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PPC - PROGETTO PASTORALE COMUNE 2015-2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da il segretario   
Mercoledì 28 Gennaio 2015 18:44

Nuova Parrocchia

Maria Immacolata

43123 Parma - Via Casa Bianca, 35 - Tel. 0521.487772 – Fax 0521.495414
sito: www.parrocchiamariaimmacolata.org

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P.P.C.

Progetto Pastorale Comune

Anni 2015 – 2016 - 2017

 

 

 

A) INTRODUZIONE

  1. 1- PERCHE' IL PPC

Proponiamo alla comunità il PPC non solo perchè richiesto come adempimento dal NAD ma perchè riteniamo debba essere il nostro punto di riferimento ed è destinato a tutti , perché la gioia del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno (E.G. 23).

L'importanza di redigere il PPC è dovuta sostanzialmente a questi obiettivi:

  • Avere obiettivi comuni per viaggiare come comunità unita.

  • Conoscere e far conoscere le varie parti della parrocchia in unità.

  • Mantenere la via corretta della nuova evangelizzazione, con una costante verifica del punto in cui siamo arrivati e quanto dall’obiettivo siamo distanti.

Non abbiamo l'ambizione di ottenere chissà quali risultati ma ci preme evidenziare alcune linee di fondo che abbiamo ritenuto decisive nell’immaginare una rinnovata esperienza di chiesa da tradursi negli anni a venire.

 

2- PERCORSO DI REALIZZAZIONE

 

Domenica 7 ottobre 2012, dopo un lento e laborioso avvicinamento (diversi incontri preparatori), si è vissuta un’intensa esperienza comunitaria con un’assemblea parrocchiale. Un momento pensato e preparato al fine di riflettere e fare un po’ il punto sulla nostra vita cristiana in vista dei prossimi anni a venire, in un tempo da molti percepito come tempo di crisi per la vita di fede ma certo anche di speranza.

Il materiale raccolto dall’assemblea è stato poi motivo di ulteriore approfondimento da parte del nuovo Consiglio pastorale parrocchiale eletto proprio in occasione dell’assemblea. Il Consiglio si è dato come obiettivo quello di riformulare i molti contenuti in un progetto finalizzato ad orientare il lavoro pastorale dei prossimi anni, tenendo conto al tempo stesso delle necessità del tempo presente (piano pastorale in essere) con uno sguardo però rivolto ai tempi futuri. Quello che segue è il riassunto dello sforzo di questa elaborazione maturato nei diversi consigli pastorali a partire dal 22 gennaio 2013 alla luce anche di una riflessione sul documento del S.Padre EVANGELII GAUDIUM

 

3- PROPOSTE PER LA NOSTRA PARROCCHIA

Per definire i principali obiettivi della nostra comunità partiamo dalla definizione di parrocchia data all’interno dell’E.G. n°28:

La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione. Attraverso tutte le sue attività, la parrocchia incoraggia e forma i suoi membri perché siano agenti dell’evangelizzazione. È comunità di comunità, santuario dove gli assetati vanno a bere per continuare a camminare, e centro di costante invio missionario.” Tutte le istituzione ecclesiali devono far capo ad essa.

In questo contesto si inseriscono i tre macrotemi affrontati nell’assemblea parrocchiale e la caritas

  • Riflettere e pensare la domenica come giorno del Signore. Ci siamo interrogati su come è percepita la domenica e quali le modalità che possono essere esplorate per arricchire di significato la Pasqua settimanale. Si è riflettuto sul nostro modo di celebrare l’Eucarestia ma non solo, si è anche pensato a come vivere il tempo della festa con momenti di formazione e condivisione aperti a tutta la famiglia in modo da ri-orientare il nostro tempo nel tempo del Signore.

  • Un secondo tema è stato quello relativo alla formazione e alla “formazione dei formatori” in particolare e più in generale delle forme di ministerialità. Ci siamo chiesti che cosa possiamo chiedere a coloro che generosamente si assumono compiti formativi, immaginando per questo anche formule nuove per esprimere nel nostro tempo la forza della parola di Gesù. Oggi siamo tutti più consapevoli dell’esigenza di un maggiore investimento in formazione ed educazioni per meglio trasmettere la fede alle nuove generazioni e rinnovarla per quelle adulte.

