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Parrocchia Maria Immacolata
Avvisi parrocchiali PDF Stampa E-mail
Scritto da don francesco   

Avvisi in parrocchia

Orario S.te Messe

sabato e vigilia di feste: San Luca, ore 16; - Immacolata, ore 18.

domenica e feste : San Luca, ore 9 – Immacolata, ore 10,30- ore 18,00

giorni feriali: Maria Immacolata, ore 18,30

 

 

 

* Sabato aprile, ore 15: Riconciliazione ragazzi della Messa di 1°Comunione (e prove)

 

Esperienze estive parrocchiali 2018

GREST:

1. SETTIMANA: 11 al 15 giugno (lunedì-venerdì)

2. SETTIMANA: 18 al 22 giugno ( “ “ “)

3. SETTIMANA: 25 al 29 giugno (“ “ “ )

B) SASSO:

*3°-4° elementare: da Domenica 10 giugno a sabato 16 giugno

* 5° elementare e 1° media: da Domenica 17 a sabato 23 giugno

*2° Media: da Domenica 25 giugno a sabato 30 giugno

 

  1. * 3° Media - 5° Superiore - Brusson in val d’Ayas (Val d’Aosta) – da Sabato 14 a sabato 21 luglio 2018

*= Le ISCRIZIONI sono aperte da martedì 3 aprile

In SEGRETERIA:

- FINO AL 13 MAGGIO – i fanciulli della Parrocchia

- Dal 14 maggio : iscrizioni ai fanciulli extraparrocchia.

 

Per chi desidera contribuire alle necessità economiche della nostra Comunità:

Mutuo decennale: 2013 - 2023- rata trimestrale  17° su 40

  • lavori eseguiti di rifacimento della rete metallica nei campi calcetto
  • Lavori nella Casa estiva di Pieve di Sasso
  • Forme di contribuzione: -
    • o offerte in parrocchia: , oppure Versamenti con bonifico bancario: intestato a: Parrocchia Maria  Immacolata:
    • IBAN: IT07W0623012783000035243072

 

 
Sfide educative per genitori di figli 2.0 PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Arneodo   

Venerdì 2 febbraio presso la Parrocchia Maria Immacolata circa 400 persone (genitori, nonni, insegnanti, educatori) hanno assistito alla relazione svolta dal dott. Alberto Pellai (medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore presso l’Università degli studi di Milano, padre di quattro figli, autore di numerosi libri di successo alcuni dei quali pubblicati anche all’estero) dal titolo Sfide educative per genitori di figli 2.0 – Crescere figli in un mondo che accelera tutto.

Il dott. Pellai nel proprio intervento, fondato su una sapiente sintesi tra gli studi medici svolti, la propria esperienza di psicoterapeuta e quella di padre, ha presentato all’attento uditorio le proprie idee-guida sull’educazione dei ragazzi in preadolescenza.

In apertura, partendo dai casi incontrati nella propria attività, il Pellai “psicoterapeuta” ha sottolineato come la stragrande maggioranza di richieste di aiuto allo specialista in preadolescenza originano attualmente da problematiche nate dalla vita on line dei ragazzi (cyberbullismo, sexiting). Altro dato inquietante è che oggi il primo smartphone viene ricevuto a nove anni di età (sino a dieci anni fa il primo telefono cellulare veniva dato a 14 anni). Il dott. Pelli ha inoltre sottolineato come non solo si sia precocizzata la consegna di tale strumento ma che, troppo spesso, non viene pensato dai genitori, in tale momento, un progetto educativo sull’oggetto. Il figlio deve invece sapere che dietro quell’oggetto c’è un pensiero educativo da parte di mamma e papà.

Ripercorrendo, poi, le ultime acquisizioni delle neuroscienze relative alle ragazze e ai ragazzi preadolescenti (11-14) il Pellai “medico” ha evidenziato come a questa età il cervello dei ragazzi sia ancora in corso di formazione e maturazione, in particolare quella parte del cervello che gestisce la razionalità (lobi frontali), mentre la parte del cervello emozionale è già molto evoluta, per questo il ragazzo ha fisiologicamente una incapacità di gestire le emozioni e di autolimitarsi.

