Armido Punghellini, il quale, per definire le esigenze della nuova comunità, si incontra con don Paolo Ghezzi (primo parroco) e con i parrocchiani costituitisi nel "Comitato per l'erigenda nuova chiesa" fin dall'aprile 1969.

 

Un primo progetto presentato agli inizi del 1970, viene bocciato per mancanza di praticità della struttura, viene invece accettato il secondo progetto proposto all’assemblea verso la metà del 1970 ed approvato poi definitivamente da parte della Commissione Pontificia dell’arte sacra il 21 dicembre dello stesso anno.
Il 22 dicembre del 1970, il Presidente della Repubblica riconosce giuridicamente la parrocchia.

 

Nel 1972 si tiene la gara d’appalto per l’edificazione della nuova chiesa vinta dall’impresa S.E.C.O., direttore dei lavori l’Ing. Guido Feldman.
Il 17 febbraio 1972 viene tracciato il perimetro.
Il 15 novembre1972 S.E. mons. Amilcare Pasini posa la prima pietra contenente una pergamena inaugurale.
Nei mesi di novembre e dicembre si completano le fondamenta e si iniziano le strutture di base, finendo il piano terra il 16 marzo 1973; il lavoro di soffittatura dura fino al 14 aprile, attaccando subito dopo la struttura della cupola terminata in giugno.
Cominciano allora le opere di finitura e la chiesa potrà essere inaugurata il 7 dicembre del 1974. .

 

DESCRIZIONE DEL COMPLESSO EDILIZIO
Lo schema del complesso è articolato su una chiesa a pianta centrale disposta in posizione baricentrica alle altre componenti, situata al primo piano, con il piano terra destinato alle opere di ministero pastorale e alla cappella feriale, e su tre distenti corpi laterali.

A nord si ha il pronao che introduce alla scalinata che su due lati convoglia all'aula assembleare a primo piano.

Ad est si accede ad un corpo su più piani occupato dalla sacrestia, dall'abitazione dei sacerdoti, dagli uffici e da locali di ministero pastorale.

Ad ovest un corpo a forma di parallelepipedo realizzato nella seconda metà degli anni '80 contiene il salone per l'oratorio e varie aule e servizi per le opere di pastorale della comunità.

L'aula assembleare è una vasta sala circolare cui si accede da nord tramite due scalinate o tarmite l'ascensore realizzato successivamente ; al lato opposto dell'ingresso si trova l'altare circolare posto in posizione più elevata rispetto al piano dell'assemblea e alla gradinata centrale.

Quest'ultima insieme alla balconata e alla forma circolare richiama lo schema del teatro attuale di Walter Gropius, tuttavia gli spazi e gli elementi che compongono l'aula vogliono soprattutto evidenziare lo spazio religioso inteso secondo i dettami della liturgia così come concepiti dopo il Concilio Vaticano II.


L’illuminazione naturale è ottenuta da fori circolari che convogliano la luce sui punti di maggior interesse; in particolare sulla zona presbiteriale, a denunciare la presenza del Risorto, piove un fascio di luce proiettato da un cilindro sovrastante.

La zona presbiteriale comprende l'altare circolare e la sede dei celebranti e ministranti; a destra dell'altare guardando dall'assemblea si trova il tabernacolo posto su un pilastro sormontato dalla croce, mentre a sinistra è posto l'ambone.

Il fonte battesimale è posto di fronte all'altare sotto la balconata in posizione centrale rispetto alle due scale di accesso all'aula assembleare.

Tra il tabernacolo e l'altare si trova il bassorilievo in ceramica raffigurante Maria Immacolata.

Tutt'intorno all'aula è posta una pregevole Via Crucis in legno realizzata su pannelli circolari.

 
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