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Sfide educative per genitori di figli 2.0 secondo incontro PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Arneodo   
Martedì 24 Aprile 2018 16:06

Nel mese di marzo si è svolto presso il salone dell’oratorio di Maria Immacolata, che ha registrato il “tutto esaurito”, una interessante incontro tenuto dal nostro parrocchiano dott. Alessandro Volta pediatra, direttore del Programma materno-infantile dell’AUSL di Reggio Emilia, autore di numerose pubblicazioni sulla genitorialità, padre e, da pochi mesi, nonno.

La relazione del dott. Volta si è svolta in tre fasi: nella prima, adottando un taglio divulgativo e comprensibile anche ai “non addetti ai lavori”, il relatore ha esposto le più recenti acquisizioni scientifiche nell’ambito delle neuroscienze riguardo al funzionamento della mente dell’preadolescente e dell’adolescente.

Nella seconda parte, forte della propria esperienza di genitore e di capo scout, ha suggerito alcune importanti piste educative per favorire il miglior sviluppo cognitivo ed emozionale dei nostri ragazzi.

Nella terza, ed ultima fase, vi è stato un proficuo confronto tra l’uditorio e il relatore con richieste di approfondimento di alcune delle tematiche trattate.

Il dott. Volta ha esordito evidenziando come la mente dell’adolescente sia caratterizzata dalla presenza (nei nuclei arcaici interni) di un rilascio in quantità molto rilevanti di un particolare neurotrasmettitore: la dopamina. Tale sostanza modula comportamento, umore, memoria, attenzione e sonno. Regola inoltre i circuiti della motivazione, del piacere e della ricompensa. Nell’adolescente è presente una asincronia maturativa tra la parte del cervello (nuclei arcaici interni) che regola tali circuiti e quello che regola la “competenza sociale” (corteccia prefrontale). Ne deriva una predisposizione “biologica” nell’adolescente a sottovalutare i rischi e a sopravalutare i vantaggi, oltre che una maggiore visione parziale e di contesto ed una minore visione prospettica e di insieme. Pertanto si riscontra nell’adolescente una maggiore difficoltà a considerare le conseguenze delle proprie azioni e a porsi dei limiti. Tale situazione è stata efficacemente sintetizzata dal dott. Volta con l’affermazione che il cervello dell’adolescente (e del preadolescente) ha: “la potenza di una Ferrari ma l’impianto frenante di una Cinquecento”.

 

In questa età dunque è molto importante favorire negli adolescenti lo sviluppo della “corteccia frontale” e di non sovrastimolare la parte dei nuclei arcaici interni, onde ottenere una crescita equilibrata dei nostri ragazzi. L’uso di smartphone e di strumenti informatici sollecita notevolmente la parte dei nuclei arcaici interni e la secrezione di dopamina, mentre non favorisce lo sviluppo della corteccia prefrontale. Il dott. Volta ha dunque fornito le seguenti indicazioni sull’utilizzo di tali strumenti per fasce di età:

 

0-3 anni: dannoso

4-5 anni: inutile

6-9 anni: uso del PC con la presenza di un adulto

10-11 anni: uso autonomo del pc con regole

Oltre i 12 anni: uso di smartphone/tablet

Oltre i 14 anni: uso di social network con regole.

Nella seconda parte della propria relazione il dott. Volta ha sottolineato come la fase della preadolescenza (11-13 anni) sia caratterizzata da parte dei giovani dalla ricerca di senso: Chi sono? Dove devo andare?. Si ha in questa età una rimodulazione identitaria (anche corporea), una ridefinizione delle rappresentazioni mentali di sé e degli altri (specie i genitori). I ragazzi/e devono inoltre gestire nuove emozioni e pulsioni, nonché nuove prove di intersoggettività (la vita sociale e relazionale si espande sempre di più).

In questa fase di mutamenti corporei, relazionali, di uscita da sé e dalla cerchia famigliare, i ragazzi (anche se non le chiedono) vogliono rassicurazioni da parte dei propri genitori, indicazioni su di sé e su come affrontare la vita, rifiutano i “modelli astratti messi su un piedistallo” ma sono attenti ai testimoni. Ecco l’importanza che i genitori abbiano comportamenti coerenti ed educanti: i figli a questa età magari ascoltano poco i genitori ma li osservano molto.

A questa età è molto importante consentire ai ragazzi di fare esperienze di gruppo concrete, creative, emozionanti, che inducano a fare scelte e prendere decisioni in autonomia «(auto)educare al senso di realtà». Alcuni strumenti importanti a tal fine sono stati individuati dal relatore nella musica (ascoltata e prodotta), nella attività fisica e sportiva (di gruppo), nel contatto con la natura.

Il dott. Volta ha sottolineato l’estrema necessità di mantenere contatti comunicativi con i propri figli: sempre e con qualunque mezzo, parlare a loro e cercare un’interazione, dicendo quello che pensiamo anche sui loro comportamenti, senza mai dare giudizi sulla persona ma eventualmente sui fatti. Importante è anche evitare ricatti e ritorsioni. Il relatore ha sottolineato che più della punizione ha efficacia a questa età il rinforzo positivo (sottolineare la positività di quello che il ragazzo ha fatto), ciò favorisce la costruzione dell’identità e permette di educare al valore. Molto importante è che il ragazzo si renda conto che “Le regole sono uno strumento e non un fine”.

Il dott. Volta ha indicato che per ottenere uno sviluppo equilibrato dei nostri figli è necessario fare particolare attenzione a che possano coltivare relazioni con i propri pari favorendo la loro socializzazione (gruppi sportivi, parrocchiali, ecc). Il relatore ha però sottolineato come sia fondamentale anche per i genitori non essere “soli” nell’educazione dei figli e dunque l’importanza di avere la possibilità di confrontarsi, anche in maniera “informale”, con amici aventi figli di pari età per condividere idee, difficoltà; ciò perché, come evidenziato del relatore, per sopravvivere nella «società liquida» sia noi adulti che gli adolescenti abbiamo bisogno di relazioni stabili, coerenti e rassicuranti.

Il dott. Volta ha concluso il proprio intervento citando il seguente pensiero del pedagogista francese Meireu: “Quello che oggi abbiamo capito meglio è che non si può crescere al posto di qualcun altro. Si può, si deve, essere presenti, fare il possibile per aiutarlo. E’ il principio di educabilità…Ma bisogna rispettare che sia l’altro a decidere, alla fine, del suo destino e dei suoi apprendimenti: è il principio di libertà. Il principio di libertà è indissociabile dal principio di educabilità. Senza rispetto della libertà l’educabilità diventa addestramento. Senza educabilità il rispetto della libertà si trasforma in fatalismo”.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Aprile 2018 16:07
 
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