Nella nostra mente abbiamo una parte emotiva (la parte che “sente”, che vive delle emozioni, che sta bene nel divertirsi, nel percepire sensazioni forti, nel giocare facile). Vi è poi il cervello cognitivo (quello del ragionamento, dello studio, del lavoro, quello che sta attento, che risolve i problemi).

Da quindici anni a questa parte i neuroscienziati hanno scoperto (prima non lo si sapeva) che durante la preadolescenza accade nel cervello una rivoluzione incredibile: il cervello emotivo, infatti, fa un salto fortissimo, è la parte più potente che ci sia nella mente dei ragazzi, ed è alla ricerca continua di emozioni, di divertimento, di piacere, di sensazioni forti. Mentre la parte cognitiva, il cervello che pensa, la materia grigia, la corteccia celebrale rimane ancora profondamente immaturo.

Questo significa che lasciati a loro stessi i preadolescenti avranno una programmazione dettata dalle priorità che gli suggerisce la parte emotiva del cervello. Di qua la difficoltà dei ragazzi ad autolimitarsi ed autoregolarsi, interrompendo spontaneamente situazioni in cui stano bene, in cui si divertono (uso dello smartphone, della playstation, della tv), anche perché la parte emotiva ha difficoltà a percepire il trascorrere del tempo.

Le neuroscienze dicono quindi che c’è una motivazione neurobiologica per cui i nostri figli (11-15 anni) quando entrano precocemente in una vita 2.0 si trovano poi più predisposti a rimanere agganciati a quella vita “virtuale”, in cui vi è (e proprio perché vi è) una iperattivazione di quella parte di cervello emotiva già di per sè iperattiva.

Il rischio per i ragazzi di restare troppo nella vita online è che, al contrario, quella parte del cervello che è ipoattiva (la parte cognitiva) rimanga tale e non venga adeguatamente sviluppata, mentre, soprattutto a questa età, ha una grande necessità di essere allenata. Il cervello cognitivo è infatti come un “muscolo” che va allenato e che solo se viene adeguatamente stimolato può svilupparsi bene. Tuttavia l’habitat ideale per allenare questo “muscolo”, sostengono i neuroscienziati, non è l’online, ma è la vita reale. E’ quindi necessario che i nostri ragazzi facciano un intenso lavoro nella vita reale per permettere al cervello cognitivo di costruite quelle impalcature neuronali che li aiuteranno, crescendo, a rimanere dentro esperienze cognitive di una certa intensità e impegnatività. E’ la parte cognitiva, infatti, che controlla la soluzione dei problemi, l’empatia, le competenze comunicative, la capacità di autoregolazione emotiva (ovvero la capacità di tenere sotto controllo le proprie emozioni).

Per quanto sopra esposto, andando decisamente “controcorrente” e rifiutando una prassi ormai largamente diffusa e data per scontata, il dott. Pellai ha consigliato l’uso dello smartphone non prima dei 13 anni (fine della scuola secondaria di primo grado). Non avendo prima, generalmente, i ragazzi una adeguata capacità di gestione di uno strumento così “potente”.

Al di là dell’età di consegna dello smartphone, il dott. Pellai ha sottolineato l’importanza che dietro tale “passaggio” vi sia comunque un progetto educativo dei genitori sul ragazzo e un attento e costante controllo della “vita social” del medesimo. Troppo spesso infatti, ha sottolineato il relatore, i ragazzi sono “orfani” nella loro vita social, ovvero privi di genitori che la controllino e accompagnino i figli nella “navigazione” e nelle sue insidie.

Sia con riferimento allo smartphone che all’utilizzo di altri strumenti che nel preadolesecente esercitano una attrazione potentissima (computer, playstation), il dott. Pellai ha sottolineato l’importanza di siglare un vero e proprio patto scritto con il proprio figlio, indicante le modalità e i tempi di utilizzo dello strumento (ha rivelato che lui stesso in casa sua sul frigorifero ha numerose copie di questi ”contratti” sottoscritti con i propri figli). Patto con cui vengano definite regole, indicando chiaramente ciò che ci aspettiamo che il ragazzo faccia o non faccia con lo strumento e i limiti del suo utilizzo (ad esempio al mattino lo smartphone lo si usa quando si esce di casa e non prima, mentre alla sera lo smartphone non entra in camera da letto del ragazzo). Patto che costituisce un importante strumento di responsabilizzazione del giovane per richiamarlo al rispetto degli impegni presi.