  • Abbiamo riflettuto su quali possano essere i modi e i tempi per accogliere le persone nella propria stagione di vita, sapendo che il luogo primo attraverso il quale passa la nostra esperienza di fede rimane la famiglia, vero soggetto della vita pastorale della Chiesa. Anche su questo molto si è detto confermando la crescita di una sensibilità nuova che vorrebbe adeguate occasioni per superare una visione che non può più accontentarsi della consuetudine e della tradizione.

  • Infine tratteremo il tema della caritas, inteso come l'insieme delle iniziative della comunità in risposta ai problemi delle persone.

 

B ) LE PROPOSTE

 

1 - LA DOMENICA, GIORNO DEL SIGNORE E DELLA COMUNITA’

 

Partendo dal significato teologico della comunità (Tessalonicesi 1,1-10) che si riconosce celebrando il Signore:

1) Si afferma la positività di un’ampia offerta liturgica in grado di incontrare esigenze e sensibilità differenti (diversi accenti celebrativi). Si sottolinea comunque l’importanza di avere nel corso dell’anno qualche momento unitario capace di far percepire in modo più efficace l’unità della comunità.

In questa riflessione si è confermato il superamento della “messa dei fanciulli” intesa come specifica modalità nel senso di rafforzare l’esperienza liturgica di tutta la comunità evitando rischi di una partecipazione “leggera” da parte degli adulti. Anche attraverso un attento esercizio dell’omelia la celebrazione può essere occasione di formazione per tutti.

 

2) La domenica tuttavia non si deve limitare alla sola celebrazione eucaristica ma deve diventare il giorno della comunità che si ritrova per fare assemblea (chiamati) che celebra l’Eucarestia (fede/dono ricevuto) e poi vive la fraternità e la carità (dono donato)” attraverso :

  • Accoglienza: curare l’aspetto relazione soprattutto all’inizio della celebrazione per far si che l’assemblea possa essere una vera comunità di famiglie. E la celebrazione possa essere un’offerta comunitaria e non di singoli, perché non ci salva individualmente ma come popolo (cfr. E.G. 113). Attori principali siano i gruppi famiglie.

  • Liturgia ben curata: la liturgia sia ben curata nelle varie celebrazioni perché tutte possano far percepire l’unità della comunità. Una liturgia che aiuti i fedeli a comprendere bene il mistero di fede nei suoi riti e nelle sue preghiere, con lo scopo che essi stessi partecipino all’azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente (cfr. S.C. 48). Attore principale sia il gruppo liturgico formato dai ministri, ministri straordinari dell’eucarestia, ministranti, coro, lettori.

  • Fraternità: per far si che la comunità cresca come famiglia è importante condividere e potersi ascoltare, occorre creare luoghi di ascolto. Un buon modo è condividere il pranzo della domenica, che aiuta a creare relazioni e crescere insieme (importanza dell’oratorio). Attori principali i genitori del cammino di iniziane cristiana.

  • Carità: portare la gioia del Vangelo appena ricevuto a quelle persone in difficoltà e sole. Stare del tempo con loro, avere “un attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso. Questa attenzione è l’inizio di una vera preoccupazione per la sua persona e a partire da essa desidero cercare effettivamente il suo bene. Questo implica apprezzare il povero nella sua bontà propria, col suo modo di essere, con la sua cultura, con il suo modo di vivere la fede. L’amore autentico è sempre contemplativo, ci permette di servire l’altro non per necessità o vanità, ma perché è bello, al di là delle apparenze” (E.G. 199). Attori principali tutti, in modo particolari gli adulti e i giovani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 - FORMAZIONE E MINISTERIALITA’

Come comunità volgiamo impegnarci a far si che la nostra parrocchia sia ministeriale, ovvero metta in pratica la triade “comunione, collaborazione, corresponsabilità”.

La comunione è dono di Dio che chiede alla nostra sensibile operosità di tradursi in gesti di vita. I gesti ecclesiali che oggi testimoniano la comunione con cui si radica la Chiesa sono soprattutto il dialogo e la corresponsabilità. Il dialogo è pratica necessaria perché nella comunità cristiana le diverse sensibilità, opinioni, punti di vista, spiritualità, vengano messi in relazione reciproca. E proprio il dialogo può mostrare il valore di una comunione che non è uniformità, ma che se sa valorizzare le differenze e mostrare come esse sono ricchezza per tutti.[ … ] Insieme al dialogo, la corresponsabilità, cioè il coinvolgimento dei laici anche nei momenti in cui si maturano e si assumono orientamenti di vita ecclesiale ( P. Bignardi – Laici cristiani dopo Verona).

Vogliamo realizzare questo attraverso:

  • una progettazione e una condivisione di obiettivi comuni per tutte le realtà della parrocchia, che poi verranno declinate e applicate nei modi propri nei vari settori.

  • Una progettazione che deve partire dal CPNP e attraverso di esso arrivare a tutti con una comunicazione efficace.

  • Persone impegnate in un servizio ministeriale che si dedichino al coordinamento dei vari settori con l’obiettivo di facilitare il dialogo, la programmazione e si facciano carico dei vari problemi.

  • L’aumento delle persone che si sentono partecipi e corresponsabili nel portare avanti le scelte e le attività della parrocchia.

 

Al fine di poter avere persone corresponsabili, occorre prevedere dei percorsi di formazione indirizzata in primo luogo agli operatori pastorali, e a tutte le persone di buona volontà che vogliano parteciparvi. Questi percorsi di formazione devono mettere al centro la Parola.

Gli operatori pastorali devono essere degli evangelizzatori con Spirito, ovvero evangelizzatori che pregano e lavorano. Occorre sempre coltivare uno spazio interiore che conferisca senso cristiano all’impegno e all’attività. Senza momenti prolungati di adorazione, di incontro orante con la Parola, di dialogo sincero con il Signore facilmente i compiti si svuotano di significato, ci indeboliamo per la stanchezza e le difficoltà, e il fervore si spegne. La Chiesa non può fare a meno del polmone della preghiera[…]. Nello stesso tempo si deve respingere la tentazione di una spiritualità intima e individualistica, che mal si comporrebbe con le esigenze della carità, oltre che con la logica dell’Incarnazione. (E.G. 262)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3 - FAMIGLIA – ADULTI – GIOVANI

Sono le tre macro aree che rappresentano il tessuto sociale della nostra parrocchia a cui deve essere rivolta la nostra attenzione in termini di ascolto ed evangelizzazione. Questo avviene in una realtà in cui non è possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, dove la fede e i valori da essa ispirati non sono largamente accolti (cfr. Benedetto XVI- Messaggio per l’anno della Fede). Una cultura, in cui ciascuno vuole essere portatore di una propria verità soggettiva, rende difficile che i cittadini desiderino partecipare ad un progetto comune che vada oltre gli interessi e i desideri personali.

In questa realtà la parrocchia vuole proporre il messaggio di Gesù con un nuovo linguaggio, adatto alle varie fasce di età.

 

3.1- FAMIGLIA

 

La famiglia attraversa una crisi culturale profonda, come tutte le comunità e i legami e sociali. Nel caso della famiglia, la fragilità dei legami diventa particolarmente grave perché si tratta della cellula fondamentale della società, del luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dove i genitori trasmettono la fede ai figli (E.G. 66). In questo contesto vogliamo che la famiglia sia al centro della parrocchia.

sia come soggetto che come oggetto della pastorale.

Al momento i punti più qualificanti per la catechesi famiglie sono quelli riguardanti i tre gruppi famiglie che regolarmente svolgono una serie di incontri in parrocchia: il primo gruppo si incontra da dieci anni con cadenza mensile e campi estivi e con figli ormai adolescenti, il secondo si incontra da quattro anni, effettua anch’esso incontri mensili e campo estivo ed hanno figli tra i sei e gli otto anni; il terzo gruppo che si sta avviando è al momento formato da quattro coppie.

 

Occorre che tutte le famiglie, di tutte le età siano al centro della nostra attenzione.

Si propone quindi di creare spazi per l’incontro delle varie famiglie per creare relazioni e continuare con la proficua esperienza dei gruppi famiglia.

 

Rientra in questo ambito la pastorale battesimale (genitori dei bambini 0-6 anni) da strutturare e proporre con forza e la pastorale dell’iniziazione cristiana, con un forte coinvolgimento dei genitori, anche se resta il problema che la partecipazione alla comunità limitata alla fase di accompagnamento dei figli al catechismo (tra il 25 e il 40%) fa si che, ultimato il cammino con la Cresima, la presenza delle famiglie venga meno.

 

3.2- ADULTI

La catechesi degli adulti se si escludono i gruppi famiglie e la partecipazione ai gruppi genitori della iniziazione cristiana è limitata: la catechesi adulti sulla “parola” ha rilevato una presenza agli incontri di non oltre 25 persone

Occorre cercare di individuare ciò che l’adulto chiede alla Chiesa e con quale forma di presenza nella comunità.