Il Pellai “padre” nel proprio intervento ha da ultimo, invitato i genitori ad una intensa dinamicità relazionale con i propri figli preadolescenti: l’importanza ancora del giocare insieme a loro, un giocare insieme che a questa età i ragazzi ancora apprezzano molto (soprattutto giochi di “sfida” quali giochi di società, carte, sport, ecc.). Ha inoltre evidenziato l’importanza dell’aiutare il ragazzo a costruire relazioni significative con i propri coetanei, il che comporta un investimento di tempo ed energie da parte dei genitori: disponibilità ad accogliere amici in casa propria, anche a mangiare o dormire, accompagnare a casa di amici, ecc.

Con cortesia ed empatia, ma fermezza, il dott. Pellai ha richiamato dunque i genitori alla centralità fondamentale del loro ruolo, alla necessità che gli stessi “lavorino” molto sul progetto educativo dei propri figli non lasciandoli soli nella gestione dei propri strumenti tecnologici e nell’allenamento del proprio cervello cognitivo, che tanta parte avrà in quella crescita serena ed equilibrata che tutti ci auguriamo per loro.

 

Diego Arneodo

 
Torneo di Burrraco - 25 febbraio PDF Stampa E-mail
Scritto da Oratorio   

 
Incontri di preghiera PDF Stampa E-mail
Scritto da Gruppo preghiera   

 

Noi crediamo
che la preghiera non è tutto,
ma che tutto deve cominciare dalla preghiera.

 

Noi crediamo
che impara a pregare
soprattutto chi impara a tacere davanti a Dio.

 

Noi crediamo
che tutti i giorni dobbiamo chiedere al Signore
il dono della preghiera.

 

Noi crediamo
che chi impara a pregare
impara a vivere.

 

SENZA STANCARSI

 

In ascolto della Parola, nel silenzio

Per chi vuole, ogni mercoledì dalle 19.15 alle 19.45, in cappella

 

 

 

 
CARITAS PARROCCHIALE PDF Stampa E-mail
Scritto da GRUPPO CARITAS   

Il Gruppo Caritas Parrocchiale nell'intento di volere fare partecipe la comunità parrocchiale alla propria attività assistenziale, rende noto il proprio bilancio economico per l'anno 2017:

ENTRATE

rimanenza di cassa  fine 2016           euro    280,00

offerte parrocchiani                        euro  2.495,00

raccolta Domenica delle Palme          euro  3.887,00

TOTALE                                        euro 6.662,00

 

USCITE

acquisto generi alimentari per pacchi   viveri           euro  2.727,00

contributi economici a persone/famiglie bisognose   euro  3.580,00

TOTALE euro 6.317,00

RIMANENZA DI CASSA AL 31.12.2017             euro     345,00

 
Un sito perchè... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

PERCHE' UN SITO?

Si è voluto realizzare il sito perchè ci si è resi conto che in una parrocchia così vasta e popolosa ( la più popolosa della Diocesi) mancava  un mezzo efficace per riuscire a comunicare potenzialmente con tutti.

Esistono il passaparola e gli avvisi stampati sui foglietti, ma raggiungono solo chi partecipa alle celebrazioni o agli incontri.

Esiste fin dagli albori della parrocchia il bollettino informativo "Nuova Comunità" che raggiunge tutte le famiglie grazie alla distribuzione porta a porta ad  opera di volontari ma esce  una o due volte all'anno e non può essere quindi tempestivo e puntuale.

Il sito Internet è invece accessibile a tutti coloro che possiedono un computer ed una connessione al web.

Il rischio è che  molti anziani non avvezzi all'uso del computer possano sentirsi  tagliati fuori,  ma ricodiamo che il sito non sarà comunque l'unica fonte di comunicazione, resteranno le altre che ci sforzeremo di mantenere e migliorare.

Ci sembrava però gusto essere presenti con uno altro strumento che di fatto può raggiungere chiunque anche chi normalmente non frequenti ma voglia informazioni o,a nche  solo per curiosità, si chieda cosa succede in Parrocchia.

 

SCOPI DEL SITO

Primo scopo del sito è dunque quello di essere strumento di informazione per TUTTI partecipi o meno della vita della comunità, in ossequio alla missione della Chiesa di raggiungere tutti col proprio messaggio di salvezza.

 
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