Occorre individuare un modo per coinvolgere il cristiano laico in base alla situazione in cui si trova: assistenza-mondo del lavoro-impiego del tempo libero-problematiche sociali: tutto ciò allo scopo che l’adulto diventi promotore e protagonista della propria formazione.

 

L’obiettivo principale è quello di creare luoghi per parlarsi. Il cristiano comune, infatti, non ha occasione di prendere la parola nella comunità. Si devono creare luoghi per raccontarsi e per raccontare i propri problemi di vita nella fiducia e nella semplicità; dove portare i propri problemi; dire il proprio parere. Se la comunità cristiana vorrà tornare a fare cultura, dovrà attivare una nuova possibilità di comunicare tra i cristiani (cfr. P. Bignardi – Laici cristiani dopo Verona)

 

Rimane comunque il dato che i maggiori investimenti di energie pastorale rimangano ancora destinata alla pastorale dei fanciulli come già evidenziato e che questo non sia una realtà della sola nostra parrocchia. In tal senso non si è ancora riusciti ad intraprendere coraggiose iniziative che pongano effettivamente al centro il cosiddetto “adulto”, rimane illusorio curare i bambini per aggregare gli adulti.

 

La E.G.indica come compito degli adulti è quello di far risultare la Chiesa in “uscita”, una Chiesa con le porte aperte testimoniando con gioia il vangelo.

 

3.3 - GIOVANI

 

“Che bello che i giovani siano viandanti della fede, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!” (E.G. 106)

 

La realtà attuale del dopo Cresima comprende un gruppo di 2°media , uno di 3° e I superiore, uno di II e III superiore, uno di IV e V ed uno di universitari. Gli animatori sono una dozzina quasi sempre aiuto catechisti che hanno proseguito. La formazione è stata reimpostata quest'anno con caratteristiche di continuità . Agli animatori dei gruppi si affiancano gli animatori di oratorio, del grest e dei gruppi estivi.

 

Questione particolarmente importante è quella circa i contenuti della formazioni e della catechesi, giovanile in particolare. In particolare su questo punto si intende valorizzare il “Programma di Pastorale giovanile” già elaborato e punto di riferimento del lavoro dei gruppi.

 

Viene inoltre sottolineato come il servizio non si esaurisca nella catechesi ma che ai più giovani e non solo debba venir proposto anche altre forme di servizio nella logica di una ministerialità diffusa, immaginando una chiesa del domani con meno presbiteri e perciò con una capacità di assunzione di responsabilità da parte dei laici più consapevole.

 

Tra le prospettive :

  • Progetto condiviso con gli animatori che si sviluppa per gruppi e fasce d’età grazie alla presenza del coordinatore

  • Incontri per singoli gruppi

  • Momenti di condivisione intra-gruppi

  • Formazione permanente degli animatori con il gruppo AGESCI.

 

Un aspetto in evoluzione è quello concernente il Progetto oratorio.

 

  1. 3.4- INIZIAZIONE CRISTIANA

La realtà attuale comprende 5 corsi con una media di ragazzi tra i 45 e i 52 divisi in tre gruppi che si incontrano due volte al mese più una domenica in cui sono convocati anche i genitori, la cui presenza oscilla tra il 25 e il 40%.

 

Le catechiste ( sono nella quasi totalità mamme) danno solitamente disponibilità per un ciclo di 5 anni ma difficilmente si raffermano, per cui si pone il problema di chiedere disponibilità ogni anno per il nuovo corso.

 

La formazione è carente anche per la difficoltà di trovarsi tutti insieme al di là dell'ora di incontro coi ragazzi e di una volta al mese per organizzare un minimo di percorso comune.

La difficoltà maggiore è quindi quella del tempo e della disponibilità ad un servizio.

 

In prospettiva si vorrebbe pensare ad uno sganciamento dalle classi scolastiche e ad un collegamento ai momenti di formazione offerti dall'ufficio catechistico diocesano.

 

Grazie alla individuazione della figura del coordinatore si intende affrontare gli aspetti di carattere

- formativo che riguardano nello specifico proprio i formatori (ruolo degli “aiuto-catechisti e loro formazione) - organizzativo più generale

 

Occorre sia distinto il ruolo e pertanto il profilo dell’ “educatore adulto” da quello dei giovani assistenti verso i quali dovrà andare una particolare attenzione per evitare di “bruciare” percorsi di crescita e di servizio.

 

 

 

 

4 - CARITAS

 

Nella parrocchia Maria Immacolata il gruppo Caritas è una realtà viva e presente da molti anni, che si sforza di sensibilizzare la comunità cristiana parrocchiale verso i bisogni di tutti e ad essere aperta alle nuove realtà sociali.

Il gruppo è attualmente costituito da una ventina di volontari , ma è aperto a chiunque ne volesse fare parte, che si riunisce una volta al mese sotto la guida del parroco, per un momento di preghiera e meditazione. Nel corso dell’incontro mensile vengono discusse le linee guida dell’operare del gruppo, che è indubbiamente impegnativo, con particolare riferimento alle persone, ai rapporti con altre realtà ed alla complessità delle varie situazioni:

  1. persone: sono quelle che vengono a bussare alla nostra porta per chiedere aiuto ed attenzione;

  2. rapporti: sono quelli che intratteniamo con le altre realtà parrocchiali, con le altre realtà caritative della nostra Diocesi e con le Istituzioni pubbliche locali;

  3. complessità delle situazioni: le situazioni che incontriamo sono sempre più complesse, la vita nella nostra città sta diventando sempre più difficile e complicata anche per alcune fasce di persone che consideravamo e si consideravano al sicuro. Incontriamo famiglie che non sanno talvolta gestire le loro risorse, indebitate, famiglie dove ci sono membri in carcere o con problemi mentali o con disabilità varie, anziani esclusi dalla vita sociale.

 

Chi ha bisogno di aiuto e bussa alla nostra porta trova:

  1. accoglienza e ascolto, è accettato come persona, non come una cosa, un numero o un oggetto;

  2. orientamento: la persona che viene da noi viene informata sulle risorse istituzionali del territorio, sul sistema dei servizi e sulla possibilità di usufruirne;

  3. accompagnamento e sostegno personalizzato: quando le persone sono particolarmente fragili, hanno bisogno di un accompagnamento concreto per accedere ai servizi. Si intrecciano quindi rapporti e relazioni profonde fra volontari e fra coloro che chiedono aiuto.

 

Certamente la nostra Caritas parrocchiale sopperisce a dei bisogni materiali, tuttavia il suo compito essenziale è quello di dimostrare che l’apertura alla solidarietà è il cardine della vita cristiana. L’operare della Caritas si evidenzia attraverso la concretezza della carità.

 

Nel concreto la nostra Caritas parrocchiale è attiva nei seguenti servizi:

  1. accoglienza ed ascolto settimanale delle persone che si rivolgono a noi perché bisognose di aiuto;

  2. distribuzione settimanale di viveri alle famiglie bisognose della nostra parrocchia (ogni giovedì dalle 9 alle 11,30);

  3. interessamento presso i servizi sociali per risolvere problemi di persone bisognose di assistenza;

  4. visite a persone sole, anziane, ammalate per il disbrigo delle loro incombenze quotidiane;

  5. disbrigo pratiche presso enti pubblici (Inps. Patronati, ecc.) per persone impossibilitate a provvedere da sole.

 

Attualmente il nostro Gruppo Caritas , che è aderente al Banco Alimentare già da alcuni anni, fornisce settimanalmente alle persone e/o famiglie bisognose di un aiuto economico della nostra Parrocchia, pacchi viveri contenenti sia quanto donato dal Banco Alimentare sia quanto viene acquistato direttamente. In alcuni casi, quando la loro situazione economica è gravemente compromessa, fornisce anche aiuti finanziari per il pagamento di bollette, rate di affitto, acquisto medicinali, ecc. Quest’ultima attività viene fatta in collaborazione con la Caritas Diocesana che, nel limite del possibile, fornisce un sostegno economico alle persone/ famiglie segnalate dal nostro Gruppo.Queste attività sono rese possibili dalla generosità dei nostri parrocchiani che finora si sono dimostrati disponibili ad aiutare le persone più bisognose.



Il nostro Gruppo Caritas assiste una cinquantina di famiglie bisognose della nostra Parrocchia, i cui componenti assommano a circa 180 persone su un totale parrocchiani di circa 10.000 persone. Purtroppo, a causa del perdurare della crisi economica in atto, il numero dei richiedenti sostegno economico aumenta di settimana in settimana.

Una attività che il gruppo si prefigge di potenziare è quella dell’assistenza alle persone sole, anziane, ammalate e per questo motivo è alla ricerca di nuovi volontari che siano disponibili a dedicare parte del loro tempo libero a questo scopo.

C) RIFERIMENTI OPERATIVI

 

 

1 - LA DOMENICA, GIORNO DEL SIGNORE E DELLA COMUNITA’

 

ASSEMBLEA DOMENICALE EUCARISTICA:

Far crescere d’importanza “LA MESSA PARROCCHIALE”, con la partecipazione , degli operatori, collaboratori, famiglie, ragazzi del catechismo, giovani: si cresce nella conoscenza, nella comunione e nella

solennità dell’evento

 

Da attuare entro l'anno pastorale in corso

 

Orario S. Messa:

Come prassi si mantiene l'orario tipo invernale, (10 e 11,30) per favorire momenti di formazione per genitori dei fanciulli I.C.

In alcune circostanze particolari si avrà la celebrazione unica della domenica mattina a Maria Immacolata, che termina con la convivialità in Oratorio

 

Giungere alla costituzione del GRUPPO LITURGICO che prepara le varie celebrazioni e la preparazione alla preghiera comunitaria, favorendo i diversi compiti e ministeri e servizi (lettori, accoliti, ministri dell’Eucaristia, ministranti nei vari servizi )

Individuazione di un gruppo di persone più sensibili al tema dell' ACCOGLIENZA che possano essere segno di accoglienza della comunità durante le celebrazioni, raccordandosi eventualmente col costituendo gruppo liturgico per armonizzare l'iniziativa nell'ambito della celebrazione.

Il CPNP affronta entro l'anno pastorale il tema con lo scopo di individuare una serie di proposte da implementare entro l'inizio del nuovo anno pastorale.

 

Da attuare entro i tre anni del PPC

 

Proporre un coordinamento a livello interparrocchiale con le parrocchie confinanti in modo da definire insieme :

a) orari delle celebrazioni coordinati

b) la possibilità, ad esempio per la messa vespertina della domenica, di definire due orari ( 17,30 -18,30) che siano gestiti a turno da due parrocchie della interparrocchia in modo da costituire comunque assemblee numericamente significative anziché disperdersi in tante piccole assemblee.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 - FORMAZIONE E MINISTERIALITA’

 

Da attuare entro l'anno pastorale in corso

 

1) COORDINAMENTO – COMUNICAZIONE : occorre organizzare un più efficace coordinamento delle attività a servizio di tutta la comunità.

Si propone a tale scopo di incrementare il servizio relativo alla COMUNICAZIONE sfruttando i mezzi a disposizione : sito internet, foglio degli avvisi, bacheca; ed eventualmente approcciandosi ad altre metodologia ( social-network …) . Si ritiene necessario individuare un responsabile ed un gruppo che possa occuparsi della comunicazione che è ritenuta prioritaria. Il CPNP affronta entro l'anno pastorale il tema con lo scopo di individuare una serie di proposte da implementare entro l'inizio del nuovo anno pastorale.

 

2) MOMENTI DI INCONTRO-FORMAZIONE:

-ripresa dell'esperienza di tre incontri annuali di tutti gli operatori pastorali

 

Appuntamenti di quest'anno pastorale :

Venerdì 27 febbraio 2015

Mercoledì 29 aprile 2015

Programma di massima: ore 18,30-19 S.Messa; ore 19-20 formazione ore 20-21 cena insieme

 

3) APPUNTAMENTI DI PREGHIERA

- settimanale: gruppo di preghiera del mercoledì

- mensile : primo giovedì del mese Adorazione all’Eucaristia (ore 17,30-18.30)

- annuale : esercizi spirituali : quest'anno dal 12 al 15 febbraio a Sestri Levante

 

4) PREPARAZIONE SPIRITUALE E QUALIFICAZIONE OPERATIVA per i vari gruppi di operatori pastorali: catechisti – I.C., animatori catechesi giovani/adulti, gruppi Genitori, fidanzati, preparazione immediata al Matrimonio.

 

Sollecitare e incrementare la partecipazione alle iniziative di formazione diocesane e parrocchiali

 

5) APPUNTAMENTI DI CRESCITA IN AMBITO CULTURALE

Organizzare almeno un paio di incontri all'anno di approfondimento su tematiche sociali – culturali, politiche (es. rapporto con le altre religioni- l'educazione dei figli, le problematiche di uno sviluppo tecnologico senza regole, la bioetica...)

Obiettivo di quest'anno costituire un gruppo di 3-4 persone del CPNP eventualmente poi estendibile ad altri con lo scopo di organizzare e pubblicizzare questi incontri.

 

6) APPUNTAMENTI DI CRESCITA IN AMBITO COMUNITARIO

La proposta di organizzare momenti di incontro in comunità oltre a quelli meramente celebrativi e liturgici è da armonizzare con le iniziative già in essere:

 

- Obiettivo di quest'anno costituire un gruppo di alcuni volontari con lo scopo di organizzare e pubblicizzare questi incontri.

 

7) MISSIONE:

All’interno della comunità, anzitutto verso i nuovi fratelli che in questi anni sono venuti nei nuovi insediamenti abitativi o ancora in costruzione;

Organizzare tra fine Settembre e inizio Ottobre a San Luca una festa di benvenuto per accogliere le famiglie dei nuovi Condomini con un giorno di festa . Quest'anno si è individuata Domenica 18 ottobre (San Luca).

 

8) ORATORIO: si ritiene importante una riflessione approfondita del significato della struttura, verifica, approfondimento degli obiettivi in funzione dell’educazione dei ragazzi e giovani, espressione del compito educativo della comunità parrocchiale.

Quest'anno dopo l'incontro del CPNP dedicato al tema il 29 ottobre 2014, lo scopo è quello di redigere il progetto per l'Oratorio.

 

 

 

 

 

Da attuare entro i tre anni del PPC

 

1) COORDINAMENTO – COMUNICAZIONE :

Redazione di un calendario delle attività entro l'inizio di ogni anno pastorale da esporre sul sito e in bacheca.

Implementazione redazione gruppo comunicazione.

 

2) MOMENTI DI INCONTRO-FORMAZIONE:

-continuazione dell'esperienza di tre incontri annuali di tutti gli operatori pastorali così organizzati: momento formativo, preghiera, cena insieme.

 

3) APPUNTAMENTI DI PREGHIERA

 

Istituire la giornata mensile di Adorazione al Corpo Eucaristico di Gesù.

Non un’ora ma una intera giornata; dalle 8 del mattino alle 20 di sera

Una volta al mese

Proposta per tutto l’anno (nei mesi estivi si vedrà come fare…)

Articolata con: Celebrazione Eucarestica iniziale alle 8 e poi la solenne esposizione in Cappella sino alle 20; abolizione della Messa vespertina del giorno.

Turni di adorazione coinvolgendo tutta la Comunità.

 

Ripresa della proposta di ritiro spirituale mensile la domenica pomeriggio

 

4) PREPARAZIONE SPIRITUALE E QUALIFICAZIONE OPERATIVA per i vari gruppi di operatori pastorali:

 

rendere stabile e duraturo il servizio pastorale di chi si mette al servizio della comunità anche cambiando il settore di intervento in un cammino di maturazione della propria vocazione al servizio.

 

5) APPUNTAMENTI DI CRESCITA IN AMBITO CULTURALE

Organizzare almeno un paio di incontri all'anno di approfondimento su tematiche sociali – culturali, politiche.

Aprire ed organizzare insieme alle altre parrocchie dell'Interparrocchia

 

6) APPUNTAMENTI DI CRESCITA IN AMBITO COMUNITARIO

Mantenere le iniziative già in essere

- inizio Anno Pastorale

- cena della comunità organizzata da gruppo giovani e gruppo famiglie (6 dicembre)

- torta fritta organizzata dal gruppo Scout ai primi di giugno

- Festa della comunità in una domenica di maggio

- festa dell’Immacolata

Organizzare e pubblicizzare nuove iniziative

 

7) MISSIONE:

- All’interno della comunità, anzitutto verso i nuovi fratelli che in questi anni sono venuti nei nuovi insediamenti abitativi o ancora in costruzione;

La attività di buona accoglienza con una festa di benvenuto in San Luca organizzata quest'anno il 18 ottobre per i nuovi arrivati di V. Budellungo e V. Piccoli

- Attenzione al territorio per una sensibilità ai problemi e ai processi di socializzazione in atto, alle emergenze umane che ne scaturiscono

Organizzare la ripresa di alcune visite di laici alle famiglie prima e oltre le Benedizioni delle abitazioni.

In accordo col gruppo Caritas si auspica una ulteriore attenzione collaborativa con le espressioni sociali, le strutture di gestione,che sono presenti e operano nel territorio soprattutto parrocchiale ad esempio:

attività assistenza con ufficio ASL

vicinanza attività come il Pozzo di Sichar...

8) ORATORIO: si ritiene importante una riflessione approfondita del significato della struttura, verifica, approfondimento degli obiettivi in funzione dell’educazione dei ragazzi e giovani, espressione del compito educativo della comunità parrocchiale.

Obiettivi : graduale attuazione del progetto oratorio.

 

 

 

3 - FAMIGLIA – ADULTI – GIOVANI

 

Da attuare entro l'anno pastorale in corso

 

Da proseguire entro i tre anni del PPC

 

FAMIGLIA

1- Gruppi famiglie proseguire con le attività di formazione-incontro programmate.

 

2) Costituzione di altri GRUPPI FAMIGLIE nel post.Matrimonio/Battesimo figli

 

3) Invitare le famiglie, accanto all’assemblea domenicale, alle occasioni di incontro, frequentazione, conoscenza comunicazione, condivisione, quali feste della Comunità, momenti di convivialità

 

 

GIOVANI:

1) Accompagnamento del loro cammino verso l’adultità con l’esperienza del “GRUPPO”

Proponendo esperienze forti e qualificanti: campo scuola, incontri con testimoni, weekend formativi, l’esperienza della settimana nel Centro Pastorale, il Ceniamocinsieme, eventi diocesani partecipati (martedì del Vescovo e altri)

Valorizzare, ove questo è possibile, la componente associativa (vedi Scout, ACR…)

 

2) Facendo riferimento al PROGETTO PARROCCHIALE DI PASTORALE GIOVANILE, approntato nel precedente Consiglio Pastorale prestare attenzione alla complessità dei problemi che presenta lo sviluppo della personalità adolescenziale in due particolari campi:

l’educazione dell’affettività e dell’amore;

la proposta di Gesù , senso e significato da dare alla loro vita di futuri adulti.

 

 

3) Delicato e determinante il periodo 2a/3a media chiamato postcresima: nella comune tentazione di mollare l’approccio alla comunità perché tutto è finito, all’attenzione della continuità/rottura per una proposta cristiana ancora significativa e modulata sulla sensibilità nuova ai problemi e all’evoluzione dell’età.

 

4) In relazione alla partecipazione (già molto problematica) e alla presenza attiva nella assemblea domenicale e nella celebrazione dell’Eucaristia si propone un graduale cammino di educazione al linguaggio della celebrazione rivolto ai più giovani, con esperienze guidate (S. Luca una/mese?)

 

 

ADULTI

 

1) Proseguire gli incontri di catechesi al venerdì

 

2) Implementazione del Gruppo preparazione del Battesimo e catechesi 0-6 anni

 

3) Proseguire e implementare con l'aiuto di nuovi animatori gli incontri evangelizzanti per i Genitori che accompagnano i figli nel cammino formativo della Iniziazione Cristiana.

 

INIZIAZIONE CRISTIANA

1) valorizzare la figura del coordinatore che affronta gli aspetti di carattere formativo e organizzativo

 

2) proporre un cammino di formazione differenziato per l'“educatore adulto/catechista”e per i giovani assistenti curando con gradualità i percorsi di crescita e di servizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 - CARITAS

 

Da attuare entro l'anno pastorale in corso

 

Si ritiene fondamentale mantenere e consolidare le attività già in essere:

 

Accoglienza delle famiglie in difficoltà

 

Attenzione alle necessità che non emergono (famiglie in necessità che non chiedono)

 

Situazioni di solitudine e di malattia (visita, medicinali …)

 

Collaborazione con le istituzioni del territorio ( Servizi sociali, case protette)

 

Gruppo “emergenze”con interventi in situazioni di sofferenza (malattia, ospedale, morte)

 

 

Si ricorda, anche se impropriamente in questo ambito, il servizio svolto dal Gruppo Missionario che mantiene i contatti coi Missionari che hanno operato in comunità e prosegue annualmente l'iniziativa delle Adozioni a distanza.

 

Da attuare entro i tre anni del PPC

 

Si auspica una ulteriore attenzione collaborativa con le espressioni sociali, le strutture di gestione,che sono presenti e operano nel territorio soprattutto parrocchiale ad esempio:



attività assistenza con ufficio ASL – Assessorato del Comune al sociale (incontro mensile con le assistenti sociuali del Distretto Lubiana-San Lazzato – Cittadella)

vicinanza attività come il Pozzo di Sichar. E altre istituzioni assistenziali nel territorio della parrocchia

 

Allo scopo di sensibilizzare gradualmente anche i più giovani si auspica, in accordo con i gruppi animatori e catechisti, la individuazione qualche ambito di servizio in modo da proporre un approccio operativo al tema Caritas

 

 

Educazione alla sensibilità missionaria

 

Si propone anche in questo caso di coinvolgere se possibile ragazzi e giovani allo scopo di sensibilizzarli al tema, proponendo però iniziative concrete.

 

 

 
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